VITAMINA C

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vitamina c
Un nutriente si cui non puoi fare a meno

UN NUTRIENTE DI CUI NON PUOI FARE A MENO

di Carola Cimarelli

La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, è una delle vitamine più importanti per il nostro organismo. Comunemente viene considerata come un aiuto per prevenire il raffreddore ma le sue virtù sono molto più ampie e, se la sua scoperta fu fondamentale per la cura dello scorbuto agli inizi del Novecento, oggi sono numerosi gli studi che la vedono un’alleata nella lotta contro il cancro.

È essenziale per il nostro organismo in quanto partecipa a moltissime reazioni enzimatiche indispensabili per le difese e il mantenimento della vita oltre ad agire come potente antiossidante proteggendo le cellule dai danni dei radicali liberi.

La maggior parte degli animali è in grado di produrre autonomamente tale vitamina, gli esseri umani hanno perso questa capacità nel corso dell’evoluzione diventando così dipendenti dalla vitamina c introdotta con gli alimenti.

Purtroppo, a causa delle moderne tecniche agricole e dell’impoverimento del suolo, frutta e verdura oggi contengono meno nutrienti rispetto a quelle coltivate decenni fa e questo rende spesso necessaria una supplementazione. Inoltre, la vitamina C è facilmente ossidabile e sensibile alla luce e al calore, perciò per introdurla con l’alimentazione, frutta e verdura devono essere consumate crude e possibilmente appena colte.

La storia della vitamina C è strettamente intrecciata con quella dello scorbuto, malattia dovuta alla carenza di questo nutriente diffusa fin dai tempi antichi, quando colpiva principalmente i marinai in mare aperto causando spossatezza, sanguinamento gengivale e della pelle, dolori muscolari, alterazioni ossee e in alcuni casi perfino la morte; fu soltanto nei primi del ‘900 che si scoprì che la causa di questa patologia era da ascrivere alla carenza della vitamina C. Anche se oggi questa condizione è pressoché scomparsa non sono pochi i casi di ipovitaminosi marginale.

La vitamina C è idrosolubile, viene concentrata soprattutto nei globuli bianchi, nell’ ipofisi, surrene e cristallino e se introdotta in eccesso non si accumula nell’organismo ma viene eliminata dai reni. Viene assorbita dalla mucosa della bocca e dello stomaco (in piccola parte) e soprattutto dall’intestino tenue mediante un meccanismo che permette di assorbirne dosi maggiori se si è carenti e diminuirne via via l’assorbimento quando aumenta troppo il dosaggio, per questo è preferibile suddividere le dosi in più piccole somministrazioni giornaliere o, in alternativa, preferire delle formulazioni liposomiali o, in casi selezionati, per via endovenosa.

Inoltre, sembrerebbe che le forme di vitamina C naturale come quelle da acerola o rosa canina siano più biodisponibili rispetto a quella di sintesi chimica.

BENEFICI

Le funzioni della vitamina C sono così vaste che ad oggi le sue attività biologiche conosciute sono in continua espansione, ma senz’ altro la capacità antiossidante può essere considerata la sua azione difensiva principale, proteggendo pressoché ogni organo dall’invecchiamento. Possiamo a grandi linee intanto distinguere funzioni strutturali e funzioni difensive, vediamone alcune.

È coinvolta nella sintesi del collagene, proteina fondamentale del nostro tessuto connettivo che contribuisce a mantenere una pella sana ed elastica, ma anche tendini, legamenti ed ossa elastici e più resistenti alle fratture.

I vasi sanguigni ne traggono particolare beneficio avendo una funzione protettiva nei confronti dei processi aterosclerotici proteggendo lo strato endoteliale della parete vasale, riducendo la pressione sistolica e diminuendo la quantità di LDL ossidate (il così detto colesterolo cattivo) e migliorando la parete dei capillari.                                   Favorisce la cicatrizzazione delle ferite. Facilita l’assorbimento intestinale di ferro e la rigenerazione della vitamina E.

È coinvolta nella sintesi di alcuni neurotrasmettitori come la noradrenalina e dopamina, molecola necessaria per fornire energia al corpo. Alcune ricerche suggeriscono che una maggiore assunzione di vitamina C può proteggere contro il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative e migliorare l’umore in stati depressivi o ansiosi.

Azione antinfiammatoria e di supporto del sistema immunitario: diversi studi dimostrano miglioramento delle funzioni immunologiche, diminuzione dei tempi della durata dei sintomi del raffreddore e di varie infezioni.

Salute dell’occhio: secondo alcuni studi buoni livelli di vitamina c rallentano l’evoluzione della degenerazione maculare senile e proteggono dal rischio di sviluppare cataratta.

Diminuzione dei livelli di istamina nel sangue. Diminuzione dell’acido urico perché ne inibisce il riassorbimento renale.

Riduce la tossicità di alcuni metalli pesanti, tra cui il nichel e mercurio perché ne diminuisce l’assorbimento e ne favorisce l’eliminazione e riduce in generale l’effetto nocivo del fumo e dei raggi UV per la pelle, e protegge lo stomaco dai possibili danni cancerogeni di composti tossici chiamati nitrosammine, presenti in alcuni alimenti processati.

È implicata nei meccanismi di detossificazione epatica e nella conversione del colesterolo in sali biliari (importanti per la digestione e assorbimento dei grassi).

L’elenco delle sue funzioni è molto vasto ma la grande novità, su cui la scienza sta riponendo attenzione negli ultimi anni, è il ruolo della vitamina c come antitumorale. In questo caso anziché sfruttare il suo potere antiossidante si sfrutta l’effetto opposto: la vitamina c ad alte dosi (per via endovenosa) mostra un effetto pro-ossidante che indurrebbe un aumento della morte delle cellule tumorali, fortemente sensibili allo stress ossidativo.

La tossicità della vitamina C a dosaggi bassi è per lo più nulla ma ci sono delle condizioni in cui va posta particolare attenzione, specie se si soffre di emocromatosi, nel favismo e se si tende a creare calcoli urinari di ossalato.

Tra gli effetti collaterali ci sono il bruciore di stomaco, diarrea o gonfiore addominale se si assumono dosi elevate per bocca. Stress, fumo, abuso di alcol, terapia cronica con gastroprotettori, aspirina o contraccettivi orali, gravidanza e allattamento, situazioni che comportano un’esposizione costante ad inquinanti, sono tutte condizioni che possono facilitare una carenza di vitamina c e che quindi potrebbero richiedere un’integrazione aggiuntiva.

Dottoressa
Carola Cimarelli
C.f. Specialista in Medicina Generale
Esperta in nutrizione – M.m.g. ASL Roma 4
Master Universitario secondo livello in Dietetica e Nutrizione