Le parafilie e il disturbo parafilico *

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Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Si parla di paralifia quando una persona prova un interesse ed un’eccitazione sessuali (intensi e persistenti)   suscitate da oggetti o da comportamenti sessuali inusuali. Si parla di disturbo parafilico quando la parafilia è causa di disagio o interferisce negativamente con le attività quotidiane del soggetto e quando produce o può produrre disagio e danni agli altri. Non necessariamente quando c’è una parafilia si parla di disturbo parafilico; infatti, affinchè ci sia un disturbo parafilico è necessaria la copresenza dei seguenti criteri: A- la natura qualitativa (per es., l’interesse verso i bambini); B- conseguenze negative (danni, disagio). Questi sono i criteri principali. Inoltre, per diagnosticare un disturbo parafilico è necessario che: 1- il soggetto viva con disagio ed angoscia personale il suo comportamento; 2- l’oggetto sessuale siano altre persone non consenzienti (bambini, disabili gravi, ecc). Quali sono i disturbi parafilici? •Voyerismo: si manifesta quando una persona trae piacere sessuale guardando di nascosto persone impegnate in attività sessuali (è diverso dal trollismo ossia osservare, senza nascondersi, persone intente in attività sessuali); il vero voyer o prova piacere nell’osservare di nascosto oppure ricordando quanto osservato. • Esibizionismo: l’esibizionista è quella persona (solitamente un maschio) che esibisce a sconosciuti i propri genitali, con o senza la masturbazione; solitamente non ci sono contatti fisici violenti ma ciò che all’esibizionista eccita è proprio lo stupore delle persone. • Frotteurismo: una persona si eccita attraverso fantasie o comportamenti legati al toccare, agli strusciamenti del proprio corpo con il corpo di persone ignare. • Masochismo sessuale: si manifesta quando la persona si eccita sessualmente attraverso fantasie e comportamenti in cui subisce umiliazioni, dolore fisico e sofferenze. • Sadismo sessuale: si manifesta quando la persona si eccita sessualmente attraverso fantasie e comportamenti in cui provoca umiliazioni, dolore fisico e sofferenze ad altre persone. • Feticismo: la persona si eccita sessualmente solo vedendo o immaginando un oggetto (con e senza un uso specifico) o parti del corpo. • Travestitismo: si manifesta quando l’eccitamento sessuale è derivato solo dall’indossare indumenti dell’altro sesso. • Pedofilia: la persona si eccita osservando o immaginando il corpo di bambini pre-puberi; solitamente il pedofilo commette atti di abuso sessuale sui minori. Questi sono le principali parafilie (esiste anche la zoofilia, la necrofilia, ecc.). E’ necessario evidenziare che la sfera sessuale di una persona o di una coppia è una sfera del tutto personale; per cui qualsiasi comportamento va bene se il partner è consenziente, se non provoca disagio e se non è l’unico comportamento con cui la persona o la coppia trova la sua eccitazione. La “patologia”, quindi, risiede sia nell’unicità/esclusività del comportamento sia nel disagio che il soggetto e/o il partner provano. Per esempio: in qualsiasi coppia ci possono essere giochi sadomasochistici ma se rientrano in una varietà ampia di giochi sessuali e, soprattutto, se entrambi i partner acconsentono, questi giochi non rientrano nella patologia. Un discorso a parte deve essere fatto sulla pedofilia: solitamente il pedofilo tende a molestare l’oggetto del suo eccitamento (il bambino) fino ad arrivare ad un vero e proprio abuso sessuale.     

* Fonte: DSM-V