QUANDO LE CAMPAGNE SI POPOLARONO DI BORGHI E CASE SPARSE

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riforma agraria

LA RIFORMA AGRARIA MODIFICÒ LA “FISIONOMIA” DELLA POPOLAZIONE CON I NUOVI CERVETRANI PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA.

di Angelo Alfani

I diciassette anni che corrono tra la nevicata del trentanove a quella ben più terribile e devastante del cinquantasei modificano in modo irreversibile non solamente le terre cervetrane, fino ad allora calpestate da zoccoli con limitate estensioni coltivate a grano, ma

anche la “fisionomia” della popolazione. riforma agrariaIl numero raddoppia, raggiungendo i circa seimila abitanti, con i nuovi “cervetrani” provenienti da tutta Italia a popolare i tre borghi: le Due casette, San Martino, i Terzi e le tante case sparse. Trasmigrarono con culture, approcci al lavoro della terra, vestiario e parlate assai diverse e che entrarono subito in circolo con la fissità tipica di un mondo fino ad allora chiuso in se stesso. Insomma il Centro di colonizzazione di Cerveteri, realizzato dal ‘52 al ‘57, portò una ventata rigenerativa in tutti i sensi. Di seguito riporto i dati sugli espropri che la Riforma agraria attuò nel territorio cervetrano ed il numero delle case presenti nei terreni “liberati”.
Latifondo Ruspoli Giovanni Nepomuceno:
Gli assegnatari 254 su 610,01,55 ettari.
Le case costruite furono: 10 del tipo Bottaccia; 10 del tipo Speranza; 2 tipo Cerenova sperimentale; 9 con progetto in proprio;1 preesistente.

Latifondo Ruspoli Laura, sposa del Conte Martini-Marescotti:
Assegnatari 213 su 498,29,70 ettari.Le case costruite furono: 10 del tipo Sabatino; 8modello Speranza; 4 con progetto in proprio; 2 preesistenti.

Latifondo Patrizi Montorio Saverio, viaggiatore e speleologo:
Assegnatari 42 su 384,65,99 ettari. Le case costruite furono:1 modello Sabatino; 24 modello Bottaccia; 6 modello Sant’Agostino.

Latifondo Misciatelli-Pallavicini, la principessa nera:
Assegnatari 55 su 617,70,70 ettari. Le case costruite furono 14 del tipo Sant’Agostino; 9 del tipo Montetosto sperimentale con forno esterno, porcilaia e pollaio; 3 del tipo Bottaccia; 1 di tipo Maremmana; 1 del tipo Marina modificata; 5 con progetto in proprio.

Latifondo dei Principi Torlonia, “il potente banchiere”come scriveva Stendhal:
Assegnatari 314 su 3.099,67,25 ettari. Case costruite furono 73 del tipo Sant’Agostino; 28 del tipo Bottaccia; 20 del tipo Atipica; 41 del tipo Moscone; 32 del tipo Strillaio; 29 del tipo Quartaccio; 2 del tipo Sabatino; 7 del tipo Speranza 3; 6 del tipo Ripescia abbinata; 3 ex mezzadrile; 9 preesistenti.

Latifondo Ruspoli Alessandro, sposo di Marianita Lante della Rovere:
Assegnatari 226 su 672,24,55 ettari Case costruite furono: 4 modello Speranza 1; 3 modello Speranza 3; 6 Cerenova sperimentale; 5 modello Atipica;1 modello Maremmana; 6 progetto proprio; 1 preesistente.

Latifondo Innocenzo Odescalchi:
Assegnatari 93 su 721,83,50 ettari. Case costruite furono: 42 del tipo Sant’Agostino;1 del tipo Volterra; 1 del tipo Sabatino; 17 con progetto proprio; 8 ex mezzadrile.
Totale delle assegnazioni 1129 : 900 ai quotisti , terreni di circa un ettaro, i restanti agli assegnatari, terreni da quattro a ventisette. 361 le abitazioni, a cui vanno sommate 41 realizzate con progetto proprio e 24 preesistenti la Riforma di cui 11 ex mezzadrili.
Case progettate per famiglie con più di due tre figli, quasi tutte con accessori: porcile, concimaia, pollaio e silos. Poche le stalle, più o meno tutte con forno per cuocersi il pane.Un territorio desolato che si riempì di vita. Dai dati, per quanto non articolati, delle migrazioni a Cerveteri negli anni della Riforma si evidenzia comunque la provenienza dei nuovi cervetrani: dalle zone interne del frusinate (Esperia, Broccostella, Falvaterra, Castrocielo,Monte san Giovanni..), dalla provincia romana (Arcinazzo, Bellegra, Capranica Prenestina, Ciciliano, Cerreto, Canterano,Gerano, Capena….) dalla Sicilia e dalla Sardinia ( Campobello di Licata,Partanna, Iglesias…), dagli Abruzzi Molise ( Crognaleto, Fano Adriano, Montereale,Lucoli, Isola del Gran Sasso, Ofena..) dalle Calabria e dall’Apulia (Motta S. Lucia, Castelsilano, San Giorgio Ionico, Morciano di Leuca, Barletta, Acerenza..)molti dalla vicina Umbria, dalla Toscana, dalle province papaline ( Force, Montemonaco, Castel Sant’Angelo Amandola,Fusignano,Falvaterra, Corinaldo, Fabriano..) da Palazzolo della Stella ,Grado , da Tripoli, e perfino dall’Estado Bolivar.Molto è cambiato da allora ed ognuno è libero di avere una convinzione a tal proposito.

riforma agrariaIl ricordo personale di questi figli di assegnatari è legato ai primi anni delle elementari : li ricordo stanchi per essere costretti ad alzarsi almeno una o due ore prima per raggiungere l’edificio scolastico, vedo ancora i loro scarponi chiodati inzaccherati di fango, il parlare con accenti diversi e l’incomprensione di termini cervetrani. In breve tempo il vivere nello stesso luogo, l’affrontare le stesse difficoltà ed il condividere le stesse emozioni ci rese “con-paesani”.
Ho trovato un breve scritto di Saverio Sciao Pazzano, insegnante e impegnato reggino, dal titolo “Se nasci in Calabria” che esprime al meglio quanto mi gira in testa da decenni.Ne cito un passo, avendo sostituito Cerveteri a Calabria. «Cerveteri è il luogo perenne di una perenne infanzia perduta: la ricordi con nostalgia comunque sia andata; la ricordi con nostalgia anche se ti è viva e presente; la ricordi come doveva essere o anche come potrebbe essere domani. Se sei nato a Cerveteri sai bene cos’è la nostalgia del futuro, e non bisogna spiegarlo».