ESCLUSIVO: Il Partito democratico di Cerveteri perde il simbolo?

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di Giovanni Zucconi

Un giorno scriveranno un libro sulle vicende di questi ultimi due anni del Circolo del PD di Cerveteri.

E sarà un libro voluminoso, anche se basterà leggere le prime pagine per capire come andrà a finire. Vicende raccontate tirando per la giacchetta, da una parte e dall’altra, l’obiettività delle cose. Era inutile mostrare l’evidenza a chi non aveva interesse a vederla o a raccontarla, ma che è sempre stata lì, alla portata di tutti. Tra queste evidenze c’era, e lo abbiamo raccontato su queste pagine molti mesi fa, la deriva che il PD di Cerveteri stava compiendo nei confronti delle azioni politiche che gli organi regionali stavano attuando, per dare una strategia ritenuta, a torto o a ragione, vincente per il PD nelle prossime Amministrative. Un po’ la presenza ingombrante di evidenti fattori personali nella conduzione del Partito, un po’ i cattivi consigli di certa stampa presi a supporto di alcune posizioni che sarebbero dovute essere invece oggetto di una maggiore critica interna, hanno condotto oggi il PD di Cerveteri verso quello che già sei mesi fa, a noi de L’Ortica, ci sembrava inevitabile.

“…Quello che però nessuno vuole ammettere, è che le rigide contrapposizioni di queste ultime settimane, stanno inesorabilmente trasformando il PD di Cerveteri in una specie di Titanic che, mentre tutti gli ufficiali di bordo discutono su Pascucci sì o Pascucci no, o su primarie sì o primarie no, corre verso l’iceberg della non partecipazione con il proprio simbolo.

Questo scrivevamo sei mesi fa, sperando di avere torto. Ma non ci sbagliavamo, purtroppo. La prova di questo è una lettera che il Segretario regionale del PD, Fabio Melilli, ha inviato in questi giorni al Segretario Provinciale, Rocco Maugliani, per condividergli le proprie posizioni sulle ultime vicende relative al Circolo PD di Cerveteri. Una lettera che siamo riusciti a leggere, e che riportiamo integralmente. Una lettere la cui durezza e crudezza non devono essere sottolineate, tanto sono esplicite.

Nella lettera si parla, non nascondendo le critiche, del tesseramento precongressuale, e delle primarie che si sono appena svolte a Cerveteri. Leggetela. Vi ritroverete tutto quello già scritto più di sei mesi fa, e che nessuno ha voluto prendere in considerazione, preferendo non ruotare il timone di quel tanto che sarebbe bastato per non andare diretti contro l’iceberg…

 “Caro segretario,

Ho seguito nelle ultime settimane le vicende del PD di Cerveteri.

Ebbi modo già di evidenziare, nella riunione della direzione provinciale del PD, la mia non positiva impressione rispetto ad un tesseramento che, seppur condizionato dalla elezione del segretario del circolo, mi era sembrato frutto più dell’esasperazione della competizione interna che di un reale coinvolgimento di cittadini nella vita del nostro partito.

Debbo dirti che l’impressione ricavata ha avuto una conferma dalla decisione di celebrare le primarie per il candidato sindaco. Ciò è avvenuto senza nemmeno avviare una riflessione sul rapporto che il PD dovrebbe avere con l’amministrazione uscente, il cui sindaco è stato candidato in una lista di centrosinistra nelle elezioni della città metropolitana, lista come sai, da noi ispirata. Data la sostanziale spaccatura del circolo PD mi sarei aspettato almeno un tentativo di ricerca di una sintesi che provasse a costruire, pur nelle diversità, scelte il più possibile condivise.

Rispetto alle primarie poi, mi risulta che all’albo degli elettori si siano iscritti solo qualche centinaio di elettori oltre ai tesserati e questo non può non allarmare rispetto alla distanza del nostro partito dai cittadini di Cerveteri. L’ esito poi delle stesse mi pare davvero incredibile. Si sono recati al voto sostanzialmente la metà degli iscritti e, seppur da parte di circa metà dei componenti degli organi direttivi sia maturata la scelta di non parteciparvi, (fatto davvero originale) mi pare che le nostre primarie di siano celebrate nella totale indifferenza della comunità di Cerveteri. Leggo dalla stampa e sui social, oltre che da alcune lettere che mi sono pervenute, che il direttivo è sostanzialmente diviso a metà e l’esito di questa vicenda mi pare già scritto.

In questa situazione, senza una sostanziale condivisione del percorso da compiere da parte di una larga maggioranza, credo che dovremmo riflettere sull’opportunità di esporre il simbolo del nostro partito al giudizio degli elettori. Ti chiedo quindi di seguire con attenzione la vicenda e suggerire a me e al PD regionale le scelte da compiere evitando per quanto sarà possibile, il rischio una marginalizzazione del PD che sarebbe dannosa anche rispetto ai futuri appuntamenti e verificando se esistono le condizioni per recuperare una sostanziale unità di intenti dei nostri dirigenti locali.

Resto in attesa di tue indicazioni,

a presto

Fabio Melilli”