Cerveteri, l’allenatore Aldo Ruzzetti

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Aldo Ruzzetti, chi come Vincenzo Ceripa lo conosceva da 40 anni lo descrive come una persona sincera  e simpatica.

La scomparsa di Aldo Ruzzetti, indimenticato allenatore di molti giovani di Cerveteri, ha scatenato una miriade di ricordi tra  coloro che lo hanno conosciuto. Uno di questi è Vincenzo Ceripa,  che ebbe la fortuna di incontrarlo  agli inizi degli anni 80.

“Quando ho iniziato ad allenare nel 1980, Aldo era già un tecnico del settore giovanile del Cerveteri – ha detto Ceripa. Dotato di un carattere giovale e aperto, mi accolse con la tipica simpatia romana e mi aiutò molto nell’inserimento in un ambiente, apparentemente semplice ma in realtà complicato come quello del calcio dilettantistico. Insieme per due anni abbiamo continuato a cercare di forgiare giocatori e plasmare squadre secondo le nostre idee tecniche, spesso diverse, a volte sfocianti  in animati contraddittori, che finivano sempre, grazie al suo sorriso e alle sue battute in piacevoli finali. Insieme abbiamo frequentato il corso allenatori  a Viterbo, indimenticabile andirivieni da Cerveteri al capoluogo della Tuscia.

Poi le nostre strade si sono divise: Aldo ha continuato nel settore giovanile, io ho iniziato ad allenare le prime squadre, in un cammino di trenta anni. Le nostre strade diventavano diverse ma quando capitava di incontrarci era come se ci fossimo visti il giorno prima. Siamo invecchiati, ma sempre con il sorriso. A te il merito di continuare ad insegnare calcio ai ragazzi. Chi allena tanto tempo nel settore giovanile, riveste non la sola qualifica di allenatore, ma assolve al difficile compito di aiutare i ragazzi nella crescita, con la consapevolezza che il raggiungimento degli obbiettivi, passa solo attraverso un costante impegno e sacrificio.

Non solo la società di calcio ma la città ti deve un grande riconoscimento, la città dove hai deciso di vivere, crescere la tua famiglia e naturalmente giocatori. Ricordo come oggi, quando dopo un brutto periodo di risultati, volevo dimettermi dalla conduzione del Cerveteri, nel primo anno di serie C. Ci incontrammo all’Enrico Galli in un momento di personale afflizione, mi prendesti quasi a calci e ritornai sulla mia decisione. Ciao Aldo possano questi ricordi alleviare il dolore della tua famiglia. Per loro le parole di Sant’Agostino “non piangiamo per averlo perso ma rallegriamoci per averlo avuto.”

di Fabio Nori