CANI SPARITI, SUL LITORALE NE MANCANO ALL’APPELLO UNA TRENTINA

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MONICA VOLPI HA CREATO UNA SORTA DI “CHI L’HA VISTO?” RISERVATO AGLI AMICI A 4 ZAMPE: «LA SITUAZIONE È DAVVERO PREOCCUPANTE.

Uscire in giardino e non ritrovarsi più il proprio pelosetto. Un incubo che a quanto pare accumuna ben 32 proprietari tra Civitavecchia e Ladispoli alla disperata ricerca dei loro cani e in ansia perché più passano i mesi senza ricevere notizie, meno speranze ci sono che possano tornare. La maggior parte sono pure microchippati. E se è vero che nella maggior parte dei casi l’ipotesi è che siano fuggiti per qualche motivo, è vero anche che ci sono dei sospetti sul fatto che qualcuno possa rubarli per favorire il mercato illegale.

Per fare un esempio legato al territorio etrusco, episodi di questo tipo, in riferimento a cani da caccia come segugi e setter, vennero scoperti da carabinieri e guardia zoofile che anni fa riuscirono a smantellare un’organizzazione proprio a Cerveteri. I casi aumentano, sul litorale come in tutto il Lazio. E c’è chi ha creato un database per archiviarli tutti nel gruppo “Missing Dogs-Cani scomparsi” perché evidentemente le segnalazioni arrivano persino da altre parti della Penisola.

«Siamo riusciti a registrare – commenta Monica Volpi – la scomparsa di 87 cani nel Lazio, di cui 61 con microchip. Volendo analizzare il litorale nord, sono ben 32 tra Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri e Ladispoli. L’elenco cresce, ogni giorno abbiamo richieste d’aiuto e inseriamo solo gli animali scomparsi da un mese. La situazione è davvero preoccupante».

Questa realtà si è trasformata in una sorta di “Chi l’ha visto?” riservato ai cani di ogni taglia e specie, spiccano Freak, scomparso a Cerveteri a luglio del 2020 e poi Nokkia, un pinscher introvabile dallo stesso periodo. Del pitbull Demon si sono perse le tracce a Santa Marinella nel 2016, di Ciro invece a Santa Severa nel 2021, del piccolo Tofu di Tarquinia non si ha più notizia dal 2019 mentre il giocherellone Brin è sparito a Santa Marinella un anno fa. Ogni giorno arrivano segnalazioni da tutta Italia e dal litorale nord. «Personalmente ho deciso di attivarmi – spiega la volontaria – dopo che il mio pastore Lobo non si è più trovato a Civitavecchia. Serve davvero che qualcuno prenda in mano il discorso: è una grande realtà quelle delle scomparse dei cani, e bisognerebbe affrontarla fino in fondo».

I ladri possono davvero arrivare al punto di rubare un cane da un giardino di un’abitazione? «In diversi casi credo di sì – aggiunge Volpi – a volte magari sfuggono ai proprietari o dalle cliniche veterinarie. Il vero problema è che spariscono nel nulla nonostante abbiano il microchip. Insomma, qualcosa non quadra, ripeto spesso possono allontanarsi volontariamente però il sistema fa cilecca, le denunce di smarrimento che fanno i proprietari dei cani introvabili è carta straccia, non c’è un archivio per poi proseguire una vera indagine se ci sono tanti casi in una medesima città». E a sentire Monica appunto le segnalazioni non accennano a placarsi.

Le Guardie zoofile cerveterane spesso si sono trovate in situazioni spiacevoli. «Noi teniamo alta la guardia – spiega Fabio Di Matteo, referente di Fare Ambiente Cerveteri – ricordandoci i fatti accaduti in passato». Mesi fa in prossimità del cimitero vecchio vennero recuperati sei cuccioli abbandonati vicino ad una discarica. Non era stato un semplice caso il ritrovamento di altri nove segugini nella zona periferica di San Paolo. Feriti e pieni di pulci nei pressi di una stradina sterrata, vennero tratti in salvo da alcuni volontari.

Anni fa i carabinieri scoprirono l’esistenza di una rete dedita al traffico di cani rubati, ricettazione e maltrattamenti. Uomini senza scrupoli, poi denunciati penalmente, sottraevano cani da caccia togliendolo loro il microchip per rivenderli in tutta la provincia e gli animali che non riuscivano a essere immessi nel mercato nero venivano ammazzati. Le associazioni ci mettono tanto impegno per prevenire il più possibile il fenomeno. «Noi facciamo sempre il massimo – parla Caterina Carlomagno, nello stesso tempo anche delegata alla Tutela e al benessere degli animali per il comune di Ladispoli – il fatto che i cani spariscono deve far riflettere. Intanto però bisogna chiarire che nella maggior parte dei casi a mio avviso, gli animali non si trovano perché fuggono, spesso nelle aree periferiche, e quindi l’allontanamento sarebbe riconducibile anche alla distrazione dei padroni che dovrebbero fare maggiore attenzione. Però è chiaro che in alcune situazioni potrebbero crearsi fatti sgradevoli di cani magari rivenduti però ciò comporta spese e sacrifici per un eventuale gruppo di malviventi».