Controllate il ponte di via Roma a Ladispoli!

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di Felicia Caggianelli

Per porre all’attenzione dei nostri lettori a questa vicenda partiamo da tanti anni fa. Esattamente era il 2 ottobre del 1981 quando un’ondata eccezionale di maltempo flagellò per ore il nostro litorale, provocando morti e devastazione. A Santa Marinella gli episodi più tragici con persone travolte ed uccise dalla furia degli elementi, danni enormi anche a Civitavecchia, Cerveteri e Ladispoli.

L’alluvione che nel 1981 portò morte e distruzione a Santa Marinella

Erano altri tempi, non c’erano gli allerta meteo, non esisteva internet per avvisare per tempo la popolazione, fu un giorno funesto per tutto il nostro territorio. Prendiamo spunto da quella storia per affrontare ora l’argomento che ci interessa, segnalato da molti cittadini di Ladispoli che stanno chiedendo l’intervento della stampa per sapere lo stato di salute di ponti e cavalcavia. E’ ancora aperta la ferita per i tragici fatti del ponte Morandi a Genova. I lettori più avanti con gli anni ci hanno infatti segnalato che quel maledetto 2 ottobre 1981 il ponte che collega via Ancona a via Roma fu sommerso dall’alluvione, il traffico rimase bloccato per ore. Nei giorni successivi i più anziani ricordano che il ponte fu oggetto di controlli per verificarne la stabilità. Sono passati 37 anni, a nostra memoria il ponte di via Roma, dove ricordiamo transitano ogni giorni migliaia di veicoli, compresi pullman e camion, non è stato più controllato. Anzi, e qui la memoria più recente ci viene in soccorso, gli unici interventi di sostituzione di una parte dello scorri mano in ferro fu effettuata una decina di anni fa dopo che un’automobile aveva sbandato, schiantandosi contro la barriera. Per il resto, salvo smentite, zero assoluto. I cittadini sono legittimamente preoccupati, è sufficiente guardare i pilastri che sostengono il ponte per comprendere come usura del tempo e salsedine abbiano scavato nella struttura, per non parlare del selciato che appare non in buone condizioni. Qualche anno fa L’Ortica dedicò anche una copertina allo stato di salute del ponte di via Roma, chiedemmo interventi e controlli che non furono mai effettuati.  E oggi torniamo a parlare di quello che per tutti è sempre stato il ponte di via Roma che sorvola  fiume Vaccina. Uno svincolo che, pur non avendo un nome rappresenta un punto di collegamento importante per la città visto che è posizionato in prossimità della rotatoria dove confluiscono tre strade nevralgiche. Ovvero via Ancona, via Odescalchi e via Flavia che collegano il centro di Ladispoli con la zona più periferica che conduce al sito naturalistico della Palude di Torre Flavia e Cerenova.

Il ponte di via Roma

A scrivere alla nostra redazione sono stati alcuni residenti della zona che la storia di quel ponte la conoscono bene e che quel ponte lo vedono da una vita, affacciandosi a finestre e balconi. Sono loro che ci hanno sottolineato come, nonostante il ponte assolva al suo compito da decenni, a latitare è la manutenzione. Dopotutto non serve un occhio di lince per accorgersi dello stato di abbandono del suddetto e gli scatti fotografici non lasciano dubbi. Accedendo da via Flavia ci accolgono numerose crepe che si diramano in parte sul manto stradale fatiscente, ricamato da una miriade di spaccature e in parte sul muretto di confine adiacente l’inizio delle assi di ferro che formano la ringhiera di protezione posizionata da ambo i lati. Abbassando lo sguardo è visibile come lo zoccolo dov’è ubicata la ringhiera si stia lentamente sgretolando lasciando scoperte le parti metalliche della struttura arrugginite, corrose dalla salsedine e dalle intemperie. Pezzi di cemento di 40, 50 centimetri, staccatisi dal blocco principale del battiscopa sono adagiati sulla pavimentazione utilizzata dai cittadini per l’attraversamento pedonale. In alcuni tratti lo zoccolo di cemento manca e presenta lunghe crepe. Le erbe infestanti hanno trovato residenza negli interstizi della struttura e crescono rigogliose lungo la base delle ringhiere. Il marciapiede, realizzato con lastroni di cemento in alcuni punti presenta delle piccole spaccature e dei dislivelli tra un componente e l’altro. La stessa carreggiata che collega i due versanti presenta una serie di crepe nel centro. Se ci sporgiamo possiamo notare pezzi di ferro arrugginiti che fuoriescono dalla struttura di cemento lasciati liberi. Arrugginiti sono anche i ferri e gli ancoraggi che fissano al ponte la conduttura di cemento di scarico delle acque, che si sviluppa lateralmente e visibile sporgendosi aldilà della ringhiera. In un punto sembra che l’imponente conduttura sia stata avvolta con un sostegno in ferro; molto probabilmente per impedirne la rottura o il cedimento. Questo è quanto visibile ad occhio nudo ma il problema è capire in che condizioni si presentano le basi portanti della struttura che affondano nell’acqua in quanto la rigogliosa vegetazione ne impedisce la vista. Dalle nostre pagine i cittadini si appellano al comune affinchè ordini un accurato sopralluogo del ponte per scoprire quale sia la reale situazione strutturale.