IL MIO RICORDO DI GABRIELE LA PORTA, UN AMICO A CUI MI SONO ISPIRATO

0
951

di Aldo Ercoli 

Gabriele La Porta non c’è più, è scomparso dopo una lunga malattia, una settimana  fa, all’età di 73 anni. Era stato direttore di Rai  2 questo vero uomo di cultura, questo docente di filosofia, anche se era conosciuto, e sempre sarà ricordato come “l’uomo della notte”. Fu proprio lui che inventò Rai notte, il palinsesto notturno con più ascolti in assoluto.Io lo conoscevo bene Gabriele perché sono stato suo ospite a Rai 2 notte per sette anni consecutivi  (dal 2002 al 2008), quasi tutte le settimane.

Sto parlando quindi della prima decade del nuovo secolo quando di sera andavo alle 21 in Viale Mazzini a registrare le puntate con professori universitari, primari ospedalieri etc … (cito solo il primario dermatologo del Gemelli Gargovic e il primario gastroenterologo Sergio Morini, fratello dell’indimenticabile medico di base  Filippo di Cerveteri).

Altre volte venivo intervistato, dalla sua solerte giornalista Stefania, in pieno giorno nei posti più conosciuti e caratteristici di Roma: Pantheon, Colosseo, San Pietro, Ponte Milvio, Piazza di Pietra etc….

Le puntate televisive venivano sempre trasmesse in differita nelle ore notturne più buie, a notte fonda (dalle 2 alle 5 max 6).  Ma chi ci seguiva? Solo quelli che soffrivano d’insonnia? I nottambuli? Quelli che lavoravano di notte? Eppure la trasmissione raggiungeva ascolti incredibili (dai 900.000 al 1800.00 esclusi quelli esteri). Provateci ora…. Il merito? Tutto suo, di Gabriele La Porta, un giornalista colto, di uno onestà intellettuale unica, un poeta della comunicazione, straordinariamente coinvolgente. L’ho sempre stimato molto e ne ero ricambiato con la mia presenza in tanti anni, perché lui vedeva in me (ma anche in altri colleghi medici che sostenevano la Medicina Naturale, Integrata, talora anche Alternativa) un necessario contraltare alle tesi della Medicina Ufficiale.

Un dialogo utile, senza faziosità, aperto al confronto in tono sempre pacato, né idee preconcette, ove le certezze potevano alternarsi con i dubbi <Senza tutto questo – diceva- si resta nello stagno, nel pantano>.  Ancora oggi (fine Febbraio 2019) qualcuno si ricorda di avermi visto in TV di notte, anche gente che non conosco. Certo sono stato, come altri, solo un ospite che veniva in RAI gratuitamente, solo per il piacere di difendere le sue idee.

Lui, da persona profonda e democratica (e non ottusa) me lo consentiva.

Mi legava a Gabriele, oltre all’ammirazione culturale, anche una cosa forse più banale…….la squadra di calcio…..la LAZIO.

Lui era molto più viscerale e attaccato di me a quei colori biancoazzurri.

Io sono sempre stato un tifoso moderato, non mi è mai piaciuto tifare contro, non ce la faccio a gioire per le disgrazie altrui. Credo che però, anche lui, cosi’ liberale e umanitario, dentro di sé fosse cosi’. Non credo che sapesse odiare perché i suoi monologhi notturni erano espressione di una filosofia poetica e mitologica che coinvolgeva tutti. Per lui ci si alzava di notte.

Ciao, grande Gabriele, grazie per quello che mi hai insegnato.

Riposa in pace tra quei due colori che tanto hai amato: il bianco delle nuvole e l’azzurro del cielo.

Di sicuro stai lassù.