VOTO AMMINISTRATIVO: PREMIATO IL PD

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GOVERNO: DECISIONI IMPORTANTI PER IL RILANCIO DELL’ ECONOMIA E PER ACCOGLIENZA E SICUREZZA

Riceviamo e pubblichiamo

«Quella di lunedì 5 ottobre 2020 è stata una giornata molto importante per il Partito Democratico sia sotto l’aspetto elettorale, con i risultati ottenuti nel turno di ballottaggio, sia sotto quello politico-istituzionale, con i provvedimenti presi dal Governo, durante il Consiglio dei Ministri riunitosi in particolare per discutere e deliberare in materia di immigrazione ed economia.

Il PD, insieme con alleati del centrosinistra, conquista 5 dei 7 capoluoghi italiani andati al voto, come Andria, Chieti, Bolzano e Regio Calabria, ottenendo conferme importanti anche nel Lazio con Genzano e Zagarolo, al quale sono da aggiungere Albano Laziale e Colleferro, ottenute al primo turno e manca per soli 42 voti la vittoria ad Anguillara Sabazia.

Risultati che, riprendendo le parole del Segretario Nicola Zingaretti, “sommandoli a quelli delle regionali di due settimane fa confermano il dato secondo cui le forze di Governo risultano essere argine alle destre”, conferendo a loro forza e fiducia verso il futuro, in primo luogo allo stesso PD. Un esito che ha accompagnato e spinto con rinnovato vigore in serata un Consiglio dei Ministri, che da un lato ha accantonato la politica di propaganda mettendo al centro quella dell’accoglienza e della vera sicurezza e dall’altro ha posto le basi per la ripartenza economica dell’Italia, del Paese che più di tutti gli altri in questo momento sta affrontando nel modo giusto l’emergenza Covid con tutte le ricadute da essa derivanti. In materia economica, su proposta del Ministro Roberto Gualtieri, via libera al NaDEF 2020, la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, costituito delle seguenti disposizioni e previsioni come:

– interventi principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da covid-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti;

– valorizzazione appieno delle risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU per realizzare investimenti e riforme di vasta portata e profondità;

– attuazione di un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli;

– miglioramento qualitativo della finanza pubblica, spostando risorse verso gli utilizzi più opportuni a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia;

– riduzione dell’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e sensibile riduzione del rapporto debito/PIL;

– fissazione di un obiettivo di indebitamento netto (deficit) pari al 7% del prodotto interno lordo (PIL). Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/PIL pari al 5,7%, presentando quindi lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL (oltre 22 miliardi di euro);

– rapporto debito/PIL nel 2021 previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158 % al 155,6 %, delineando per gli anni successivi un percorso di graduale rientro del rapporto, con l’obiettivo di riportare il debito della P.A al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio;

– attesa nel 2021 di una crescita programmatica del PIL pari al 6 % (rispetto ad una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% ed al 2,5% rispettivamente.

Grazie a questo Documento é possibile definire una strategia economica che punta a far ripartire l’Italia, con più crescita, investimenti e lavoro. Insieme con i fondi europei è possibile disegnare il futuro da lasciare alle nuove generazioni: più verde, più digitale, più giusto e inclusivo. In materia di immigrazione e di accoglienza la parola “sicurezza” appartiene alla demagogia del passato, infatti ciò che era considerata una notizia attesa da mesi nella giornata di lunedì è divenuta una realtà. Dunque:

– non si potranno più espellere per nessun motivo persone che se rimandate al luogo dal quale sono fuggite rischiano la vita o trattamenti degradanti;

– protezioni speciali andranno garantite a coloro che abbiano subito violenze oppure siano state sfruttate e risultino vulnerabili, tramutando la concessione in permesso lavoro;

– nessuna multa milionaria o sequestro delle navi per le Ong che non rispettino le regole;

– rimossa la logica che aveva cancellato il sistema Sprar, tornando al modello della distribuzione territoriale dove fornire strutture, servizi di assistenza, formazione e integrazione, con una cura specifica rivolta ai richiedenti asilo che verranno iscritti così negli elenchi dei Comuni con diritto a documenti e assistenza sanitaria.

Il decreto deliberato, per migliore specifica, affronta e riconsidera alcuni aspetti divenuti critici, come per esempio quello del soccorso in mare che torna ai principi sacrosanti dei codici internazionali, sottraendolo ad odiosi provvedimenti sanzionatori. Oppure il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno in condizioni di lavoro insieme a quella che viene definita come “un’ampia riforma del sistema di accoglienza per i richiedenti di protezione internazionale”. Riparte infine un nuovo “Sistema di accoglienza e Integrazione” (SAI) che ridà ossigeno al sistema Sprar, che riformula i tempi delle procedure prioritarie o accelerate per l’esame delle domande dei migranti e cerca di rimettere ordine nelle lungaggini burocratiche.

Queste nuove disposizioni fanno scendere il sipario sui decreti propaganda di Salvini ed aprono la strada alla discussione in Parlamento dello “ius soli” e dello “ius culturae”, priorità per il Partito Democratico, come affermato dallo stesso Zingaretti, che attorno ai quali cercherà di costruire una maggioranza capace di dare all’Italia un volto più umano e moderno, in linea con lo sviluppo della società e del mondo. Per il Partito Democratico, in conclusione, dal voto e dal Governo buoni segnali verso il riconoscimento di una politica fatta di realtà e non di slogan, e che permette al Paese di poter attraversare la tempesta del momento, guardando anche alla prospettiva, con una guida fatta di attenzione e di saggezza verso il momento.

PD Ladispoli