QUANDO AUMENTANO DI DIMENSIONE I LINFONODI

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Linfonodi aumentati di volume, come orientarsi?

vaccini
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Una linfadenopatia può essere provocata da infezione (batteriche, virali, parassitarie, da spirochete, clamidia, micobatteri, funghi); malattie immunologiche (es. Les); neoplasie (testa e collo, tratto gastrointestinale, mammarie, rettali, linfomi); malattie da accumulo di lipidi o glicoproteine; reazioni a farmaci (fenitorina, malattia da siero) … In questo “guazzabuglio” di eziologie occorre precisare che i due principali meccanismi che determinano una linfadenopatia sono l’aumento di volume (iperplasia) quale risposta a stimoli immunologici o infettivi e l’infiltrazione causata da cellule neoplastiche o macrofagi infarciti di grassi. Se una linfadenopatia compare da meno di una settimana e poi scompare è molto improbabile che sia maligna. Solo se si ripresenta, ossia è ricorrente, necessita di test di laboratorio. Il discorso è ben diverso se perdura da più di 7-14 giorni.

E’ bene sempre riesaminare il paziente di nuovo dopo questo periodo per stabilire se il linfonodo stia aumentando di volume, sia esso unilaterale che bilaterale. L’anamnesi è essenziale per l’orientamento diagnostico: età, attività lavorativa, contatto con animali, abitudini sessuali, abuso di sostanze, assunzioni di farmaci. L’esame obiettivo deve prendere in considerazione la sede, le dimensioni, la presenza di dolorabilità, l’adesione ai tessuti sottostanti. Linfonodi di consistenza dura, lignea, adesi ai tessuti molli circostanti sono tutti segnali di una metastasi neoplastica. Quelli dolente sono più spesso benigni. L’indagine semeiologica indaga su eventuali sintomi associati. Una neoplasia maligna (linfoma B) presenta sintomi peculiari quali febbre, diminuzione del peso corporeo, sudorazione notturne.

Una patologia intratoracica, mediastinica? Difficoltà di respiro, dispnea, difficoltà di deglutire, evidente di rigonfiamento facciale. Tutti questi sintomi e segni devono necessariamente richiedere una Tc del torace. Altri sintomi quali un precoce senso di sazietà, una tensione addominale, soprattutto un dolore che dall’addome si irradia posteriormente, alle spalle e al dorso, necessitano di una Tc addominale al fine di escludere una lesione pancreatica, renale o di altre patologie intraperitoneali. Un arto inferiore gonfio, tumefatto, una volta esclusa la trombosi venosa profonda richiede una Tc pelvica per escludere possa essere responsabile di una compressione estrinseca. In era prevaccinale riscontravo frequentemente linfonodi nucali dovuti alla rosolia. Ora è la Mononucleosi infettiva (“la malattia del bacio”) che riscontro più frequentemente negli adolescenti. Anche la Toxoplasmosi, il citomegalovirus, l’HIV vanno presi in considerazione. Una biopsia delle lesioni sospette va sempre effettuata quando l’eziologia è sconosciuta cosi come per i linfonodi di diametro superiore a quattro centimetri. Quanto è importante la localizzazione, ossia la sede, dell’adenopatia? Un aumento linfonodale nella regione della testa e del collo, escludendo malattie infettive, richiede un’accurata valutazione specialistica ORL comprese la biopsia delle lesioni sospette per escludere una neoplasia o un linfoma. Particolare attenzione va fatta per l’area sopra la clavicola dove i linfonodi aumentati di volume sono tributari di un’infinità di neoplasie: mammella; metastasi polmonare (segno di Ciuffini – Pankost); linfomi (sia Hodgkin che non Hodgkin); mestastasi gastrointestinali (stomaco, esofago, pancreas).

La biopsia è obbligatoria ai fini diagnostici. Per quanto concerne i linfonodi ascellari, aumentati di volume, oltre che i linfomi, sono segnali spesso di un cancro della mammella o dei polmoni. I linfonodi inguinali? Un accurato esame obiettivo della regione anorettale, pene, vulva e scroto, seguito una sigmoidoscopia (ed altri accertamenti) devono farci escludere neoplasie rettali, prostatiche, ginecologiche. Ultimissima la Tc addominale e pelvica.