Ogni fratello è figlio unico

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Ogni fratello è figlio unico

Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

L’essere figli in una famiglia può essere analizzato dal punto di vista dei figli e da quello dei genitori. I genitori si relazionano in modo diverso verso ogni figlio, non solo perché ogni figlio ha delle caratteristiche di personalità diverse ma anche perché i genitori tra un figlio e l’altro acquisiscono esperienze di vita e competenze genitoriali maggiori. Inoltre, verso ogni figlio, il genitore ha delle aspettative diverse. Dal punto di vista dei figli, esiste molta differenza tra l’essere figli unici, primo, secondo o terzo figlio. Molti studi trasversali hanno evidenziato che l’ordine di nascita determina delle caratteristiche di personalità comuni. Le caratteristiche di personalità, però, sono influenzate anche da altre variabili come, per esempio, l’ambiente sociale, ecc. In letteratura si evidenzia quanto segue: 1- il figlio unico, tendenzialmente, è più incline ad essere simile ai suoi genitori, sia come carattere sia come aspirazione professionale; essendo cresciuto in un ambiente prevalentemente formato da adulti, nella vita saprà destreggiarsi di più con gli adulti, sarà autonomo e probabilmente rivestirà il ruolo di leader. Il figlio unico, come il primogenito, è molto responsabilizzato e tende ad assorbire la visione della vita dei genitori. 2- il primogenito è stato un figlio unico per un certo periodo di tempo (ed è per questo che sono molto simili) ma ha dovuto, ad un certo punto, dividere e condividere i propri genitori con un altro fratello. Il suo vantaggio sui fratelli minori, è proprio di aver avuto maggior tempo per conoscere i propri genitori. In genere è affidabile, autonomo, riesce bene nello studio e nel lavoro; spesso è il “genitore in seconda”, cioè tende a rivolgersi verso gli altri fratelli come un secondo genitore. 3- il terzo figlio: solitamente è più creativo, ribelle, estroverso, amabile e più intraprendente nelle relazioni interpersonali. Ha la strada spianata dai primi due fratelli: i suoi genitori sono più tranquilli e rilassati e, per questo, riesce ad ottenere più facilmente dei permessi ed agevolazioni che gli altri due o non hanno avuto o si sono guadagnati con molta difficoltà. Nelle situazioni problematiche tende ad essere il più protetto e i genitori desidererebbero che rimanesse in famiglia per sempre. 4- il secondo figlio viene chiamato il “figlio sandwich”: lui è in mezzo tra il maggiore e il minore e sente spesso il bisogno di mantenere i propri spazi che tendono ad essere invasi dagli altri due. Per questo motivo il secondo figlio tende ad essere il “mediatore famigliare”, ha un carattere molto piacevole, riesce a destreggiarsi bene con le persone di tutte le età (anziani e bambini), spesso è anticonformista ma presenta grandi valori (crede molto nell’amicizia e nella fedeltà). I genitori hanno un ruolo molto importante nell’equilibrare i ruoli di figli riducendone i conflitti e le gelosie. Capita molto spesso che il primo figlio venga considerato un “piccolo adulto” solo perché è il maggiore. Spesso i genitori si dimenticano che anche il primo figlio è sempre un bambino con le caratteristiche psicologiche della sua età e, quindi, non è “il più responsabile” solo perché è nato per primo. Per questo ogni figlio deve essere considerato come figlio unico.  Il legame tra i fratelli, comunque, è un legame speciale e denso di complicità.