DOV’È ANDATO IL PRINCIPE AZZURRO?

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C’era una volta una dolce bambina che, leggendo le storie per bambine, sognava che quando sarebbe diventata grande, avrebbe sposato un uomo meraviglioso con cui vivere una vita felice, in armonia, in serenità e piena di soddisfazioni.

che la forza fisica e la forza di volontà avrebbe fatto andare bene tutto e che da grande avrebbe vissuto una vita senza grandi conflitti e avrebbe formato una famiglia meravigliosa. Anche lui, sogna che ciò che succede in casa tra i suoi genitori appartiene solo ai suoi genitori e che lui si sarebbe riscattato come uomo, come marito e come padre, che un giorno troverà una brava ragazza, che amerà per tutta la vita…e vissero felici e contenti per tutto il resto della loro vita. Anche questi bambini, una volta diventati grandi, formano una coppia spesso molto simile a quella dei propri genitori. Entrambi i bambini, diventati adulti, cercano di “correggere” e di rinfrancarsi come partner e come genitori. La differenza tra di loro è che la bambina pensa che sarà salvata dal suo partner (perfetto) mentre il bambino pensa che sarà forte e che risolverà tutti i problemi della vita (e che quindi sarà perfetto). La realtà, entrando nel mondo degli adulti, è molto diversa dai sogni dei bambini. Molto spesso vengono ripetuti i modelli relazionali appresi passivamente dai propri genitori che influenzeranno e guideranno le relazioni amorose, amicali, lavorative. Molto spesso questi bambini, costruiscono relazioni uguali a quelle dei loro genitori. Per esempio la bambina di un padre violento o abusante costruisce relazioni violente o abusanti, così come la figlia di un alcolista trova un partner dipendente (da sostanze o affettivo) o narcisista. Il maschietto, d’altra parte, ha difficoltà a staccarsi dal modello dei genitori e lo ripete. È importante riflettere che la relazione adulto-adulto è una relazione dove nessuno salva nessuno e nessuno viene salvato da nessuno mentre la relazione che “mi salverà” o “la/lo salverò” o “cambierà” è una relazione costruita su fantasie e dolori infantili.

La realtà è diversa

Sognava, inoltre, che avrebbe avuto due bellissimi figli (possibilmente un maschio e una femmina) e che avrebbe fatto il lavoro dei suoi sogni…e vissero felici e contenti per tutto il resto della loro vita. L’uomo dei suoi

sogni è il “principe azzurro” che la salverà, la capirà completamente e la sosterrà ed appoggerà in ogni suo passo. Certamente, lei farà qualsiasi cosa per lui e per il loro amore. C’era una volta, inoltre, un dolce bambino che leggeva le storie per maschietti dove c’è sempre un eroe forte e senza paura che salva il mondo dai cattivi e, spesso, anche una principessa maltrattata, timida e solitaria…alla fine l’eroe e la principessa si sposano…e vissero felici e contenti per tutto il resto della loro vita. Ma è proprio così? Nessuno adulto pensa, però, che le fantasie delle principesse da salvare, coinvolgono bambine che solitamente purtroppo, alle spalle hanno un vissuto famigliare pesante fatto spesso di ascolto di litigi (a volte anche violenti) dei propri genitori, abituate a mettere da parte i loro desideri e i loro bisogni per affrontare le grosse problematiche che la vita prematuramente ha posto nel loro cammino. Molto spesso, quelle stesse bambine diventate grandi, passano da un amore sbagliato all’altro. Nessun adulto pensa che le fantasie dell’eroe, coinvolgono bambini che a volte (anzi spesso) hanno vissuto in una famiglia problematica, densa di tensioni e litigi anche pesanti. Anche quel bambino, ha sognato.

Dottoressa
Anna Maria Rita Masin

Psicologa – Psicoterapeuta Psicologa Giuridico-Forense

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