“A CAUSA DEL GREEN PASS SONO SALTATI I SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO DEL COMUNE DI CERVETERI”

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IL REBUS DEI LAVORATORI SENZA VACCINO.ASSESSORE ALLA SANITÀ ALESSIO D’AMATO: “NON C’È NESSUN CAOS SUL GREEN PASS”

“Anche oggi a Cerveteri non ci si è annoiati, il tanto atteso servizio per i tamponi non era operativo. Non era accessibile nemmeno il sito o la linea telefonica ad esso dedicato. A causa del Green Pass sono saltati i servizi di trasporto pubblico a Cerveteri. Ora vorremmo sapere da chi deve garantire la buona esecuzione del contratto in merito, come mai non si è proceduto con la verifica del personale autista se in possesso de sto BENEDETTO GREENPASS? EPPURE LA SCADENZA DEL 15 OTTOBRE ERA STATA ANNUNCIATA DA MESI. Che ci voleva ad organizzare eventuali tamponi per fare lavorare i propri autisti? O nella peggiore delle ipotesi trovare dei sostituti?”
Questa la nota di Lega Salvini Premier Cerveteri dopo l’entrata in vigore della certificazione verde a tutti i lavoratori d’Italia.

Quello di garantire servizi e prodotti al cittadino in questi giorni è un problema che nasce dalla disparità tra domanda e offerta. Le strutture dove eseguire i tamponi antigenici rapidi nel territorio sono divenute insufficienti di fronte al numero di cittadini che vi necessitano per generare il green pass. Era prevedibile? Supponiamo di si, almeno per il governo che possiede i dati ufficiali di quanti sono i vaccinati in Italia. Nel Lazio, regione con 7,7milioni di somministrazioni, prima in Italia e tra le prime a livello europeo in rapporto alla popolazione, (28 agosto 2021 – Assessore alla Sanità Alessio D’Amato), è curioso rilevare che aziende private non riescano a garantire il servizio offerto per mancanza di personale munito di certificazione verde. Che siano da rivedere i numeri a livello nazionale?

L’allarme arriva anche dall’Ufficio studi della Cgia, secondo cui, «purtroppo, le farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo servizio non sono in grado di compiere giornalmente un numero di test sufficienti per coprire la domanda». Viene da chiedersi quanti siano i vaccinati in Italia. Stimati 2 milioni di lavoratori impossibilitati a recarsi a lavoro.
Numeri alla mano, sono almeno 7 milioni gli italiani non vaccinati e costretti a fare i tamponi, a 15 euro l’uno (dai 18 anni in su), circa tre volte alla settimana: 7 x 15 x 3 a settimana sono 315 milioni. Introiti destinati alle farmacie, perché non assumono più personale allora? Entrate, in percentuale alle case produttrici, anche allo Stato? Ultima considerazione, come mai non sono stati predisposti tanti hub tamponi come è stato per i vaccini, per i quali i cittadini hanno avuto l’imbarazzo della scelta su dove prenotare, persino “sotto le stelle” in agosto.