Gli amici degli Aristogatti

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Fido in ufficio – Fonte: Purina
Fido in ufficio – Fonte: Purina

a cura di Barbara e Cristina Civinini*

IN UFFICIO CON FIDO
L’ultima ricerca fatta da IPSOS per Purina sulla presenza degli animali in ufficio svela che il 76% degli intervistati vorrebbe andare in ufficio con il proprio cane. L’indagine Pets at Work Survey 2017, che ha coinvolto 3.221 dipendenti in 8 paesi europei, sottolinea una nuova percezione dei lavoratori, con oltre i due terzi (68%) di dipendenti proprietari di cani in Europa che porterebbero volentieri il loro pet in ufficio se gliene fosse data la possibilità. Quasi 4 europei su 10 (39%) preferirebbero lavorare in un’azienda in cui ci sia la possibilità di portare il cane in ufficio alle agevolazioni per il nido (13%), il pasto gratuito o scontato (33%) o l’auto aziendale (28%). Tuttavia solo il 12% del campione dell’indagine attualmente lavora in un ambiente professionale aperto al proprio amico a 4 zampe. Questa nuova ricerca – dice Marco Travaglia, Direttore Generale di Purina Sud Europa – evidenzia quanto le persone siano sempre più interessate a iniziative di welfare aziendale, e un ambiente lavorativo pet-friendly occupa senza dubbio un posto rilevante nelle esigenze delle persone. Il primo comune italiano ad aprire le porte ai pet è quello di Genova.

Elisa Serafini – Fonte: Sito Comune di Genova
Elisa Serafini – Fonte: Sito Comune di Genova

L’assessora alla Cultura, Elisa Serafini, con una serie di regole interne ha consentito ai dipendenti dei suoi uffici di portare con sé il proprio cane, durante l’orario di lavoro. L’assessora è convita che rendere più semplice la vita a chi ama gli animali motiverà nuove adozioni, facendo ridurre le spese del Comune. L’amore per gli animali – dice Serafini, come riporta il Secolo XIX – diventa un fattore culturale ed esce dal target politico che per lungo tempo ha contraddistinto l’animalismo: un amore che non ha colore politico. È trasversale. In fondo ci sono molti buoni motivi per portarsi appresso il pet. Il 66% degli intervistati da IPSOS a livello europeo concorda sul fatto che gli animali da compagnia li rendano più contenti, così come il 64% vede nei pet un vero e proprio completamento della famiglia. Gli italiani in particolare tra i vantaggi di questa pratica indicano la riduzione del senso di colpa per averlo lasciato a casa (46%) e dello stress dell’ambiente di lavoro (40%) e una migliore conciliazione fra la vita privata e quella professionale (31%). In Purina i pet sono accolti negli uffici dal 2014.

 

Cucciola e la signora Anna, il primo caso di permesso retribuito per la cura di un animale domestico in Italia – Fonte: LAV
Cucciola e la signora Anna, il primo caso di permesso retribuito per la cura di un animale domestico in Italia – Fonte: LAV

CONGEDO RETRIBUITO PER CHI ADOTTA UN PET
Dagli USA arriva il “Pawternity leave”, il congedo retribuito per chi adotta un animale. In inglese, infatti, Paw significa zampa. Non si tratta di una vera e propria legge di tutela – e in un Paese restio a concedere i benefici genitoriali sarebbe davvero sorprendente – quanto piuttosto un’iniziativa che si sta diffondendo nelle aziende private, in modo particolare a New York. E’ un segnale chiaro quello che arriva dagli USA e di cui siamo stati precursori in Italia, solo qualche mese fa, dichiara Gianluca Felicetti, presidente Lav. La nostra associazione, infatti, ha sostenuto con successo – spiega – l’azione di una dipendente pubblica che ha chiesto, e ottenuto, il riconoscimento del permesso retribuito per due giorni di assenza necessari a curare il proprio cane, primo caso nel nostro Paese, che ha suscitato grande interesse a livello nazionale e internazionale. Ci troviamo di fronte a tendenze che indicano un’evoluzione in positivo delle nostre società, e non a semplici mode, come ha provocatoriamente affermato qualcuno, prosegue. Negare questo, afferma Felicetti, significa negare il diritto di milioni di cittadini che hanno accolto un animale nella propria famiglia, e i diritti degli stessi animali che non possono e non devono essere considerati oggetti. Gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia, sostiene la LAV, e per questo chiede con forza un’organica riforma del Codice Civile. Proprio per sostenere chi ha deciso di accogliere un animale in famiglia, LAV scende in piazza con una petizione che tutti potranno firmare, a partire dall’11 e 12 marzo e nel fine settimana successivo, per un fisco non più nemico degli animali.

Grum a casa – Fonte: FB-Studio Legale Sutti
Grum a casa – Fonte: FB-Studio Legale Sutti

GRUM TORNA A CASA, MA SOLO IN CUSTODIA
“Processatemi ma non fatelo soffrire, non fatelo morire”. Così ha detto disperata la sua padrona, Anelia Kancheva, cittadina europea di origine bulgara, che se lo è visto sequestrare nel proprio appartamento con accesso forzoso da parte dei Carabinieri, su decreto della Procura della Repubblica di Milano. Il malcapitato è un bellissimo micione, di nome Grum, che ha compiuto un solo crimine: avere nel suo DNA un quarto di sangue di caracal, cosa che lo qualifica come un “caracat”. Il cucciolo è stato regolarmente acquistato sei mesi fa da un allevamento nella Repubblica Ceca che l’ha vaccinato, certificato, munito di passaporto e chip sottopelle secondo la normativa dell’Unione Europea. Ha passato indisturbato le sue prime vacanze all’aperto in Bulgaria, e poi è stato trasferito in Italia per subire un delicato intervento chirurgico.

Grum in gabbia – Fonte: Change.org
Grum in gabbia – Fonte: Change.org

In Bulgaria, infatti, la detenzione dell’animale non è vietata dalla legge, ma in Italia, con il recepimento della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie selvatiche a rischio estinzione ne è vietato il possesso. Adesso la giovane donna è indagata per detenzione di animali pericolosi per l’incolumita’ pubblica (L. 150/1992). Solo grazie alla mobilitazione degli animalisti che hanno lanciato una petizione su Change.org e la tutela pro-bono dello studio legale Sutti, anche se non è stato concesso il dissequestro, è stato disposto un provvedimento di custodia giudiziale (art. 259 CPP) presso la sua padrona per le sue delicate condizioni di salute.

* ENPA Santa Marinella

Colonia felina del castello di Santa Severa
https://gliaristogatti.wordpress.com/
FB Gli Aristogatti di Santa Severa
santamarinella@enpa.org