Gli Amici degli Aristogatti rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

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Fonte: TDA-Facebook
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UN UNICO GRANDE CUORE ANIMALISTA

Sboccerà nella Capitale, a piazza San Giovanni, il 31 marzo con SOGGETTInonOGGETTI.

Il mondo animalista supera le divisioni, si compatta e decide di scendere in piazza per rivendicare il diritto di tutti gli animali a vivere con dignità e a essere rispettati. Ci saranno tutti, dalla Leal Lega Antivivisezionista al Fronte Animalelibero, dai Gatti di Torpignattara a Randagio, da Mimì e Gogò onlus al Coordinamento Gruppi animalisti Italia, da Animal Liberation a Bologna Animale, solo per citarne alcuni.

Fonte: TDA-Facebook
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Siamo contro ogni tipo di violenza e sopruso nei confronti degli animali, dice l’Associazione Zampe d’Oro. Il punto di partenza – spiega l’onlus – è quello di considerarli soggetti e non oggetti. Questo riconoscimento, prosegue, aprirà molte strade in favore dei nostri amici. Sarà davvero una svolta storica. Gli animalisti potranno avere più voce nelle lotte contro l’orrore che ogni giorno si consuma negli allevamenti intensivi, nei laboratori scientifici, nei circhi e in tutti quei luoghi e occasioni in cui gli animali sono sterminati e privati di ogni dignità. Nonostante le pur lodevoli iniziative nelle varie Regioni, la legge italiana continua a non voler ascoltare la voce degli animali, sostiene il Comitato Tutela Diritti Animali (TDA). Già il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, modificato nel 2007 dal Trattato di Lisbona – sottolinea TDA su Facebook – prevede che gli animali siano considerati “esseri senzienti”.

Fonte: TDA-Facebook
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In Francia e in Germania sono state inserite nel Codice Civile delle norme che li riconoscono come esseri senzienti e non come cose. Fuori dall’Unione Europea, anche il Codice Civile elvetico prevede una norma simile. Anche la Nuova Zelanda li ha riconosciuti giuridicamente come esseri senzienti. La nuova legge stabilisce che essi sono in grado di percepire e provare sensazioni, essendo dotati di sensi e sensibilità. Invece, nel nostro Paese, prosegue, il dibattito sul “sentire” degli animali è schiacciato in un cerchio ristretto, mentre gli studiosi del diritto sono rimasti alla definizione romana degli animali come “res”, cioè “cose”.

Fonte: TDA-Facebook
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Alla manifestazione, che non è organizzata da alcun soggetto politico, ma da volontari e associazioni, con il patrocinio del comune, parteciperà anche l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA). La presidente, Carla Rocchi, afferma che non si tratta solo di modificare il Codice Civile, ma anche, e soprattutto, di segnalare alla politica e alle istituzioni le richieste e la presenza delle associazioni animaliste. L’appuntamento è per il prossimo 31 marzo, alle 15:00, in piazza San Giovanni a Roma, con ♯SOGGETTInonOGGETTI.

Fonte: TDA-Facebook
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Ci saranno le TV, le radio, il maxischermo, un grande palco, un impianto audio per dar voce a eccellenze, competenze, ed anche artisti, e cantanti del mondo animalista. Alla manifestazione hanno aderito molti uomini dello spettacolo più o meno noti, da Serena Rossi a Tullio Solenghi a Luca de Bei, solo per indicarne alcuni. Radioveg.it sarà media partner dell’evento.

PET NELLO STATO DI FAMIGLIA?

Nelle settimane scorse è iniziato il dibattito parlamentare sulla proposta dell’on. Michela Vittoria Brambilla per iscrivere anche gli animali domestici nell’anagrafe.

La proposta (AC 86), dal titolo “Disposizioni concernenti l’indicazione degli animali di affezione nelle certificazioni anagrafiche”, presentata a inizio legislatura, lo scorso 23 marzo 2018, si compone di due articoli. Il primo prevede che nella famiglia anagrafica, come definita ai sensi dell’art. 4 del Dpr n. 223/1989, possano essere inseriti gli animali iscritti nelle anagrafi territoriali degli animali d’affezione.

L’on M. V. Brambilla – Fonte: “Nel cuore”, Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.
L’on M. V. Brambilla – Fonte: “Nel cuore”, Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

Il secondo dispone che nel censimento annuale della popolazione e delle abitazioni, realizzato dall’ISTAT, siano rilevati anche i dati riguardanti gli animali d’affezione registrati nella famiglia anagrafica. Nella relazione introduttiva l’on. Brambilla rileva che stando al Rapporto Eurispes 2018, circa 3 italiani su 10 (32,4 per cento) convivono con un animale domestico. Ancora, l’indagine mette in luce l’abitudine diffusa (53,5 per cento del campione) di dormire con il proprio pet e il fatto che la stessa quota d’intervistati sacrifica una buona parte del proprio tempo libero per il benessere e le necessità del suo amico animale. Il 46,2 per cento di chi ha un animale domestico rinuncia in alcune occasioni a uscire o a fare un viaggio per non lasciarlo solo. La deputata fa notare come questi dati rendano evidente una mutata sensibilità nei confronti degli animali, che da circa un terzo della popolazione sono considerati parte integrante della famiglia. Di qui, prosegue, deve partire il legislatore, anche tenendo conto di alcuni recenti pronunciamenti della magistratura, per adeguare le norme a questa mutata sensibilità sociale. Indicativo il recente caso di una lavoratrice single dell’università ‘La Sapienza’ di Roma che aveva richiesto di assentarsi dal lavoro per due giorni poiché il proprio animale domestico aveva bisogno di un intervento medico veterinario urgente e indifferibile e conseguentemente aveva bisogno di essere accudito, senza interruzioni del piano terapeutico prescritto dal veterinario, indispensabile per una pronta guarigione del suo amico a quattro zampe. Dopo una prima risposta informale negativa, alla donna è stato riconosciuto il permesso retribuito a norma di contratto collettivo dei dipendenti pubblici per “grave motivo famigliare e personale”. Tale riconoscimento, sottolinea Brambilla, ha tenuto in debita considerazione la consolidata giurisprudenza della Cassazione che riconosce che la non cura di un animale di proprietà integra i reati di cui all’art. 544 ter e all’art. 727, 1°c, del Codice Penale.

Fonte: Università di Pisa
Autore: Fabio Di Lupo, immagine non alterata in dimensione

NUOVE SPERANZE CRUELTY FREE PER CURARE IL PARKINSON

Dai laboratori del centro di ricerca dell’Università di Pisa “E.Piaggio” e dell’Università del Lussemburgo arrivano nuove scoperte che aprono prospettive cruelty free nello studio delle malattie grazie a tecniche innovative di coltura degli organoidi.

Gli organoidi sono una versione semplificata e miniaturizzata di un organo prodotto in vitro in tre dimensioni. Vengono creati da poche cellule di tessuto, in genere staminali embrionali, e forniscono un modello di come si sviluppa e vive un organo umano, imitandone struttura e funzionalità. Un risultato potenzialmente rivoluzionario non solo per lo studio di alcune malattie, ma anche per fare test farmacologici.

Logo Centro di Ricerca “E.Piaggio” – Fonte: Università di Pisa
Logo Centro di Ricerca “E.Piaggio” – Fonte: Università di Pisa

Tuttavia queste repliche di organi non sopravvivono a lungo. I laboratori del centro di ricerca dell’Università di Pisa “E.Piaggio” e da quella del Lussemburgo, però, hanno scoperto dei nuovi metodi, che permetteranno a questi organoidi di restare vitali, rendendoli modelli scientifici validi per lo studio di malattie come il Parkinson. Ma non è tutto. L’evidenza sperimentale – spiega Arti Ahluwalia, direttrice del Centro di Ricerca “E.Piaggio” – ci dice che tecnologie bioingegneristiche integrate con nuovi metodi per la manipolazione di cellule staminali in vitro rendono gli organoidi dei modelli scientificamente validi per i test farmacologici, aprendo la strada alla possibilità di fare a meno di cavie animali.

* ENPA Santa Marinella

Colonia felina del castello di Santa Severa

https://gliaristogatti.wordpress.com/

FB Gli Aristogatti di Santa Severa

santamarinella@enpa.org