E poi fu luce al cinema con Edison

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Photo: Dean Rogers

di Barbara Civinini

Bacone diceva che la prima creatura di Dio fu la luce, quella di Edison fu la lampadina a incandescenza, un vero miracolo della scienza di fine ottocento. Ma com’è nata la corrente elettrica che oggi porta la luce in tutte le nostre case? Alfonso Gomez-Rejon ci racconta tutta la storia con Edison, L’uomo che alluminò il mondo, arrivato al cinema in questi giorni, dopo due anni di lunga attesa. La pellicola, infatti, dopo essere stata presentata la Festival di Toronto nel 2017, è rimasta bloccata dallo scandalo sulle violenze sessuali, scaturito dalle inchieste del New York Times e del New Yorker, che ha coinvolto il produttore Harvey Weinstein. Il film racconta la storia della competizione epica e spietata tra i due più grandi inventori dell’era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici avrebbe dominato il nuovo secolo. Sostenuto da J.P. Morgan (M. Macfayden), Edison (B.Cumberbatch) abbaglia il mondo illuminando Manhattan ma Westinghouse (M.Shannon), aiutato da Nikola Tesla (N.Hoult), riuscì a individuare alcuni pesanti difetti nel sistema a corrente continua di Edison. Nel 1893, in occasione dell’Esposizione Mondiale di Chicago, Edison e Westinghouse si ritrovano nuovamente uno contro l’altro. Entrambi vorrebbero illuminare la città per questo evento di risonanza mondiale. Nella frenesia di creare un motore per potenziare il sistema, il fidato ingegnere di Westinghouse, Pope, rimane ucciso. Edison, nel frattempo, ha l’ultima opportunità di screditare il suo rivale usando proprio un suo generatore per alimentare la prima sedia elettrica, ma Westinghouse riuscirà ad aggiudicarsi il contratto per l’Esposizione Mondiale, vincendo, di fatto, la Guerra della Corrente. La pellicola nasce da un progetto per la School of Drama della Yale University di Michael Mitnick, attratto dalla figura carismatica dell’inventore, che è tanto piaciuto al regista di Quel fantastico peggior anno della mia vita da farne un film. Il suo immaginario è stato colpito dal contrasto nel modo in cui si approcciavano alla vita queste due figure, spiega Mitnick, che firma la sceneggiatura e il soggetto. Se vista superficialmente, potrebbe sembrare una storia fredda e spietata che verte sulla scienza e sull’ambizione – prosegue – ma, invece, è permeata da profonde emozioni. Insomma, il giovane regista texano ha voluto raccontare questo mirabolante spaccato in modo moderno, appassionato e coinvolgente e per farlo ha ricreato tutto un mondo che non ha odore di muffa, ma piuttosto ha il piglio del racconto di cronaca, grazie anche agli ottimi costumi di Michael Wilkinson e alla scenografia di Jan Roelfs che ha saputo ricreare le ambientazioni di vita quotidiana ma anche la maestosità della Grande Esposizione mondiale. Edison sconfitto si getterà nell’industria cinematografica per bambini, fondando la società Edison Motion Picture, e brevettando uno strumento antesignano del proiettore, in grado di far muovere le immagini, il kinetoscopio.