LA MALATTIA DEI LEGIONARI FOCUS SULLA LEGIONELLA

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LA MALATTIA DEI LEGIONARI
FOCUS SULLA LEGIONELLA

A cura del Dottor Professor Aldo Ercoli

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

In medicina di base fare diagnosi di polmonite da Legionella è praticamente impossibile. Occorre la coltura dell’escreato che non tutti i laboratori hanno a disposizione così come del resto la sierologia anticorpale (test IgG e IgM sia in fase acuta che in convalescenza). Eppure nell’estate del 1988 un caso lo sospettai ricorrendo al vecchio metodo empirico detto “ex adiuvantibus”.

Si trattò del fratello 70enne di un mio paziente di Marina di San Nicola.

Era da pochi giorni rientrato dagli USA quando presentò febbre elevata (40°C), tosse secca (non produttiva), disturbi gastroenterici lievi (modesta diarrea).

Era stato trattato senza alcun beneficio con cefalosporine per via intramuscolare. Non avevo visto sino ad allora casi di Legionella anche se ne avevo una conoscenza teorica. Compresi che doveva trattarsi di un batterio che non rispondeva pertanto alla famiglia delle penicilline-cafalosporine.

Optai (ecco il criterio “ex adiuvantibus”) per la claritromicina (Veclam 500 mg mattina e sera) e prescrissi una radiografia del torace anche perché all’auscultazione dei polmoni avevo apprezzato dei rantoli diffusi. Inoltre alla base polmonare sinistra (ottusità alla percussione) avevo sospettato un versamento pleurico.

L’Rx del torace mise in evidenza anomalie diffuse in modo uniforme e confermò il versamento pleurico. Si trattava di opacità alveolari tendenti a confluire in un consolidamento polmonitico. Nonostante il reperto radiologico il paziente, dopo soli tre giorni di terapia con la claritromicina si sentiva meglio, la tosse secca era molto migliorata e la temperatura era scesa a 37°C.  Pur tuttavia decidemmo per un ricovero ospedaliero che, grazie alla coltura di un poco di escreato (uso di terreni multipli selettivi con coloranti), confermò il sospetto diagnostico di infezione da Legionella. E’ un germe gram negativo sensibile ai macrolidi (eritromicina, claritromicina, azitromicina) ma anche ai chinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina). Oltre queste due classi di farmaci (che sono di prima scelta) anche la doxiciclina, la minociclina e la rifampicina si sono rivelate efficaci nel debellare l’infezione.

Perché è chiamata Legionella? O malattia dei legionari?

Per l’epidemia che nel 1976 colpì molti legionari che si erano riuniti in uno dei più prestigiosi hotel di Philadelphia.

Come si trasmette?

Le legionelle vivono in ambienti acquatici non stagnanti e possono moltiplicarsi in molti serbatoi acquatici artificiali.

Si può trasmettere anche per aerosol ma non direttamente da persona a persona.

Fontane che spruzzano acqua, condizionatori di aria, condensatori, addirittura acqua potabile (altro che ossitocina!!) e persino i rubinetti delle docce negli ospedali.

L’epidemia che colpì nel 1976 quegli anziani legionari a Philadelphia comportò una elevata mortalità perché allora il microorganismo era sconosciuto anche se a mio avviso, era stato responsabile di molte infezioni respiratorie in passato. La mortalità fu alta perché, oltre all’età avanzata, molti legionari erano affetti da cardiopatie, pneumopatie o nefropatie croniche. L’epidemia che recentemente ha interessato una città italiana per me “fontana inquinante” ha colpito anche soggetti sani. Per fortuna con la scoperta di questo germe gram negativo nel 1976 si sono trovati gli antibiotici utili a debellarla.  Altri fattori di rischio sono il fumo di sigaretta e stati di immunodepressione.

Quanto deve essere protratta la terapia orale con macrolidi o chinolonici?  Anche se dopo soli 3-5 giorni il paziente sta già meglio è necessario continuare il trattamento per altri dieci. Nei pazienti immunocompromessi, con uno stato avanzato della malattia, è necessario arrivare a tre settimane.

Che cos’è la febbre di Pontiac?

E’ una sindrome dovuta alla Legionella assai simile all’influenza caratterizzata da malessere generale, dolori muscolari, facile affaticabilità. E’ una forma autolimitante, che scompare da sola, senza provocare polmoniti e che non ha bisogno di essere trattata con antibiotici.

La Legionella pneumophila provoca invece l’80-90% delle infezioni umane.

Come detto si annida nell’acqua ed ha un periodo di incubazione che varia da 2 a 10 giorni.

E’ più frequente specie nella forma classica con polmonite, in ospedale, quando le fonti di approvvigionamento idrico sono contaminate.