Cerveteri non distrugga il lavoro dell’Avis

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donazione del sangue

di Giovanni Zucconi

Sabato scorso sono andato nella sede AVIS di Cerveteri per donare il sangue. Sono consapevole del fatto che non interessi a nessuno, ma dovrebbe interessarvi quello che vi sto per raccontare. Nonostante fosse sabato, non ho trovato nessuno a donare il sangue. In compenso ho trovato tutti gli operatori del centro, compreso il Presidente Luigi Mecucci, molto preoccupati per come stanno andando le cose. Il discorso è semplice e non vorrei girarci troppo intorno. Da Cerveteri ci si aspettava una risposta diversa in termini di numero di donatori di sangue, dopo che si era organizzata una raccolta giornaliera, al posto di quella mensile che c’era una volta. Dico “diversa” e non “maggiore” perché non stiamo parlando solo di numeri, che naturalmente contano, ma della manifestazione di una vergognosa indifferenza della nostra città nei confronti di una problematica di straordinaria importanza come quella della carenza di sangue negli ospedali. E’ mai possibile che la gente comincia a sensibilizzarsi su questo argomento solo quando vengono lanciate costose campagne pubblicitarie, o quando gli tocca personalmente? Con la raccolta di sangue che a Cerveteri avviene tutti i giorni, non ci dovrebbero essere più scuse legate alla mancanza di tempo, o agli impegni di lavoro. E’ un appuntamento con la solidarietà che per gli uomini può avvenire al massimo quattro volte l’anno e due per le donne. Non mi sembra che sia così difficile trovare un paio di ore al massimo l’anno per fare un gesto che non ci costa nulla, ma che può aiutare tante persone che soffrono. A questa banale osservazione ne vorrei aggiungere un’altra che vi prego di prendere seriamente in considerazione. Se il numero di donatori che mediamente si presentano alla sede AVIS di Cerveteri dovesse continuare ad essere così basso, non è escluso che tutto quello che è stato realizzato fino ad adesso, possa continuare ad esistere. La sede costa. Ha attrezzature all’avanguardia e del personale fisso, una dottoressa e un’infermiera, che costano, e che devono essere pagati tutti mesi. Così come deve essere pagato l’affitto della struttura. Come si pagano? Raccogliendo molto sangue. Molto di più di quello che si sta raccogliendo in questi mesi. Poi, se malauguratamente la struttura dovesse chiudere, o fosse ridimensionata, non lamentatevi. Non lamentatevi che a Cerveteri non funziona mai nulla. Doniamo un po’ del nostro tempo che passiamo su Facebook per raccontare le cose che non vanno, per andare a donare il sangue. La sede AVIS della nostra città è un fiore all’occhiello a livello almeno regionale. Facciamo in modo che rimanga tale.