Civitavecchia: Ambyenta Lazio annuncia progetto per impianto produzione biometano da rifiuti organici

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La società Ambyenta Lazio, controllata da Sersys Ambiente, azienda di Rivoli (Torino) ha avviato il procedimento autorizzatorio per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano da frazione organica del rifiuto solido urbano nel territorio di Civitavecchia. Sul progetto il Comune di Tarquinia ha espresso la sua totale contrarietà.

“Secondo il progetto – spiega in una nota l’azienda – il biometano prodotto sarà immesso, tramite un gasdotto di nuova realizzazione (della lunghezza di circa 1 km), nella rete di trasporto del gas naturale gestita dall’operatore SNAM. La potenzialità complessiva prevista per l’impianto è di 120.000 tonnellate/anno, di cui 100.000 tonnellate di rifiuti organici provenienti principalmente dalle raccolte differenziate dell’umido e 20.000 tonnellate provenienti dalla manutenzione del verde. L’investimento previsto sul territorio è di circa 40 milioni di euro. L’impianto – precisa ancora l’azienda – dovrebbe sorgere in un’area di circa 65.000 metri quadri nell’area industriale di Civitavecchia”. Sul progetto abbiamo rivolto alcune domande all’azienda.

Quali aree attraverserà la condotta di nuova realizzazione della lunghezza di circa 1 km?

Il punto di immissione nella rete di SNAM del biometano prodotto è distante circa 1 Km dall’Impianto di Monna Felicita. All’immissione si procede tramite una condotta a bassa pressione (terza Classe), completamente interrata ed approvata da SNAM. La condotta di collegamento tra l’istallazione e la rete nazionale SNAM non interessa aree oggetto di tutela archeologica e la tipologia delle opere, completamente interrate, è esente da autorizzazione paesaggistica (ai sensi del D.P.R. 31/2017).

A quali enti avete inoltrato il processo autorizzatorio e quali sono i tempi previsti?

L’istanza di PAUR (Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale) è stata inoltrata, come previsto dalla attuale normativa, alla Regione Lazio, che ha provveduto a farla circolare ai circa 30 Soggetti (Enti ed istituzioni) direttamente e/o indirettamente interessati al progetto. Per quanto concerne i tempi, al momento non è possibile fare previsioni. Una previsione sarà possibile formularla solo dopo la prima Conferenza dei Servizi che non è stata ancora convocata.

Poiché nel comunicato avete fatto riferimento a digestato si chiede se ne sarà previsto un trattamento aerobico con tecniche di compostaggio?

Il trattamento aerobico avverrà in 11 bireattori insufflati con aria ed a perfetta tenuta. Si tratta di strutture chiuse, che non producono emissioni odorigene durante il processo. I vapori e le arie esauste che si generano all’interno dei bioreattori sono aspirati e convogliati, con apposite tubazioni, da un sistema avanzato di trattamento di deodorizzazione. È una tecnologia prevista dalle BAT (Best Available Tecnology) e risulta una delle più diffuse nei nuovi impianti di compostaggio italiani ed Europei per dare luogo ad un prodotto solido, con doti fertilizzanti, da riutilizzare in agricoltura.

Qual è la stima della quantità di digestato che sarà prodotto?

Il digestato prodotto verrà miscelato con il verde e poi stabilizzato con il processo di trattamento aerobico prima descritto. Dopo un secondo stadio di maturazione (processo di asciugatura) in locali chiusi ed aspirati, si procederà alla raffinazione del prodotto finale con una produzione massima stimata di Ammendante Organico Certificato CE pari a circa 26.000 tonnellate/anno.

Graziarosa Villani