Daniele Lupo, cuore ed acciaio

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Daniele Lupo

Intervista all’atleta di Fregene che ha vinto la medaglia d’argento
alle Olimpiadi di Rio nel beach volley in coppia con Paolo Nicolai
di Felicia Caggianelli

Per lui abbiamo fatto le ore piccole. Ci ha fatto tremare e nello stesso tempo sognare. Con lui l’Italia intera ha esultato e conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio 2016. L’Ortica, questa settimana, ospita il fregenese nonché vicecampione olimpico di Beach Volley, Daniele Lupo che, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Fiumicino, ha ricevuto un trofeo dal sindaco Esterino Montino. Parole di ammirazione e gratitudine sono state spese dai vari membri della Giunta. Lui che di fatto è entrato a far parte della rosa dei grandi nomi che hanno e che stanno tutt’oggi conferendo alla giovane città una propria identità, avendo Fiumicino all’attivo solo vent’anni. Personaggi famosi che hanno dato e continuano a dare lustro al territorio apportando un modello di vita sano al quale rifarsi, all’insegna di una filosofia improntata sul motto che: anche l’impossibile è possibile.  Daniele Lupo, infatti è la prova che un vincitore è soltanto colui che non ha mai smesso di credere in un sogno. Con la sua giovane età è diventato un modello positivo che i giovani possono non solo ammirare ma anche cercare di raggiungere. All’attivo oltre il suo inseparabile sorriso, alla costanza e alla perseveranza ha l’amore della famiglia e di un padre al quale si illumina lo sguardo quando parla di lui.

Cosa c’è dietro questo campione?

“C’è una grandissima passione per questo sport. Lui ha scoperto la pallavolo sulla sabbia, quando all’epoca era poco più di questa, giocando con il fratello. Parliamo di venti anni fa; quando aveva 5- 6 anni. Ricordo che giocavano fino a notte fonda. Quindi, la passione è alla base di tutto poi con il tempo e con le conoscenze che avevamo in questo settore è riuscito a frequentare dei corsi di beach volley e a diventare un campione. Tutti hanno dei figli che praticano uno sport ma quando arrivano a traguardi come le Olimpiadi è un sogno per qualsiasi genitore. Noi tuttavia eravamo già abituati a riconoscimenti importanti. Daniele partecipa ai campionati internazionali da quando aveva 16 anni tuttavia è sempre un’emozione nuova. Un nuovo tassello ed un traguardo fondamentale nella scalata dei numeri uno del settore. Le Olimpiadi sono state un traguardo importante, è il tetto del mondo, il gota di questo sport. Per il futuro la parola d’ordine è continuare su questo trend. Possibilmente tra quattro anni cercheremo o meglio cercherà di vincere l’oro. Mi viene da dire cercheremo perché, per quel poco che posso fare gli starò accanto”. Galeotta è la sua altezza che lo porta a guardare tutti dall’alto verso il basso ma Daniele Lupo tutto è meno uno che se la tira. Un gigante simpatico e dagli occhi buoni che di sfide ne ha dovute affrontare nonostante la sua giovane età. Troppo presto ha imparato infatti che la vita, può diventare un boomerang con i suoi alti e bassi, ma va vissuta fino in fondo proprio com’è successo nell’arena di Copacabana nella semifinale di Rio contro i big locali Alison-Bruno Schmidt, campioni del mondo in carica dove, in coppia con Paolo Nicolai, ha sfoderato un’altra partita di tecnica e cuore aggiudicando all’Italia l’Argento.

Vincere la medaglia alle Olimpiadi è una esperienza meravigliosa. Ma che sapore ha essere premiati nella propria città davanti ai propri concittadini?

Bellissima. È qualcosa – afferma Daniele Lupo – di eccezionale. Ringrazio il sindaco perché mi tratta come se fossi un figlio. Ringrazio anche i ragazzi di pallavolo di Fiumicino che sono venuti a vedere la premiazione perché a me fa sempre molto piacere”.

Un anno e mezzo fa hai vinto la battaglia più importante contro una grave malattia… “Affrontare la malattia è stata una sfida importante che mi ha rafforzato e fortificato ma devo ringraziare chi in quel delicato momento mi è stato vicino. L’affetto dei miei genitori, l’amore della mia fidanzata e la professionalità dell’equipe medica che mi ha seguito hanno contribuito a temprare la mia forza”.

Il beach volley è una disciplina in crescita in Italia grazie anche alle imprese di Daniele Lupo e Paolo Nicolai. Come vedi il futuro di questo sport?

Lo vedo bene perché sempre più ragazzi e persone ci si stanno avvicinando e appassionando e questa è una cosa in più perché più cresce il movimento più entrano sponsor e più si può far salire il livello in Italia”.

In confidenza, ma erano davvero così forti i giocatori brasiliani?

No. Mi rode quando vinco figurati quando perdo. Sono comunque contento del risultato raggiunto. È stata una finale ad altissimi livelli”.

Quanto è stato emozionante essere il portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi?

È stato un grande onore. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò mi ha dato una bella opportunità. Infatti lo ringrazio di cuore e glielo ho anche detto. Lo considero come un papà mi dà tanti consigli e lo reputo una grande persona e poi portare il tricolore è un qualcosa di grande anche perché rappresenti tutta l’Italia. È un bel testimone, hai tutti gli occhi puntati addosso è un’esperienza unica e di una carica emozionale adrenalinica”.

Progetti futuri? “Adesso sono in vacanza, voglio rigenerarmi e sgombrare la mente poi si riprenderà con nuove sfide e nuovi obiettivi da raggiungere. E se il Presidente della Pro Loco Giovanni Bandiera, nel chiedere a Daniele il suo parere nel caso di una eventuale candidatura di Roma a sede delle Olimpiadi del 2024, ha espresso l’ipotesi che Fregene possa essere la sede ideale per le gare di Beach Volley.  Lupo ha risposto che non solo si augura che le Olimpiadi vengano assegnate a Roma, ma rilancia affermando che Fregene, dove il Beach Volley è nato ed è cresciuto e che ha espresso atleti di valore, avrebbe tutte le carte in regola per ospitare le squadre internazionali del Beach Volley. Ai lettori invece ha lanciato questo messaggio: consiglio vivamente di seguire le olimpiadi. Se le sfide viste in tv sono bellissime assistere alle competizioni da spettatore sul campo è un’emozione straordinaria e unica. Quindi ovunque si facciano il mio consiglio è di seguirle”. Ci congediamo da Daniele salutandolo e augurandogli il meglio non dimenticando che di questa bella avventura resta soprattutto la portata storica del risultato: prima d’ora, infatti, l’Italia del beach alle Olimpiadi non era mai andata oltre il quinto posto. Quindi a Lupo e Nicolai, due fiori all’occhiello dello sport italiano, un grande grazie di cuore.