STEFANO TIOZZO: “ENERGIE ALTERNATIVE CONTRO IL CARO GASOLIO E VALORIZZAZIONE DEL PRODOTTO”

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PARLA IL NEOPRESIDENTE DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DI ROMA. ABBATTERE IL GIGANTE BUROCRAZIA.

(Graziarosa Villani)

Aumentare i redditi aggrediti dall’aumento dei costi energetici, liberare gli agricoltori ed allevatori dal peso della burocrazia, valorizzare i prodotti anche con l’educazione dei consumatori. Idee chiare quelle di Stefano Tiozzo, nuovo presidente della Confederazione Italiana Agricoltori – Cia di Roma. 60 anni, imprenditore agricolo da generazioni nel settore orticolo nella zona di Maccarese, Tiozzi approda alla presidenza della Cia romana in un momento di grave situazione per tutto il mondo agricolo. Quali le soluzioni? L’Ortica del Venerdì lo ha intervistato.

Stefano Tiozzo, intanto complimenti per la nomina. Tra le tante problematiche del settore qual è la prima nella sua agenda di lavoro?
“La ringrazio per i complimenti. Senz’altro la questione principale è quella di cercare di sostenere il reddito degli agricoltori. Siamo in una situazione disastrosa dovuta a tutta una serie di problemi”.

Il caro energia in primis.
“I costi dell’energia costituiscono il 30 per cento delle spese, abbatterli costituirebbe già di per sé un aumento del reddito. E’ necessario impiegare una maggiore quantità di energia derivante da fonti alternative come l’agrifotovoltaico e il vento. In azienda tutto – dal sollevamento delle acque, alle pompe di riscaldamento delle serre, ai trattori – si muove oggi a gasolio. Senza contare che un maggior impiego di fonti energetiche alternative farebbe bene alla Terra. Il mio pensiero è sempre stato finalizzato allo studio della compatibilità tra l’economia della produzione agricola tradizionale e industriale e le esigenze crescenti di una Terra al collasso della sostenibilità”.

In più occasioni ha sollevato la questione della burocrazia come un peso insostenibile.
“Non è possibile che agricoltori ed allevatori debbano dedicare tre quarti del loro tempo agli adempimenti burocratici. E’ necessaria una maggiore semplificazione. E’ compito delle organizzazioni agricole sollevare i produttori da questo carico”.

In che direzione va il mondo agricolo?
“Ritengo che il futuro del settore passi dalla valorizzazione del prodotto. Dobbiamo essere in grado di valorizzare quello che facciamo allo stesso modo in cui un’azienda di telefonini – ad esempio – chiede anche mille euro per un prodotto che può costare qualche decina di euro. Un olivo ci mette oltre 100 anni a farsi grande. E’ importante – ed è un ambito al quale mi dedicherò con particolare attenzione – educare il consumatore che non capisce il valore di ciò che consuma. E’ necessario il passaggio da una agricoltura volta alla semplice produzione di generi alimentari a un’agricoltura più moderna che la vede svolgere vai ruoli quali accogliere, istruire, educare il consumatore, consentendo a noi agricoltori di valorizzare la campagna e farne un esempio di sviluppo sostenibile”.

Come vede le imprese al femminile?
“Io sostengo sempre che le donne siano un valore aggiunto in tutto. Le pongo come prima attenzione. Assieme ai giovani devono poter trovare degli strumenti di garanzia del reddito altrimenti sono valori che vanno persi. Una persona che accetta un contributo a fondo perduto è una persona rovinata per tutte le burocrazie che ci sono. Bisogna trovare degli strumenti per consentire loro di poter produrre con una certa tranquillità offrendo dei dettagli su quelli che sono gli interessi del mercato. Il lavoro dell’organizzazione dovrebbe essere proprio questo”.

Come sta andando la vertenza per un giusto prezzo per il latte?
“Qualcosa è stato raggiunto rispetto ai 37 centesimi che erano fuori dal mondo. Se ne sta occupando in particolare il mio vice Italo Pulcini, allevatore e presidente della Cooperativa Produttori Latte Aurelia. Vanno fatti ancora incontri con la Regione Lazio per mettere punto queste dinamiche”.