Passeggiando lungo la spiaggia di Cerenova

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Le riflessioni di Andrea Castana

La prima: neanche un pallone !! Un paese civile, non fa questo, un paese industrializzato non lascia una spiaggia senza un pallone…
Io e il mio amico a quattro zampe, attenendoci alle regole in essere, ci siamo in questo periodo, una sgambata verso la spiaggia di Cerenova, e, una volta arrivati sul lungo mare ci siamo diretti verso la parte nord, per capirci, in direzione di Civitavecchia.
A partire dall’ultimo stabilimento e superata la foce del ruscello Zambra, la spiaggia assume un aspetto quasi selvaggio e quindi è un vero piacere trotterellare con l’amico Fido al fianco, sia sul bagnasciuga che anche nei sentieri appena dietro le dune di sabbia. In fondo a questo lungo arco di sabbia, ci sono i cosi detti scoglietti, che in estate, sono la meta, sia di molti pescatori che arrivano carichi di tutto ciò che occorre per trascorrere una bella giornata in riva al mare, sia dei bagnati che altrettanto, vogliono isolarsi dal resto delle persone che affollano i stabilimenti presenti dalla parte opposta del litorale.

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Insomma, in questo ampio spazio, non si trova certo la massa di persone che normalmente d’estate si riversa per stare a mollo, ma comunque, e in genere, si può assistere ad un discreto via vai di persone organizzate con panini, bibite, sdraio, ombrelloni e giochi per i più piccoli. Uno scenario di normalità, che riflette l’immaginario collettivo di pace e tranquillità. Cosa c’entra ciò con i nostri tristi giorni?
Non tutto, ma qualcosa c’entra di sicuro. Dunque, mi avvio verso questi famosi scoglietti e nel momento che arrivo nei pressi di queste rocce un po’ atipiche, che tra l’altro conosco a memoria, rimango letteralmente a bocca aperta. Anche Fido, che di solito è molto contento di poter odorare qualsiasi cosa gli capiti a tiro di naso, rimane interdetto, comincia ad agitarsi e a sniffare a destra e sinistra come un pazzo.
Sulla sabbia sono semplicemente adagiate centinaia anzi migliaia di bottiglie di plastica, centinaia anzi migliaia di tappi sempre di plastica, centinaia anzi migliaia di qualcosa sempre rigorosamente di plastica che avrebbero potuto appartenere a taniche, cassette, seggiole da mare, teloni, buste, contenitori di ogni forma e fattezza.
Tra questo tesoro, però, non ve traccia di una palla, di un oggetto anch’esso di solito, rigorosamente di plastica, con il quale io possa
far divertire il mio amico peloso. Questo non si fa!! Questo non è da paese civile!! che gli dico a Fido ? come lo distraggo, come posso, tra l’altro, proteggerlo dal poter morire soffocato o strozzato?
Lo spettacolo della “monnezza” al quale ho assistito non so’ certo chi lo ha determinato, posso immaginare che sia un insieme di cause concatenanti, un po’ colpa di una qualche mareggiata che ha portato i rifiuti degli altri incivili sparsi sul territorio nazionale e un po’ la spazzatura nostrana, sempre appartenente a degli incivili, però in questo caso locali. Di sicuro c’è che il panorama era veramente desolante.
Vorrei aver avuto un qualche mezzo meccanico tra le mani, con il quale dover letteralmente arare la spiaggia in modo da poter ammucchiare questa tonnellata di roba colorata. Ma purtroppo ne ero sprovvisto, e quindi la prima cosa che mi è passata per il cervello è stata quella di scrivere un messaggio al sindaco.
Chiaramente lui non ha colpa, se si sono riversati dal mare questi 1000 chili di plastica colorata, lui non ha responsabilità se i bagnati e se i pescatori, durante la stagione dei divieti estivi, lasciano i loro rifiuti dove poltriscono, arrostendosi tutto il giorno. Per questa pseudogente che inquina senza limite e che non ce la fa neanche a raccattare i “propri schifi” non c’è sinceramente rimedio, e non può essere neanche una giustificazione il fatto che “l’ho lasciata lì perché non so dove buttarla”.
E’
una scusa, e pure puerile. Le mani unite al cervello, possono riempire le sacche e le sporte che sono state prima portate piene e poi svuotate di tutto, e, nelle quali ci si può letteralmente ficcare dentro tutto quello che al contrario viene abbandonato sull’arenile. Questa operazione, direi molto semplice da eseguire, dovrebbe riuscire a mantenere il luogo pulito invece che farlo assomigliare alle mura domestiche di ognuno di questi “fenomeni”. La preghiera che ho rivolto al Sindaco è quella di inviare qualche mezzo che possa raccogliere quello “schifo” e ridare alla spiaggia la sua connotazione naturale. Niente di più e niente di meno. Solo un altro piccolo consiglio personale, anche se sembra già essere tardi. Non faccia costruire quel ponte di cui si parla sulla foce del ruscello Zambra, lasci tutto com’è sarà decisamente meglio, mi creda !!

La seconda riflessione.
Sempre con Fido alle calcagna, mi diletto a passeggiare nella direzione inversa, ossia verso i nostri bellissimi monti ceriti. Tanti sono i sentieri da percorrere e alcuni si inerpicano e attraversano le famose “riserve di caccia”.
In queste zone,
gli umani vestiti con le mimetiche si dilettano a praticare l’antica usanza della caccia e secondo la loro interpretazione, è vietato il transito a chicchessia in queste aree delimitate da ogni tipo di cartello. Purtroppo mi imbatto regolarmente con qualcuno di questi soggetti e in tutte le occasioni, questi Rambo nostrani, mi eccepiscono il passaggio sulla loro terra. Quale loro terra? A rigor di legge, non è la loro terra, è solo una concessione demaniale, rilasciata, dico io, per praticare un’usanza ormai desueta.
La caccia. Ogni volta cerco di spiegare la natura giuridica della
concessione, anche avvalendomi di esempi semplici, di spiegazioni elementari, che anche il mio Fido capisce, ma non c’è mai nulla da fare. Spiego loro, che posso attraversare quel territorio, che non posso ne stazionare ne tanto meno cacciare. Posso camminare, ma non posso e neanche voglio, raccogliere un fiore. Niente da fare, asseriscono che quella è la loro terra per i motivi più disparati, sia perché pagano la tassa alla Regione sia perché il Principe non vuole e sia perché li cinghiali attaccano, si, si, proprio li cinghiali !! Ma se non hanno paura di nulla questi benedetti cinghiali.
I
nsomma, neanche gli portassi via un giocattolo a lungo atteso, ricevuto e scartato. E’ si, perché se fosse stato un regalo, un bambino lo custodirebbe gelosamente, lo amerebbe incondizionatamente, mentre questi signori ignoranti, trattano la terra e gli animali presenti negli spazi concessi, come un qualcosa che non vada tutelata, come se fossero autorizzati a farci sopra di tutto e di più. Perché dico questo? Perché dovunque io vada con sempre Fido appresso, trovo, nei sentieri anche più impervi, più remoti, più difficili da percorrere, quello che ho trovato sulla spiaggia. Bossoli di fucile a migliaia, bottiglie a migliaia, carte, buste e persino lavandini.
Quello che non trovo, è sempre la solita palla per far giocare Fido.
Anche qui le chiedo un aiuto Signor Sindaco. Faccia sapere a questi signori cosa prevede la norma in merito ad una Concessione demaniale, in modo che non possa più essere importunato da così tanta ignoranza.
Andrea Castana