ELETTROSMOG:«NO ALL’INNALZAMENTO DEI LIMITI NOCIVI»

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RIVOLTO AI PARLAMENTARI DELLA REPUBBLICA ITALIANA L’APPELLO DI ALLEANZA STOP 5G PER SCONGIURARE L’INNALZAMENTO DEI LIMITI SOGLIA D’IRRADIAZIONE ELETTROMAGNETICA.

di Maurizio Martucci

Onorevole deputato, Onorevole senatore, […] nella Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata il 24 Marzo 2021 dalla IX Commissione (Trasporti, poste, telecomunicazioni) della Camera dei Deputati, si chiede di innalzare per legge i limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica in vigore da oramai 23 anni, per poter passare dall’attuale media di 6 V/m ad un massimo di 61 V/m […] e da 0,1 Watt/mq ad un massimo di 10 Watt/mq […]. Nonostante si tenda a voler ritenere i 61 V/m come lo standard dei valori vigenti in tutta Europa (in realtà solo Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna li adottano, a differenza di Svizzera, Italia, Austria, Belgio, Turchia e i Paesi dell’est europeo – Bulgaria, Polonia, Croazia, Slovenia – nei quali vigono limiti molto più stringenti e protettivi), questa soglia ignora completamente gli aggiornamenti in peer-reviewed disponibili in letteratura biomedica nelle numerose evidenze scientifiche, che invero dimostrano effetti biologici non termici ben al di sotto dei 6 V/m, anche molto gravi e fino a forme tumorali, motivo per altro delle raccomandazioni già contenute nei Report del Bioinitiative Group, del Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dell’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, in cui si invitano i governi nazionali ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, assodato che gli effetti sugli organismi viventi si possano manifestare già a valori di 0,002 V/m. […]

Ispirata dalla Dott.ssa Fiorella Belpoggi direttrice dell’Istituto Ramazzini (suo l’aggiornamento scientifico sulla ricerca della cancerogenesi delle radiofrequenze onde non ionizzanti assunto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC per la rivalutazione entro il 2024 della classificazione tra gli agenti cancerogeni), Alleanza Italiana Stop 5G ha promosso una petizione popolare on-line. Raccolte quasi 64.000 firme di cittadini italiani, la petizione chiede al Governo e al Parlamento di “mantenere gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio proprio come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e l’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, volta ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, valutando tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti di un eventuale innalzamento dei limiti di legge, abrogando altresì l’articolo 14 del Decreto Sviluppo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (DL n° 179 del 18/10/2012 pubblicato sulla G.U. n° del 19/10/2012), che impone una misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 24 ore (valore arbitrario), anziché sui 6 minuti (valore basato su motivazioni biologiche)”.

La petizione promossa dall’Appello internazionale ‘Stop 5G dalla Terra e dallo Spazio’, consegnata già nel 2020 al Ministero della Salute da Alleanza Italiana Stop 5G e indirizzata ai governi nazionali, ad oggi ha raccolto 300.917 firme provenienti anche da medici e scienziati di 214 nazioni al mondo e sostiene come “i governi del mondo stanno venendo meno al loro dovere di prendersi cura delle popolazioni che governano”. Parte della richiesta di adottare politiche cautelative, risulta essere in linea con quanto l’8 Ottobre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato nella mozione della maggioranza, con la quale il Governo italiano è stato formalmente impegnato a “garantire un monitoraggio costante e continuo da parte del Comitato interministeriale per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento elettromagnetico, di cui alla Legge del 22 Febbraio 2001, n. 35, che tenga conto dei risultati della ricerca scientifica internazionale in tema di elettromagnetismo”.

Per denunciare i gravi pericoli dell’inquinamento elettromagnetico nell’implementazione dell’inesplorata tecnologia wireless del 5G, priva di studi preliminari e parere sanitario preventivo previsto invero dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, Alleanza Italiana Stop 5G il 1° Ottobre 2019 ha partecipato ad un workshop nel Parlamento europeo (relatore anche il Prof. Martin Pall della Washington University – USA) e il 5 Novembre 2019 presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati ha poi tenuto il convegno internazionale dal titolo “Moratoria nazionale, 5G tra rischi per la salute e principio di precauzione”, con la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti al mondo sul tema, tra i quali la Dott.ssa Annie J. Sasco (22 anni di lavoro alla IARC di cui 9 anni come capogruppo e poi capo unità di epidemiologia per la prevenzione del cancro), il Prof. Olle Johansson (neuroscienziato già del Royal Institute of Technology e del Karolinska Institute) e i medici Dott. Marc Arazi (Francia) e Dott.ssa Patrizia Gentilini (oncologa, ISDE Italia, Medicina Democratica).

Anche per questo sul 5G è acceso il dibattito all’interno della Commissione europea, dove il Panel per il futuro della scienza e della tecnologia il 7 Dicembre 2020 ha seriamente messo in discussione l’affidabilità delle politiche dettate dalla Commissione Internazionale sulla Protezione dalla Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP). Nella sessione presso l’Unità di previsione scientifica del Parlamento europeo […] Arno Thielens del Ghent University – imec, Ghent ha affermato come l’ICNIRP produca una documentazione parziale della letteratura biomedica disponibile, assente anche la parte sull’impatto nell’ecosistema, mentre per Gerard Ledoigt della Clermont Université, Clermont-Ferrand, le radiofrequenze onde non ionizzanti rappresentano “una tossicità e ICNIRP non è adeguata alla studio, serve una moratoria sul 5G per uno studio indipendente che chiarisca gli affetti“, così come Elisabeth Cardis del Global Radiation Programme al Barcellona Institute for Global Health, ha dichiarato di trovarci “a corto di ricerca sui protocolli di misurazione, sull’esposizione, nonché esperienze in vivo e in vitro per valutare l’impatto della rete 5G sulla salute”. Se però dall’ICNIRP derivano le linee guida 2020 in cui sono stati arbitrariamente fissati a 61 V/m i limiti soglia, non si può ignorare come la stessa ICNIRP altro non sia che l’ente privato con sede in Germania, composto per lo più non da medici né biologi ma da fisici e tecnici, già al centro di numerosi scandali per conflitti di interessi per stretti legami con l’industria della telecomunicazioni, nel 2019 giudicato inattendibile anche dalla Corte d’Appello di Torino nella sentenza emessa in favore di un lavoratore danneggiato dall’uso prolungato di telefono mobile.

Quindi, Onorevole deputato, Onorevole senatore, nel rinnovo della richiesta di moratoria nazionale sul 5G ispirata al principio di precauzione e di prevenzione del danno, Alleanza Italiana Stop 5G Le chiede di potersi fattivamente adoperare per scongiurare l’innalzamento dei limiti soglia di legge d’irradiazione elettromagnetica, puntando alla minimizzazione del rischio ambientale e sanitario, consapevoli dei pericoli e danni finora già procurati dall’ubiquitaria, massiccia, cumulativa, multipla e pervadente presenza di campi elettromagnetici/radiofrequenze, anche al di sotto degli attuali limiti consentiti. […]

Alleanza Italiana Stop 5G
Maurizio Martucci, portavoce nazionale