Gli agricoltori ci riprovano: «Questa è una battaglia di tutti»
Si riattiva il presidio a Torrimpietra: arrivano gli imprenditori del litorale nord.
Trattori, camion e auto. Il presidio sull’Aurelia riprende vita contro il caro carburante che sta mettendo in ginocchio gli italiani. Gli agricoltori ci riprovano perché mai come questa volta i rincari sul gasolio ci riguardano da vicino.
«La nostra protesta è aperta a tutti. Tra un po’ saremo alla fame». Giuseppe D’Annibale, con la sua azienda sulla Boccea, è uno di quelli che ha preso parte al raduno di Torrimpietra, contro una crisi che ha colpito fortemente il comparto agricolo, e non solo.
«Da 4 anni che cerchiamo di richiamare l’attenzione di chi di dovere – prosegue D’Annibale – negli ultimi tempi continuano a chiudere le aziende agricole. Ne abbiamo perse più della metà, un motivo ci sarà. Partecipiamo a riunioni e convegni, ma poi la classe politica non interviene mai. E le sigle sindacali non fanno i nostri interessi. Un’altra beffa questa. Non ci stiamo più».
Gli imprenditori sono tornati per esprimere il proprio malcontento, proprio come negli scorsi anni quando invasero la statale in direzione della Capitale. «Il caro gasolio è ormai una delle cause principali – si sfoga Mara Zani, produttrice ai Monteroni – che sta portando alla chiusura di aziende storiche. Ogni giorno ci troviamo a combattere in prima linea contro le sfide dei cambiamenti climatici e la concorrenza sleale dei mercati esteri. A queste difficoltà si sono aggiunti i rincari spropositati del carburante e una gestione economica generale che continua a penalizzare chi lavora la terra. È ora di dire basta. Il nostro settore è abituato a stringere i denti e ad andare avanti con ostinazione, ma non è più disposto ad accettare passivamente questo scenario: servono interventi concreti e immediati prima che sia troppo tardi».
Civitavecchia risponde presente. «Da tre anni ormai seguo il gruppo qui a Torrimpietra – ammette Fabio Mercuri – ma ora la questione tocca la testa di tutti. Bisogna coinvolgere in piazza non solo il comparto agricolo. Il carburante è alle stelle per ciascun cittadino». Le polemiche non si arrestano. «Il gasolio agricolo a 1 euro e 70 centesimi? È un furto a viso scoperto. Non ne possiamo davvero più», allarga le braccia Giampiero.
«Da oltre 3 anni – sostiene una imprenditrice presente all’ennesimo sit-in del litorale nord – cerchiamo di far sentire la nostra voce, ma la politica e i sindacati continuano a fare finta che non esistiamo. I problemi sono sempre gli stessi: materie prime a costi insostenibili, concorrenza sleale e dulcis in fundo, prezzi al consumatore assurdi ed ingiustificabili se non da una speculazione fuori controllo».
Ad appoggiare il corteo anche il consigliere comunale di Cerveteri e futuro candidato a sindaco, Gianluca Paolacci: «Questa non può e non deve essere una battaglia solo degli agricoltori – afferma – , se continua così saremo costretti a fare dei passi indietro per il futuro nostro e dei nostri figli. Questa è una battaglia che non deve e non può avere colore o appartenenza politica. Aiutiamo i nostri agricoltori e noi stessi a difendere il futuro di tutti. Il carburante a questi prezzi non può più essere tollerato».
Sull’Aurelia si catapulta pure il vicesindaco di Cerveteri. «Il presidio – rincara la dose Riccardo Ferri – non riguarda solamente il comparto agricolo, già subissato da tasse, imposte e costretto ogni anno a dover fronteggiare le conseguenze di un cambiamento climatico che condiziona e non di poco le produzioni. Piuttosto deve essere inquadrato come un grido d’aiuto di tutti che riguarda ognuno di noi. Tutti abbiamo ben presente il costo oramai esorbitante di gasolio e benzina: rincari continui che si ripercuotono sulle famiglie, su chi ogni giorno si reca a lavoro utilizzando la macchina e sui prezzi di ciò che acquistiamo nella quotidianità, che giocoforza, è soggetto ad aumenti. Di questo passo si rischia il collasso. Il Governo intervenga in maniera concreta».
Le associazioni di categoria. «Per un’azienda – è il pensiero di Biagio Camicia, presidente di Consumatori Italiani più Forti Ladispoli-Cerveteri – la nafta non è soltanto quella necessaria a portare la merce al mercato. Serve a far lavorare i mezzi nei campi e incide sul costo delle operazioni affidate a imprese esterne. Bisogna dire basta alla speculazione da parte delle compagnie petrolifere. Questi rincari sono ingiustificati e stanno danneggiato tutti i lavoratori, non solo gli agricoltori».
Qui Fiumicino. «Esprimo la mia piena vicinanza alla protesta spontanea di agricoltori e cittadini – afferma Michela Califano, consigliera regionale del Pd -. Il caro carburanti è un’emergenza che grava sulle spalle degli italiani da troppi mesi, senza che sia mai stata messa in campo una vera riforma strutturale. Ogni promessa è stata disattesa: dal taglio drastico delle accise all’impiego dell’extra gettito per calmierare i prezzi. Dal governo nazionale a quello regionale è mancato qualsiasi sostegno concreto».


































































