Roma è sempre più oggetto di attenzioni da parte delle mafie

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TIRRITO (Co.G.I.) AI CANDIDATI SINDACO: “NELLA RELAZIONE DELLA DNA CONFERME SU ROMA E L’AUMENTO DI ATTENZIONE CRIMINALE. PREOCCUPANO I SILENZI DELLA POLITICA”
“Roma è sempre più oggetto di attenzioni da parte delle mafie. La Pandemia ha messo in ginocchio tanti imprenditori che si sono visti avvicinare dagli emissari della criminalità organizzata con lo scopo di prestare quei soldi necessari a non chiudere le attività. Un’offerta mortale, perché nel medio termine porta alla perdita dell’attività stessa. Ora c’è la conferma della DNA, che nella sua relazione semestrale ha chiaramente detto che ‘il rischio di inquinamento dell’economia che è stato ulteriormente accentuato dalla crisi pandemica, nella capitale potrà comportare un’ulteriore espansione delle condotte usurarie che potrebbero andare a intaccare non solo le piccole e medie imprese ma anche i singoli’”.  A parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.G.I., il Comitato dei collaboratori di Giustizia. “I segnali che abbiamo raccolto e denunciato in questi mesi – afferma -, hanno avuto riscontro nelle indagini della DNA. Così come la penetrazione della malavita organizzata, resa visibile dall’uso strumentale dei fuochi d’artificio per dare avvertimenti e segnalazioni.
‘Con la sua provincia – premette il documento – la Capitale costituisce un unicum nel panorama nazionale già in altre occasioni definito come una sorta di laboratorio criminale nel quale le mafie tradizionali convivono e interagiscono con associazioni criminali autoctone. Altra cosa che abbiamo denunciato nel tempo, non perché abbiamo la sfera di cristallo, ma perché viviamo la quotidianità dei nostri territori’.
Più volte – prosegue Tirrito – abbiamo anche segnalato la diversa modalità di infiltrazione criminale; non più aggressioni violente, ma una strisciante capacità di inserirsi negli organi istituzionali, nel ruolo di dirigenti o, talvolta, anche di politici eletti. Anche su questo, la fotografia restituita dalla Direzione Nazionale Antimafia è drammaticamente aderente ai nostri allarmi.
In tale contesto, scrive dal DNA, ‘un elemento che accomuna i diversi gruppi può essere sicuramente rintracciato nella tendenza a ridurre progressivamente le espressioni più violente che cedono il passo alla costante ricerca di proficue relazioni finalizzate, in definitiva, a una silente infiltrazione del territorio’.
Ora il passo successivo da fare – conclude Tirrito – è spingere sul lato investigativo, ma la magistratura deve mettere le forze dell’ordine nella condizione di ottenere risultati concreti. E la politica non deve lasciare soli né i primi né la seconda. Un impegno che, in primis, devono prendere i candidati Sindaci per il Campidoglio, dai quali – con stupore e preoccupazione – non abbiamo sentito spendere una parola sull’analisi della DNA. Solo con una presa in carico del problema da parte della politica possiamo sperare in una società più giusta, che riesca ad emarginare la criminalità impedendo le infiltrazioni”.