I SEGRETI DI FAMIGLIA

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segreti di famiglia

Durante gli anni di specializzazione, una mia insegnante dichiarò che “9 famiglie su 10 hanno un segreto”.

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Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Non ci credevo. Compilando, però, nella pratica clinica il genogramma, molto spesso le persone raccontano di vecchi ricordi nascosti nella loro memoria da anni oppure di certi eventi di cui ricordano o ricordano che qualcuno ne ha accennato in qualche momento della loro vita. Questi segreti di famiglia sono molto più frequenti di quanto si pensi e sono in ogni grado sociale.
Facciamo un po’ di chiarezza.
Il genogramma è la storia trigenerazionale della famiglia di origine (materna e paterna) di una persona.

 

Si parte dai nonni. Un noto psichiatra italiano afferma che “ci vogliono tre generazioni per avere un tossicodipendente”. Cosa vuol dire tutto ciò? La persona che arriva in terapia porta un disagio o una situazione patologica, che sembra personale e scaturita dal nulla; ad un esame più approfondito, invece, emerge che il problema portato è il frutto di modalità comunicative e/o comportamentali ereditate dalla famiglia di origine. È come se nelle generazioni si tramandasse un peso o una modalità di affrontare la vita e, ad un certo punto, qualcuno lo prende in carico magari somatizzandolo o agendo dei comportamenti disfunzionali. Cerco di fare esempi pratici. Una persona ha capito che reprimeva l’espressione delle sue emozioni poiché proviene da una famiglia che a sua volta è inserita in un contesto culturale in cui le emozioni vanno represse oppure espresse fino ad una certa età infantile. La famiglia di origine era una famiglia “normale” ma con questa caratteristica.

Un altro esempio. Una persona, durante il genogramma, racconta che “si dice che quella zia era una poco di buono” perché a 16 anni è rimasta incinta ed è andata a vivere lontano dalla famiglia. La persona continua dicendo che “di quella zia si parla molto poco e male perché si è allontanata e ha tagliato i ponti con tutti non interessandosi più di nessuno di noi”. Approfondendo, emerge che “quella zia” è rimasta incinta in tempo di guerra ma “non si sa di più”. Qui si inizia a fare delle ipotesi diverse e a contestualizzare l’evento in “quel periodo storico”: forse ha subito una violenza sessuale? Forse si era innamorata ma è stata lasciata? Forse quella gravidanza, anche se derivata da una violenza, è stata considerata come venivano considerate le gravidanze extra-matrimonio in quel contesto storico? Entrano i dubbi che possono iniziare un processo di cambiamento. Ogni persona porta e manifesta un corredo genetico della famiglia d’origine. Ogni persona porta anche un corredo comunicativo, emotivo, comportamentale ereditato in modo indiretto dalla stessa famiglia d’origine. Alcune persone portano un’eredità segreta. Le persone possono essere incastrate in queste modalità che hanno caratterizzato quella famiglia. Questo incastro può diventare, nelle generazioni, sempre più forte tanto da far assumere a qualcuno un ruolo del “malato”.

La genetica non si cambia ma conoscendo l’ereditarietà psicologica si può scegliere di disincastrarsi. Attraverso la conoscenza dei segreti di famiglia le persone hanno la possibilità di vedere da angolature diverse loro stessi e la loro famiglia. Hanno la possibilità di scegliere se aderire ancora all’eredità oppure trovare delle modalità alternative di risposte. Hanno anche la possibilità di poter agire, nel contesto famigliare, “quella” modalità di risposta. Infine, le persone attraverso la consapevolezza del segreto di famiglia, hanno la possibilità di recuperare i pezzi mancanti al puzzle della loro vita.

Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta
Psicologa Giuridico-Forense
Cell. 338/3440405
https://www.psicoterapeutamasin.it