Omeopatia: è tempo di caccia alle streghe

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A cura del Dottor Professor Aldo Ercoli

Dottor Professor
Aldo Ercoli

Di certo quando un chirurgo asporta un rene sano al posto di quello malato e quando un medico, seppur specialista, sbaglia una diagnosi che porta al decesso… tutto questo, e altro, fa meno rumore del caso del bambino, affetto da otite, deceduto perché curato con l’omeopatia. Se si vuole dare caccia alle streghe questo è il momento.

Io non me la sento di difendere il collega omeopata perché, in forma di unicismo esasperato, fa male a tutti: pazienti e alla stessa omeopatia. Ora si fa presto a dire che l’omeopatia è “acqua fresca”.

E’ troppo facile. E’ vero il contrario anche se questa forma alternativa di medicina non cura tutti né tutto. Ha dei limiti… come del resto le ha la terapia convenzionale. Per 25 anni ho insegnato le bioterapie (omeopatia compresa) in tante città italiane (Roma, Firenze, Bologna, Milano, Lecce, Ancona).

Credo che tra medici e farmacisti abbia avuto qualche migliaia di allievi. A tutti ho sempre detto che prima di essere omeopati (pratica più difficile) occorre essere medici. Nel caso dell’otite occorre fare una diagnosi precisa con l’otoscopia dopo un’anamnesi e visita accurata dell’orofaringe.

E’ importante premere sulla mastoide (sta dietro l’orecchio) per scongiurare una mastoidite. Vedere con l’otoscopio il colore della membrana timpanica, premere sull’antelice, escludere una flogosi o piccolo ascesso nel condotto uditivo esterno … in poche parole “prima medici poi omeopati”. Uno stato febbrile in un soggetto che soffre di otite non deve durare più di due o tre giorni altrimenti è bene ricorrere al più presto ad una terapia antibiotica. Ciò specie se la temperatura è sempre più alta la sera e perdura.

Io ho trattato forme senza complicanze di otite con rimedi omeopatici ma non mi sono mai azzardato ad utilizzarli, nelle forme batteriche che danno febbre e dolori continui. Le complicanze sono molto gravi specie l’ascesso cerebrale e la mastoidite. Purtroppo non è la prima volta che sento un caso del genere.

Credere di poter curare certe malattie solo con l’omeopatia è una forma di fanatismo e fideismo esasperato. Ripeto molto pericoloso. Ci sono persino alcuni omeopati che dicono di far ricrescere i capelli in soggetti geneticamente calvi!! Cosi si fa del male all’omeopatia, la si espone alla gogna mediatica, la si distrugge. In tante patologie, specie nei soggetti, cronici, con malattie recidivanti, la terapia omeopatica è utilissima.

Altro che acqua fresca!! Sarò monotono ma il ritornello è sempre lo stesso bisogna essere prima medici tradizionali e poi, se uno vuole, anche omeopati. L’ optimum sarebbe parlare due lingue, conoscere prima la semeiotica classica e poi, in più, quella strettamente omeopatica. Agire secondo scienza e coscienza senza criminalizzare, né speculare sulle disgrazie dell’una o dell’altra.

Non ci deve essere guerra ma collaborazione come si fa in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio… Certo è che il caso incredibile, di questo povero bambino, deceduto per complicanze di un otite ha gettato ingiustamente un “ombra sinistra” sulla omeopatia. Era quello che molti qui da noi, volevano. Il perché è fin troppo chiaro.