Anche il geniale Leonardo da Vinci assediò la rocca di Ceri?

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All’assedio di Ceri del 1503 potrebbe aver partecipato nientemeno che Leonardo da Vinci. Vediamo perché il genialissimo Leonardo avrebbe potuto esserci. Asserragliato sulla Rocca di Ceri (105 metri di altezza) a difesa del suo possedimento insieme ai suoi soldati vi era Renzo da Ceri, così si firmava Lorenzo Orsini valente uomo d’arme nato a Ceri, Signore di Ceri, Capranica, Blera, Tarascona e Pontoise, sotto ad assediarlo le truppe mercenarie dello spietato Cesare Borgia detto il “Duca Valentino” (Duca del Valentinois dopo aver sposato la nobile francese Charlotte d’Albret). Cesare Borgia era uno dei tanti figli illegittimi del papa più scellerato di sempre quell’Alessandro VI Borgia (al secolo Roderic Llançol de Borja) il quale  però aveva una grande debolezza paterna nei confronti di Cesare e della di lui sorella Lucrezia morta a 39 anni di setticemia. Un feroce e spietato Duca Valentino che conquistò molti territori allargando i domini pontifici fino allo sbocco in Adriatico e piacque molto a Niccolò Machiavelli ( Niccolò di Bernardo dei Machiavelli) che lo prese a riferimento per il suo “il Principe”.Tornando a Leonardo da Vinci egli accettò l’incarico conferitogli dal Borgia a maggio del 1502 con la nomina a: “Architecto et Ingegnero Generale” con le specifiche che egli doveva “vedere, mesurare, et bene extimare  allo scopo di considerare li Lochi et Forteze e li Stati Nostri, Ad ciò che secundo la loro exigentia ed suo iudico possiamo provederli”. Fra l’altro in quella veste Leonardo seguì il Valentino nell’assedio di Urbino (ove divenne amico del Machiavelli) che, conquistata, subì una spietata repressione. L’impegno di Leonardo da Vinci con il Borgia finì a maggio del 1503 mentre l’assedio di Ceri si svolse per 36 giorni dal 4 marzo all’8 aprile 1503, un assedio durante il quale le truppe del Valentino spararono cannonate contro la rocca difesa dall’Orsini per ben 6.000 volte più un numero imprecisato di proiettili incendiari (operarono pure le note catapulte leonardesche?). Probabilmente almeno nella fase d’impianto dell’assedio Cesare Borgia, che teneva in grandissima considerazione i consigli di Leonardo, si fece da lui ivi accompagnare anche perché il Genio di Vinci a  quella data era ancora a Roma che lasciò solo a maggio per trasferirsi a Firenze ove, scrive il Vasari, iniziò a dipingere “la Gioconda”. Per inciso Leonardo aveva già creato precedentemente per il Borgia un nuovo composto di polvere da sparo, disegnate dettagliate mappe per lo spostamento dell’esercito ed inoltre studiato delle macchine volanti e dei particolari “istrumenti” per la guerra subacquea. Dopo la resa di Ceri Lorenzo Orsini non fu ucciso ( come normalmente avveniva da parte del “Duca Valentino”) in quanto per la sua salvezza intercesse il re di Francia Luigi XII. Cesare Borgia morì in battaglia l’11 marzo 1507 durante l’assedio di Viana in Spagna trafitto da ventitré colpi di lancia. Comunque Leonardo successivamente (siamo nel 1514), sempre non lontano da Roma, aveva progettato, dopo approfonditi studi da parte sua, sia il prosciugamento delle Paludi Pontine che la sistemazione del Porto di Civitavecchia. Gli entrambi affatto trascurabili ed impegnativi lavori, in particolare quelli legati alle Paludi Pontine (non dimentichiamo che il Genio, fra l’altro, era anche un formidabile ingegnere di idraulica), erano stati fortemente voluti dal papa Leone X che li affidò per la realizzazione a quel grande  imprenditore dell’epoca che era Giuliano de’ Medici; il quale contattò, senza indugi, Leonardo da Vinci pensando che era la Persona sicuramente giusta per procedere ipso facto; cosa che il formidabile  figlio del notaro Ser Piero di Vinci iniziò subito a fare nella fase progettuale ma dovette, purtroppo, con grande rammarico da parte sua, fermarsi causa la morte che colse sia papa Leone X che Giuliano de’ Medici. Il Genio dei Geni Leonardo da Vinci invece venne a mancare il 2 maggio 1519 all’età di 67 anni nella dimora del castello francese di Cloux (vicino ad Amboise), con accanto Francesco I re di Francia piangente al suo capezzale.

 Arnaldo Gioacchini – Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO