ESCLUSIVO: Tidei annuncia: ““Non ho la voglia sfrenata di fare il sindaco di Cerveteri”

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L’onorevole Pietro Tidei chiarisce la propria posizione sull’ipotesi di candidarsi alle primarie del Partito democraticodi Giovanni Zucconi

Chiudiamo il primo ciclo di interviste ai protagonisti dell’attuale fase della competizione elettorale che designerà il prossimo sindaco di Cerveteri, con una lunga conversazione che ci ha concesso l’onorevole Pietro Tidei. Per il momento, abbiamo intervistato solo esponenti del centro sinistra: l’attuale Sindaco, Alessio Pascucci, l’ex segretario del Partito Democratico, Alessandro Gnazi, e un autorevole esponente di UniDem, Maurizio Falconi. L’idea che mi sono fatto alla fine di questo ciclo di interviste, è che, a meno di un improbabile miracolo, difficilmente il PD potrà partecipare, con il proprio simbolo, alla prossima competizione elettorale. Più probabilmente, al suo posto, si presenteranno due liste civiche. Una che appoggerà Pascucci, e un’altra che candiderà un esponente locale, per esempio Maurizio Falconi. Questa è un’evidenza che nessuno degli interessati ha il coraggio di confermare. Ma, a microfoni spenti, tutti la considerano essere, ad oggi, la più probabile. Quello che però nessuno vuole ammettere, è che le rigide contrapposizioni di queste ultime settimane, stanno inesorabilmente trasformando il PD di Cerveteri in una specie di Titanic che, mentre tutti gli ufficiali di bordo discutono su Pascucci sì o Pascucci no, o su primarie sì o primarie no, corre verso l’iceberg della non partecipazione con il proprio simbolo. Dopo le mie considerazioni personali, vi proponiamo l’intervista a Pietro Tidei.

Onorevole Tidei, ormai da qualche settimana a Cerveteri si parla solo di primarie. C’è chi le vuole assolutamente, e c’è chi dice che non siano una strada obbligata. Lei come ha preso la sua candidatura da parte UniDem a futuro Sindaco di Cerveteri?

“Io so che stanno raccogliendo le firme per farmi partecipare alle primarie del PD come candidato Sindaco, ma io non ho ancora deciso nulla. Io non sono candidato a niente fino a questo momento”.

Cosa le impedisce di accettare la candidatura?

“Io non ho la voglia sfrenata di fare il sindaco a Cerveteri. Ho solo preso atto, con piacere, che tanta gente di Cerveteri, e la stragrande maggioranza del direttivo dimissionario del PD, mi vuole come candidato Sindaco. Io vorrei invece arrivare ad un partito unito, che scelga in modo unitario un proprio candidato Sindaco. Se tutti concorderanno sul nome di Pascucci a me starà bene. Ma se non tutti saranno d’accordo a candidarlo, se lui veramente vuole i voti del PD, è giusto che si facciano le primarie”.

Che ne pensa di Alessio Pascucci?

“A Pascucci del PD non interessa nulla. Vuole utilizzare il nostro Partito solo per fare una carriera politica. A mio parere è troppo spregiudicato, ed è totalmente inaffidabile, perché ha mandato a casa due amministrazioni. Soprattutto ha mandato a casa Gino Ciogli, che era un Sindaco del PD, eletto dal popolo. Chi ha tradito due volte, può tradire anche una terza volta. Inoltre sono 20 anni che sta al Comune di Cerveteri, e non c’è una sola opera pubblica importante che porti il suo nome. Invece tutte le 20 opere pubbliche più grandi fatte a Civitavecchia negli ulti 20 anni, “meno mezza”, le ho fatte realizzare tutte io”.

Che ne pensa della proposta di Maurizio Falconi di condividere prima un programma, e poi su questo fare convergere uno o più candidati, che si potrebbero eventualmente misurare con delle primarie?

“Non va bene. Il programma lo presentano i singoli candidati alle primarie, non lo può presentare il Partito. Pascucci presenterà il suo programma, un altro candidato presenterà il suo, e si voterà su questi. Se decidi di avere un programma unico, vuole dire che hai già in mente un solo candidato”.

Se Pascucci, come ha già dichiarato, non si presenterà alle primarie, lei prenderebbe ancora in considerazione la candidatura di UniDem?

“In questo caso vedrò quali saranno le condizioni del Partito, vedrò i candidati alle primarie e se queste si faranno. Sulla base di tutto questo sceglierò se candidarmi o meno. Allo stato attuale non sono candidato”.

Ma con questa rigida contrapposizione tra le varie aree del PD, non c’è il pericolo di uno stallo, e che alla fine non ci sia nessun candidato del PD?

“Si, c’è questa possibilità. Vorrà dire che si presenteranno delle liste civiche senza che nessuno abbia il simbolo del PD. In questo caso Pascucci non potrà essere il candidato del PD. Se il PD provinciale, sbagliando, deciderà di non voler dare il simbolo a quel Comitato Direttivo che, anche se dimesso, costituisce la maggioranza degli iscritti, vorrà dire che UniDem, insieme ad altre liste cittadine, si presenterà comunque alle elezioni”.

Le quindi non esclude la possibilità che il PD provinciale non conceda, a nessun candidato Sindaco a Cerveteri, l’uso del simbolo.

“Si, perché lo hanno già ipotizzato: le primarie non le facciamo e non diamo il simbolo a nessuno”.

Lo scenario che Pascucci ritiene più probabile è che il PD partecipi alle elezioni con due liste civiche

“E’ probabile”.

Ma in questo modo non otterrete l’effetto non voluto di avvantaggiare proprio Pascucci?

“Il PD provinciale sta facendo un errore di valutazione. Ignora come stanno le cose. Pensa che Pascucci sia più forte di quello che è realmente. Il Partito, se vuole fare una cosa seria, dovrebbe invece lavorare per convincere Pascucci a fare le primarie”.

Pensa che UniDem voterebbe un Pascucci vincitore delle primarie?

“Si. Poi dovrà votarlo per forza”.

Lei è in contatto anche con altre parti del PD, oltre che con UniDem?

“Io sto parlando con tutti, con l’obiettivo di fare le primarie. Anche altre componenti del Partito vogliono fare le primarie. Chi risulta essere isolato nel PD, sono proprio Gnazi e Travaglia”.

Mi scusi la domanda indiscreta, ma come vede questa situazione sua figlia Marietta, deputata del PD alla Camera?

“Mia figlia è contrarissima a questa mia candidatura. Non è minimamente d’accordo che io mi presenti come candidato a Cerveteri. Ma mia figlia non se la prende con me, perché io non gli ho mai detto che mi candiderò a Cerveteri. Se la prende con quelli che mi propongono. Se poi vuole proprio saperlo, anche mia moglie, se mi candidassi, mi farebbe una guerra totale”.

Perché secondo lei a Cerveteri il PD non fa subito il congresso? Si potrebbero eliminare molte difficoltà.

“Perché c’è una parte del Partito provinciale che pensa che con Pascucci si possa vincere. Pensa che, mescolandosi con la coalizione di Pascucci, il PD non perda anche queste elezioni comunali. E che quindi bisogna andare avanti così”.

Non pensa che lei, proprio per i suoi 50 anni di storia politica, difficilmente possa essere visto dai cerveterani come capace di portare cambiamenti, o di rappresentare il nuovo?

“No. Si sbaglia. Io posso rappresentare il nuovo molto meglio di altri candidati, perché non ho interessi da tutelare a Cerveteri. Pascucci rappresenta invece il vecchio. Io non ho interessi particolari su Cerveteri, e non ho niente e nessuno da tutelare, a differenza di molti altri. E si è visto bene con la vicenda dell’Ostilia. Molti hanno forti interessi da tutelare”.

Un’ultima domanda: dicono che lei sia l’avvocato di Ruspoli. E’ vero?

“Io non sono l’avvocato di Ruspoli, anche se lo stimo molto. Io ho solo seguito una sua questione, che tra l’altro non c’entrava nulla con Cerveteri. Ho scritto per lui un parere, e nulla più. Io non ho nulla da spartire con Ruspoli, e non prendo parcelle da lui”.