GRANDI SPERANZE PER IL FUTURO

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Dall’IIT è in arrivo una scoperta straordinaria e totalmente incruenta per combattere l’Alzheimer, malattia di cui ancora si conosce molto poco nonostante 30 anni di test sugli animali. La Lega Anti Vivisezione chiede una ricerca animal-free e lancia una nuova petizione online.

sperimentazione
Un pezzo da laboratorio marchiato – LAV

Lo scorso anno, grazie all’impegno dei volontari della Lega Anti Vivisezione (LAV), 25 animali, tra beagle, macachi e marmoset sono usciti dai laboratori di Aptuit Evotec di Verona con il sequestro più grande che sia mai stato fatto e oggi sono finalmente salvi. Nel 2021 gli attivisti avevano sollecitato con forza le autorità competenti a verificare cosa accadesse in quei laboratori e nell’ispezione disposta dalla Procura, afferma LAV, sono state rilevate gravissime irregolarità.

Logo ICEA, ente d’ispezione LAV, che certifica cosmetici e prodotti per la casa cruelty-free – ICEA

Il caso Aptuit però non è isolato. In altri innumerevoli laboratori, 500 solo in Italia, prosegue,  ci sono milioni di animali che soffrono e muoiono. Per sconfiggere l’orrore della vivisezione – rimarca la Lega Anti Vivisezione – è improrogabile la diffusione di nuovi modelli di ricerca. Proprio per questo ha lanciato una petizione online che chiede una ricerca animal-free. Del resto già la Direttiva 2010/63/UE in materia di “protezione degli animali usati a scopi scientifici” prevedeva l’utilizzo prioritario di metodi sostitutivi di ricerca e il Decreto di recepimento ha ribadito l’obbligo di adottare prioritariamente questi metodi.

Lo stesso Parlamento europeo nel settembre 2021 stabiliva la necessità di accelerare la transizione verso una ricerca scientifica senza animali, chiedendo agli Stati Membri di dare priorità a questi modelli. Gli antivivisezionisti per attuare la transizione verso una ricerca human-based, così come indicato dall’Unione, chiedono che siano destinati esclusivamente allo sviluppo o implementazione di modelli animal-free, nella ricerca scientifica biomedica, almeno l’1% dei fondi emessi dal PNRR, ovvero 9,09 milioni di euro, all’interno della voce M4 C2 (“Dalla ricerca all’impresa”). Rivendicano inoltre una quota pari a 10 milioni di euro da emanare annualmente in maniera costante e sine die.

Alla base di queste richieste, spiega la Lega Anti Vivisezione, non c’è soltanto una scelta etica ma anche la consapevolezza che le nuove tecnologie sono la via principale per comprendere le patologie umane, trovare cure che siano davvero efficaci in maniera rapida e anche più economica. I volontari hanno interpellato anche l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), e in particolare il Laboratorio di Nanotecnologie per le Neuroscienze che gli ha permesso di confrontarsi con giovani ricercatori che credono nella scienza animal-free. In sostanza, i test dei farmaci sugli animali produrrebbero scarsissimi risultati, e solamente un farmaco su migliaia arriverebbe all’uomo.

Nel laboratorio dell’IIT i ricercatori stanno lavorando a una promessa straordinaria che consentirà la diagnosi precoce dell’Alzheimer: una scoperta senza precedenti e incruenta che permetterà di combattere una grave malattia neurodegenerativa che oggi affligge circa 55 milioni di persone e di cui ancora si conosce molto poco nonostante 30 anni di test sugli animali.

Per firmare la petizione LAV: https://www.lav.it/stop-sperimentazione-animali

Rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com