IL CALCIATORE DI CERVETERI: «GIULIO BENTORNATO A CASA»

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HA RICEVUTO IL TRAPIANTO DEL MIDOLLO OSSEO. LA FELICITÀ DEI SUOI FAMILIARI CHE NON HANNO MAI SMESSO DI STARGLI VICINO.

«Oggi, insieme al giorno in cui ho partorito i miei figli, è il giorno più bello della mia vita». Emozionata e felice mamma Roberta. Poco prima la chiamata dall’ospedale da parte dei dottori: “Suo figlio può tornare a casa”. E così è scattata la festa di benvenuto per Giulio, anzi di “bentornato” con la scritta grande e i palloncini colorati in biancoceleste perché la Lazio è la sua squadra del cuore.

Il 15enne di Ladispoli, giocatore di calcio nelle giovanili del Cerveteri, è rimasto quasi sei mesi in ospedale al Bambino Gesù per via di una rarissima malattia e sottoposto al trapianto del midollo osseo lo scorso 17 marzo. Il donatore compatibile è stato trovato dopo tante ricerche, numerose giornate organizzate dall’Admo, associazione Donatori Midollo Osseo e Cellule Staminali Emopoietiche, in collaborazione con il comune di Cerveteri e la Croce Rossa Italiana. Giulio infatti dopo essere finito in ospedale in seguito ad un infortunio di gioco, aveva scoperto di soffrire di una aplasia midollare severa. Durante gli esami al ginocchio, i medici di Palidoro si accorsero di alcune macchie sospette della pelle. Da qui la decisione di sottoporlo ad emocromo e successivamente di trasferirlo al Bambino Gesù di Roma.

I suoi amici di scuola, i compagni di calcio gli sono stati sempre vicino. È andato a trovarlo il suo idolo, il centravanti della Lazio Ciro Immobile che lo ha abbracciato forte regalandogli anche la sua maglietta. Lo ha chiamato giorni fa Beppe Signori al telefono, durante la presentazione del suo libro allo stadio Angelo Sale di Ladispoli a cura di Francesca Lazzeri. Il suo cuore scaldato dall’affetto di tutti e soprattutto dei genitori che non hanno mai smesso di lottare con lui. «Non è ancora finita – è il post della madre condiviso anche dalla pagina Admo Roma – perché avrà bisogno di frequenti controlli, ma intanto siamo a casa, siamo di nuovo tutti insieme e possiamo dormire nel nostro letto. Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto, che ci hanno ricoperto di amore e di affetto costante, perché senza di loro non ce l’avremmo fatta. Grazie all’Admo e a tutte le mamme dell’ospedale. Abbiamo lasciato lì dentro ancora tanti bambini e ragazzi che sono in attesa di trapianto. Andate ad iscrivervi all’Admo, a donare sangue e piastrine, perché hanno bisogno di noi e dobbiamo farli uscire come è successo a Giulio».

Lo aspettano tutti al Galli. «Con lui ci siamo sentiti sempre – parla Francesco Graniero, mister della squadra etrusca – ci manca tanto e a lui manca il pallone. Lo aspettiamo a braccia aperte. Anche per un saluto, anche solo per passare un po’ di tempo con lui». Importante però proseguire nella prevenzione. La tematica è sconosciuta e in passato i genitori di Giulio si erano espressi: «Dobbiamo far capire ai ragazzi – aveva lanciato l’appello sempre Roberta – quanto è importante questo semplice gesto.

Iscriversi all’Admo significa intraprendere un percorso fondamentale al fine di salvare delle vite umane. Da un piccolo prelievo è possibile capire se si hanno le cellule del midollo osseo compatibili con quelle di una persona malata come mio figlio. L’unica cura efficace contro molte malattie del sangue come leucemie, linfomi e mielomi consiste nel trapianto di midollo osseo».