IL CASTELLACCIO DEI MONTERONI MUSEO DELL’AGRICOLTURA?

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castello dei monteroni

IL PROGETTO PIACE AL COMUNE CHE INTANTO HA RESCISSO IL CONTRATTO CON LA FONDAZIONE DIRITTI GENETICI PER I SUOI 10 ANNI DI INOPEROSITÀ.

Un museo dell’Agricoltura nel Castellaccio dei Monteroni? Chissà, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, però intanto un progetto, concreto, è stato presentato da giovani studiosi universitari desiderosi di portare il loro contributo alla causa. E comunque il Comune ci starebbe pensando seriamente, anche perché da poco tempo si è riappropriato del suo simbolo dopo aver rescisso il legame con la fondazione “Diritti Genetici” di Mario Capanna, che alla fine della fiera si è dimostrata un vero “flop”.

Tutti ricordano quando nella primavera di 11 anni fa la vecchia amministrazione comunale di centrosinistra stese il tappeto rosso al leader del movimento giovanile del Sessantotto e attualmente segretario e coordinatore di Democrazia Proletaria. Capanna annunciò l’avvio di un cantiere per trasformare l’antico maniero in un polo museale, grazie ad un fondo ministeriale di 2 milioni di euro. Proprio Diritti Genetici ebbe in concessione la gestione del castello non portando però a termine il restauro, nel tempo diventato “fantasma”. Che delusione, davvero, un decennio buttato nel cestino.

castello di MonteroniDel Castello dei Monteroni si è parlato recentemente per le meravigliose scoperte nel sottosuolo dove nel 2016 riaffiorarono segni della civiltà romana durante gli scavi coordinati dalla soprintendenza del Lazio e dell’Etruria Meridionale. Un elenco infinito di tesori: l’antica via Aurelia, un grande sepolcro, scheletri, utensili, un pozzo collegato ad una cisterna e delle monetine. Poi i cantieri si fermarono per mancanza di contributi. E alla fine quella città rimase sotterranea custodendo tutti i suoi segreti.

È arrivato il tempo di voltare pagina per il Castellaccio, set del film “La grande guerra” di Mario Monicelli, che nel 1959 ospitò attori del calibro di Alberto Sordi e Vittorio Gassman.

castello di monteroniIl Sopralluogo. Il sindaco ladispolano ha effettuato un sopralluogo con i propri tecnici per capire come poter sviluppare l’iter. «C’è un’idea – conferma Grando – ossia quella di trasformare il castello in un museo dell’Agricoltura. Non dovrà essere una cattedrale nel deserto in un’area periferica. La stalla diventerebbe un luogo vissuto tutti i giorni. Nell’edificio verrebbe divulgata la conoscenza del nostro territorio in ambito agricolo coinvolgendo tanti contadini ladispolani. Si potrebbe prevedere una sala conferenza, rendendo protagoniste anche le scuole, mentre la parte all’esterno magari si convertirà in un orto a cui lavoreranno gli alunni. Col supporto di Arsial, Regione e ministero delle Politiche agricole cercheremo a ricevere un contributo». Poi la frecciatina. «Siamo riusciti dopo oltre un decennio – prosegue il sindaco – a rimettere le mani sul Castellaccio togliendolo alla fondazione rimasta inadempiente rispetto al contratto, sciolto grazie ad un atto in Consiglio comunale. Li abbiamo avvisati: neanche sono più reperibili»

 

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