Razionare anche l’acqua potabile, un progetto

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acqua potabile

Alla Protezione Civile il compito di razionare l’acqua potabile.

Salvo eccezioni locali, vedi Campo di Mare, l’acqua potabile al momento è quella meno scarsa eppure sembra essere in arrivo un Dpcm di Draghi per razionarla. Contrariamente alla volontà dei cittadini italiani sono anni che si cerca di privatizzare IL bene comune, si inizia oggi approfittando dell’emergenza siccità.

Come da copione, il decreto siccità definirà una zona rossa: PiemonteLombardiaVeneto ed Emilia-Romagna sono le quattro regioni maggiormente interessate dall’emergenza ma non si escludono Marche e Lazio.

Siccità. Nel nostro Paese da mesi non piove e dunque scarseggia l’acqua di fiumi e laghi, la crisi idrica era prevedibile come prevedibile l’intervento a suon di decreti del governo il cui unico intervento sembra essere quello di dichiarare emergenza anziché fronteggiare i problemi sul nascere e/o prevenirli. Siamo diventati esperti e appassionati della “gestione delle crisi”. E sull’orlo di una crisi di nervi intanto, l’88,6% della popolazione, interessata a sintomi di depressione durante il lockdown e tuttora, con sintomi di stress psicologico (22,5%).

La priorità è quella di irrigare i campi e salvare i raccolti, qui la crisi è reale e grave visto che avviene con l’utilizzo di acqua prelevata da fiumi e laghi. Per quanto concerne il settore agricolo, da una riunione avvenuta il 23 giugno, emerge che si potrà proclamare lo stato di “eccezionale avversità atmosferica ” qualora il danno da siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile. (Mipaaf)

Ma, come evidenzia una ricerca condotta da Visione Tv, (basata su dati Istat 2019), «l’84% dell’acqua potabile deriva invece da sorgenti e da pozzi. Sono alimentati da acque che, dopo essere cadute dal cielo sotto forma di pioggia, fanno chissà quali lunghissimi e labirintici giri nel sottosuolo. Certo non per questo bisogna prendere la faccenda alla leggera e nemmeno bisogna sprecare acqua, ma prima che sorgenti e pozzi risentano dell’attuale siccità c’è con ogni probabilità il tempo per rattoppare gli acquedotti colabrodo».

Ebbene, alla luce dei dati, ci si domanda per quale motivo il primo step è quello di razionalizzare l’acqua potabile cominciando dal Nord Italia, quando la maggioranza dei prelievi da fiumi e laghi (ora in sofferenza) va ad agricoltura e zootecnia (quasi il 47% dei prelievi) e all’industria (15% circa). Ancora dati Istat.

Ultima nota, Palazzo Chigi affida alla Protezione Civile il compito di razionare la potabile.
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