CINECENSURA, FRANCESCHINI: STOP A TAGLI O MODIFICHE

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Il ministro della Cultura, Franceschini firma il decreto che abolisce la censura. Tutto il materiale tagliato è disponibile online con la mostra permanente dalla DG Cinema. Un percorso dal muto ai nostri giorni che indica come l’intervento statale abbia agito sull’immaginario collettivo e su un certo modo di fare cinema in Italia.

di Barbara Civinini

Com’è lontano lo scandalo suscitato dal piccolo seno nudo di Clara Calamai ne “La cena delle beffe” di Alessandro Blasetti. Era il 1941. Ma la macchina della censura era nata molto prima, con il Regio Decreto 532 del 1914. Il fascismo aveva ereditato dall’Italia giolittiana i principali strumenti per controllare le pellicole cinematografiche, lasciando sostanzialmente immutato il sistema delle commissioni di revisione per il rilascio del nulla osta, aumentando però l’ostilità verso le ideologie nemiche, le culture straniere in difesa dell’italianità, e le rappresentazioni troppo realistiche della società. Così molte opere, per ottenere l’agognata autorizzazione, hanno rischiato di perdere la propria identità, anche dopo la caduta del regime.

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Il seno nudo di Clara Calamai

Sì, perché il sistema censorio è rimasto sempre in piedi. Con la legge 938 del 1949 ogni filmato destinato alla proiezione in pubblico era soggetto a nulla osta, rilasciato tramite decreto ministeriale. Più tardi, nel 1962, la legge 161, oltre alla possibilità di diniego per ogni tipo di spettatore, prevede eventuali limitazioni per i minori di 14 o 18 anni, mentre la vecchia normativa ne prevedeva 16. Tra il 1960 e il 2013 sono stati sottoposti alla revisione cinematografica, con richiesta di riedizione, 1183 film italiani e 976 stranieri. Tutti i registi sono stati vittime delle forbici censorie, da Steno e Monicelli a Vittorio De Sica, da Roberto Rossellini a Luchino Visconti, fino ad arrivare agli “scandali” più recenti come “Ultimo tango a Parigi” e “Salò”.

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Sesso-Il Bandito-Alberto Lattuada-1946

Oggi questo immenso patrimonio è online, con “Cinecensura”, la mostra permanente promossa dalla DG Cinema del Ministero della Cultura, realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Cineteca Nazionale, che raccoglie i materiali relativi a 300 lungometraggi e a 80 cinegiornali, ma anche pubblicità e cortometraggi. Il percorso, dal cinema muto ai nostri giorni, articolato in 3 sale più la collezione permanente, mette a disposizione degli internauti i brani dei film tagliati, i documenti della censura preventiva, i bozzetti dei manifesti censurati, gli atti parlamentari, le sentenze, i vecchi cinegiornali e tanti altri materiali, insieme a saggi critici e interviste inedite ai protagonisti. Una raccolta che non avrà più motivo di essere aggiornata perché il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha annunciato, proprio in questi giorni, che è stata “abolita la censura cinematografica, e definitivamente superato il sistema dei controlli”. Il ministro, infatti, ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la DG Cinema con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

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Ministro Dario Franceschini

Un intervento, ai sensi della Legge Cinema, che supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche.
Guida alla navigazione: http://cinecensura.com/wp-content/uploads/2014/06/guida-navigazione.pdf

 

 

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