MACACHI: RIPARTE LO STUDIO “LIGHT-UP”

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I macachi coinvolti nel progetto di ricerca

Il Consiglio di Stato ha deciso: le Università di Parma e Torino possono riprendere gli esperimenti sui macachi. La LAV: ha perso la ricerca scientifica nel nostro Paese.

“Oggi non ha perso solo la LAV, e gli oltre 440.000 cittadini che hanno aderito alle nostre richieste, ha perso tutta la ricerca, ha perso l’Italia, dove si continua a voler difendere una sperimentazione fuorviante, dispendiosa e ancorata al passato, a discapito del diritto e della vita di tutti e dei metodi innovativi di ricerca”. Questo il commentato della Lega Anti Vivisezione sulla decisone del Consiglio di Stato che autorizza la ripresa delle ricerche.

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I macachi coinvolti nel progetto di ricerca

Il Consiglio di Stato nei mesi scorsi aveva sospeso lo studio “Light-up” per ben due volte, fatto unico nella storia del nostro Paese – dice LAV – sottolineando che non era stata sufficientemente argomentata l’impossibilità di ricorrere ad altri metodi, e che l’eventuale perdita dei fondi legati al progetto era secondaria “rispetto alla cecità provocata in sei esseri senzienti, con indubbia sofferenza”. Lo studio, finanziato con fondi europei, ha l’obiettivo di combattere alcune forme di cecità.  In questa battaglia tutti gli animalisti si sono compattati e hanno portato avanti una lunga campagna d’informazione e denuncia con numerosi esperti scientifici e legali che hanno sostenuto la richiesta LAV di fermare la sperimentazione e liberare gli animali. “Ci sono voluti mesi solo per ottenere la descrizione del progetto e all’inizio ci avevano risposto che nemmeno esisteva – commenta la biologa Michela Kuan, responsabile LAV Ricerca senza animali. Leggendo il protocollo, prosegue, ci siamo subito accorti delle forti contraddizioni con quanto previsto dalla normativa. E con l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato dei nostri rilievi sui report della sofferenza animale, ora potremo rendere pubblici i particolari”, conclude.

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bandiere – Sito parlamento EU

Il Consiglio di Stato, la cui imparzialità è stata messa in dubbio dagli strenui difensori dello studio, ha invece delegato la decisione a un ente esterno, proprio per garantire la massima neutralità, e ha scelto la Fondazione Bietti, Istituto riconosciuto dal Ministero della Salute – sottolinea il comunicato ufficiale LAV – che ha prodotto un parere totalmente di parte. Nel nostro Paese l’impiego di animali per fini scientifici – disciplinato dal D.lgs. 26/2014, che recepisce la Direttiva 2010/63/UE – dovrebbe essere consentito solo quando è dimostrata e documentata dal responsabile del progetto l’impossibilità di raggiungere il risultato ricercato utilizzando un altro metodo di sperimentazione scientifica che non implichi l’impiego di animali vivi.

L’Unione con questa Direttiva ha inteso  incentivare l’applicazione di quei “metodi alternativi” che consentano di evitare l’utilizzo di animali nella sperimentazione scientifica. La Lega Anti Vivisezione promette: “Non ci fermeremo qui”

La Sentenza: https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/2021_01_28%20Sentenza%20CdS.pdf

Gli Aristogatti
di Barbara e Cristina Civinini