Cerveteri vuole essere la Città della Cultura

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Cerveteri

“Cerveteri, l’origine della cultura”: audizione conclusiva dell’Amministrazione per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022.

Si è appena conclusa l’audizione al MiBACT del Comune di Cerveteri, città candidata insieme adaltre 10 al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022, un prestigioso riconoscimento identitario e sociale che darà anche titolo ad ottenere l’ambito premio economico di 1mln di euro da investire in attività culturali. Le altre città coinvolte sono Ancona, Bari, Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

La giuria sceglierà la città a cui assegnare questo prestigioso premio il 18 gennaio prossimoDal canale Youtube ufficiale della diretta si legge “Audizione della delegazione della Città di Cerveteri del 14 Gennaio 2021 per la presentazione del dossier di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2022 alla Commissione di esperti nominata dal MiBACT e presieduta dal professor Stefano Baia Curioni. Cerveteri – Alle origini del futuro Cerveteri può diventare un centro di sperimentazione di modelli innovativi di governance della cultura a livello locale. Il dossier è il piano strategico su cui intendiamo lavorare nei prossimi anni, partendo dalle nostre radici etrusche, che rappresentano un glorioso passato e che sono al contempo alle origini del futuro. Un futuro che adeguerà gli standard della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale ai valori della sostenibilità, dell’accessibilità e della partecipazione civica.”

Inizia così la presentazione del progetto per poi prendere la parola il Sindaco della città Alessio Pascucci e proseguire con Federica Battafarano, Assessore alle Politiche Culturali e Sportive, alle Politiche giovanili e Partecipazione. Una presentazione emozionata ed emozionante che ha visto un’ampia partecipazione di spettatori attivi durante la diretta Youtube.

Cerveteri, una narrazione che è alle origini del futuro, con personaggi che hanno solcato i suoi paesaggi come Carlo Magno e il suo esercito, Händel il compositore che fu ospite dei principi Ruspoli scrivendo vari brani durante i soggiorni nei territori ceretani e i tanti registi che hanno scelto Cerveteri come set cinematografico perché “le scenografie non andavano né inventate né costruite” questi gli esempi presentati dal Sindaco.

Tanti le citazioni a supporto della candidatura della città etrusca: “Non più una cultura che consoli nelle sofferenze ma una cultura che protegga dalle sofferenzequeste sono le parole dello scrittore Elio Vittorini riportate dalla Battafarano

La commissione giudicatrice è rimasta profondamente colpita dalla idea che i massimi esponenti della cultura ceretana hanno voluto portare sul tavolo del dibattito: una cultura che partendo dal suo significato etimologico di coltivare, vuole significare una trasformazione ma anche una emancipazione, una sensibilità alla cultura stessa ma anche l’idea di una “accensione civica” per riconoscere alla cultura una funzione sociale e pedagogica oltre che estetica, una partecipazione che coinvolga in primo luogo gli abitanti, che hanno il compito di trasmettere quei sentimenti positivi che vanno a rafforzare il legame identitario, ma anche gli artisti e i turisti che sono il carburante di questa macchina così ben descritta dai due rappresentanti della città.

Cerveteri vuole essere la Città della Cultura anche per fungere, partendo da un modello innovativo di governance della cultura, come esempio per tutta Italia con la innovazione sociale come punto focale di una politica che vede il cittadino come fondazione portante di questo sistema. Un impatto culturale che andrà misurato, come ci dice l’Assessore, attraverso l’indice di capitale civico dei cittadini che saranno coinvolti nel benessere sociale derivato dalla contaminazione tra cittadini attivi, artisti e turisti. La cultura è un capitale necessario per far crescere la popolazione non solo quindi in senso artistico e meramente estetico ma coinvolgendo anche la partecipazione, l’associazionismo e le istituzioni come Roma Capitale e la Regione Lazio per diventare un sistema capace anche di promuovere la pace, l’integrazione, l’accoglienza, i diritti della persona, la sensibilizzazione all’ambiente e così via. 

Questi alcuni dei temi trattati a supporto della candidatura.

Un esempio particolarmente interessante è stato quello di proporre una fotografia in bianco e nero della Silicon Valley del 1914. Nell’immagine si vede una campagna, uno scatto che poteva essere benissimo scambiato per una foto del territorio ceretano degli anni ’50, “una innovazione che si è tradotta in un progetto concreto” come commenta l’Assessore alla Cultura ma che in quella foto era solo un’idea e un sogno. Uno spunto per dichiarare: “Partiamo da Cerveteri per il futuro”.

Non sono mancati gli interventi da parte della commissione giudicatrice tra i quali il presidente prof. Stefano Baia Curioni e Cristina Loglio della European Policies on culture independent: “In che modo la comunità si sente pronta a reggere l’impatto di questo sistema?” e “come intendete far questo avendo bisogno di alloggi, di una stazione e di infrastrutture che non possono stare nel vostro bilancio e nelle vostre forze? Come costituirete un gruppo in termini di energia e responsabilità?”
Aspettiamo il responso, incrociamo le dita e forza Cerveteri!

Pamela Stracci