Calcio femminile, Daniele Severini e Marco Trovato i nuovi tecnici

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Chi sono i tecnici dell’Academy Ladispoli Woman.

La nuova stagione calcistica inizia con una novità in panchina, la coppia Severini-Trovato alla guida del calcio femminile. La squadra Academy Ladispoli Woman dopo una stagione di successi nel campionato d’Eccellenza, raddoppia con i tecnici Daniele Severini e Marco Trovato, una coppia collaudata di professionisti che siamo andati a conoscere. I due mister hanno preso il posto di Marta di Matteo nella conduzione del calcio femminile ladispolano.

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Ex giocatore, grande competenza calcistica ed entusiasmo in campo, è Daniele Severini il nuovo allenatore del Ladispoli femminile. Ha iniziato a giocare a calcio a 6 anni, ha militato nel Tor Sapienza, in tutte le squadre giovanili, esordito in promozione a 16 anni, poi l’Eccellenza, di seguito tutte le categorie fino ai 19 anni. La sua prima panchina a Castelverde a soli 23 anni.

 

 

Allenatore per caso? Cosi sembrerebbe! Tutto ebbe inizio da una proposta inaspettata, non avrei mai pensato a questa professione: “a te ti vedo bene a fare l’allenatore” mi disse Massimo Piangerelli, ero giovane e mi sono buttato nella nuova avventura.

Aveva ragione Piangerelli? Mi resi conto presto di avere le doti per farlo: conosco come si gioca a calcio, è come giocare a carte, necessita di varie concezioni: un come, un quando e un perché. Quello che porto in campo, non solo la solita seduta che parla si movimenti e sovrapposizioni, nel calcio tutti parlano, tutti hanno ragione poi in realtà c’è l’ha solo uno.

Potremmo paragonare il calcio al gioco degli scacchi? Caspita, si! Devi saper pensare due mosse in più dell’avversario, capire le sue, anticiparle. É una qualità molto importante in questo gioco. Il ruolo del centrocampista è fondamentale per costruire una squadra. Il calcio è equilibrio, un’unico corpo dove ogni arto si muove in armonia con gli altri.

Armonia della squadra, possono nascere delle invidie, una competizione interna  tra i giocatori? La meritocrazia nel calcio c’è, dai risultati in campo si vede che è sempre il più pronto a giocare.

É difficile gestire le personalità? L’allenatore insegna, oltre agli schemi anche l’importanza di fare squadra, creare fiducia e armonia tra i giocatori. Un obiettivo comune.

Quanti anni sono che alleni? 17 anni. Con Marco, l’altro tecnico, ho conosciuto il settore femminile. Una delle qualità che caratterizza le ragazze: pongono il massimo dell’attenzione durante l’allenamento, si concentrano molto e mi piace.

A livello fisico invece hai dovuto adattare l’allenamento? I corpi sono differenti ovviamente ma non ho apportato nessun cambiamento, solo ritmi differenti. Ti dirò, se parliamo di intensità la donna in 90 minuti di partita corre ogni minuto, da tutto, è un’altro aspetto positivo.

Una grande resistenza? Non solo, è proprio l’impulsività nel gioco, “arriva la palla e ci vado a prescindere da come sto!”, poi magari chiede il cambio però in campo da il massimo. Un altro approccio alla vita.

Siete due, come ti trovi in coppia con Marco? Molto bene. Con Marco ho imparato tutto e subito, la sua esperienza nel settore femminile mi ha aiutato a crescere.

Una qualità che deve avere una giocatrice per emergere? L’umiltà è la prima e la fiducia in se stessa. Doti tecniche a parte, il talento se non si allena viene superato anche da un discreto giocatore.

Quindi chi non parte con un talento naturale può trovare soddisfazione nel calcio attraverso l’impegno? Certamente, io partivo sempre dalla panchina poi dopo 4/5 giornate divenivo titolare. Il campo parla.

Ti manca correre in campo anziché stare in panchina? No, assolutamente. In panchina  ti stressi di più però quando segnano è una bella soddisfazione.

Grande attesa per i nuovi arrivi, hai già conosciuto le giocatrici? Non vedo l’ora di iniziare, il 2 settembre si parte con la preparazione, il campionato inizierà a metà ottobre.

Un allenatore a cui ti ispiri? Prendo un po’ da tutti, mi tengo aggiornato prendendo spunto anche dagli altri sport. Come con il basket dove talvolta ci sono idee che si possono applicare anche nel calcio.

Quindi non c’è un modello che preferisci? No, dipende tutto dai giocatori che hai, il gioco si plasma in base a loro.

 

Mister Marco Trovato

calcio femminileAlcune considerazioni sul modo di allenare di mister Trovato, 50 anni, romano (nato a Milano), precedentemente impegnato a Roma con il Decimoquarto un’esperienza ventennale sul campo che affiancherà il Ladispoli Woman nel grande salto.

Ciao Marco, il gioco del calcio al femminile, che differenza c’è? Il gioco del calcio è quello. In passato le ragazze iniziavano a giocare in età avanzata perdendo quella parte di tecnica che i bambini già fanno a 5/6 anni, prima dell’agonistica. Tutto l’allenamento tecnico di gruppo le ragazze lo imparavano in età adulta, mentre i ragazzi con calma apprendono prima la tecnica e poi la tattica. 21 anni fa era diverso, oggi sta cambiando e le ragazze iniziano dalla scuola calcio. Finalmente.

Come sei arrivato al mondo femminile? Per caso, l’esordio alla Roma Calcio Femminile come sostegno ad un amico, sono passati 22 anni da allora. Non ho più lasciato la panchina.

Nella scorsa stagione la squadra di Ladispoli è arrivata al secondo posto nel campionato d’Eccellenza, che obiettivi ti poni quest’anno? Ci sono anche gli avversari! Le altre squadre si sono attrezzate, dobbiamo migliorare. L’obiettivo sarà a lungo termine, stiamo lavorando per nuovi ingaggi, abbiamo un grande gruppo al quale si è aggiunta Federica Bocchi e ci saranno altre sorprese.

Una panchina per due, come vi amalgamate? Ci completiamo perché dove non vede uno arriva l’altro. Siamo interscambiabili e collaudati. Sono anni che ci conosciamo.

Cosa è possibile fare perché cresca il pubblico, finora poco presente allo stadio durante le partite? Le donne hanno orari diversi dai ragazzi, sono più visti per questo. Lavoreremo per migliorare la visibilità e gli appuntamenti delle partite in modo da incentivare i tifosi a restare allo stadio per il settore femminile.

Ogni allenatore ha un modulo preferito, tu cosa prediligi? Il calcio è uno sport di situazione dove è l’atteggiamento che fa la differenza. Non si può avere un modulo di gioco fisso ovviamente, mai diventare prevedibile per l’avversario. Poi molto dipende dalle giocatrici a disposizione.

Non conosci ancora le ragazze dell’Academy Ladispoli, a quando l’incontro? A breve, manca poco oramai, intanto il 29 agosto allo stadio Angelo Sale ci sarà la presentazione ufficiale della squadra, nell’ambito del “Festival del calcio rossoblu”, sarà l’occasione per mostrarci alla città.