ROMA: LA ZUPPIERA DI CORSO VITTORIO

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La Fontana con il coperchio della Capitale

Quante volte ci è capitato di passare davanti alla Fontana della Terrina, presso Corso Vittorio Emanuele? Ci siamo mai chiesti il perché della sua strana forma e quale fosse la sua storia? In origine si trovava nel centro della Piazza di Campo de’ Fiori, fra i banchi di uno dei mercati più antichi di Roma, una posizione che le garantiva un’ottima visibilità, esattamente nel punto in cui oggi troneggia la statua di Giordano Bruno, successivamente la Fontana viene spostata proprio davanti alla maestosa Chiesa Nuova (via del Governo Vecchio).

L’insolita costruzione è frutto del lavoro di Giacomo della Porta (1532-1602): l’opera gli viene commissionata nel 1581 da Papa Gregorio XIII Boncompagni (1501-1585). Nata per necessità pubblica, se la osserviamo bene, intorno all’originale coperchio, con cui il Papa Gregorio XV Ludovisi (1765-1846) decide di far coprire la Fontana, troveremo un’iscrizione risalente al 1622, che, poco visibile a causa del tempo, recita: “Ama Dio e non fallire, fa’ del bene e lassa dire. MDCXXII”, una frase ispirata ai condannati al patibolo che sorgeva proprio nella storica Piazza e una testimonianza di come vigesse la Santa Inquisizione a quei tempi. Il suo significato è di non lasciarsi intimorire dall’ingratitudine, quando si ha l’intenzione di voler fare del bene. La decisione di aggiungere un coperchio è stata presa ai fini di evitare che gli scarti del mercato finissero al suo interno, dal momento che i romani se ne servivano per lavare la frutta, la verdura, i fiori o semplicemente per tenerli in fresco, considerata la sua posizione centralissima a Campo de’ Fiori.

corso vittorioTuttavia, questa scelta non viene accolta bene: il popolo romano lamenta, non solo l’inutilità della Fontana, ormai coperta a quel modo, ma anche il fatto che fosse irrimediabilmente rovinata da un punto di vista estetico. Dopo qualche tempo, la Terrina finisce nel dimenticatoio dei Magazzini Comunali e, nel 1889, viene addirittura smontata, ormai inutile e non considerata più, per lasciare spazio alla statua dell’eretico Giordano Bruno.

Solo nel 1924 viene riesumata e sistemata proprio dove la vediamo oggi, all’interno di una vasca a pianta quadrangolare. Successivi studi hanno dimostrato che, per quanto riguarda il marmo di cui è composta, una parte è originale e un’altra è stata sostituita nel momento in cui è stata assemblata per una seconda volta. Bisogna considerare, inoltre, che il disegno iniziale di Giacomo Della Porta non è proprio in linea con il risultato che vediamo oggi: la Fontana era costituita da una tazza ovale di marmo bianco, decorata da quattro delfini di bronzo, che erano destinati alla Fontana delle Tartarughe (Piazza Mattei, Rione Sant’Angelo), ma mai utilizzati a questo scopo e vennero tolti nel momento in cui il Pontefice dell’epoca decise di apporre il coperchio in travertino, che le fece guadagnare il soprannome di “Terrina” con cui oggi tutti la conosciamo.

La Zuppiera di Corso Vittorio Emanuele ha subito lavori per alcune modifiche ancora prima che venisse spostata; tuttavia, nonostante la sua rocambolesca storia, sembra che la Terrina in marmo e travertino, in fondo, sia sempre appartenuta a campo de’ Fiori, tant’è vero che oggi, proprio al centro del mercato, ritroviamo una sua, non perfetta, copia.

Flavia De Michetti