CERVETERI RIPARTE DA – 3 MILIONI DI EURO

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Sulla condanna milionaria della multiservizi emerge la responsabilità del sindaco?

di Toni Moretti

Chi pensava che i nodi non sarebbero venuti al pettine sfatando ancestrali dinamiche di vita, confidando sul fatto che troppo geniale, troppo avanzato fosse l’azzardo e la spregiudicatezza dell’azione politica del sindaco Pascucci per poter inciampare in comunissimi “luoghi comuni”, ha dovuto arrendersi, perché i nodi si presentano puntualmente, più aggrovigliati che mai.

Nulla era stato lasciato al caso. Al Granarone erano distribuiti benissimo gli intrecci di interessi tra i gruppi di maggioranza, anche se in fin dei conti si trattava soltanto del caffè e qualche aleatoria promessa. Pochi erano gli interventi e prese di posizione per la quantità e la qualità dello zucchero. Ciò rendeva una maggioranza allineata, coperta ed ubbidiente al volere di chi nei fatti dettava regole comportamentali e strategie operative.

L’opposizione, a parte l’inconcludenza del Partito Democratico impegnato a risolvere eterne diatribe interne e ad elaborare complicate ruffianerie, si è caratterizzata, ed ancora si caratterizza in tecniche osservazioni che spesso si traducono in mozioni ed interrogazioni di Garbarino, 5Stelle, Belardinelli, (Fratelli d’Italia) e Piergentili (Lega), delle acute osservazioni straripanti di una grande esperienza amministrativa di Lamberto Ramazzotti ed il lavoro ossessivo, meticoloso, puntiglioso dei consiglieri Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, che con una tecnica di controllo che non da fiato, definita più volte dallo steso sindaco sfascista e contraria all’interesse pubblico, oggi sono in grado di affermare in una nota: “Sindaco, le tue bugie hanno le gambe corte”.

Si fa riferimento all’incauta e maldestra gestione di quella causa legale che ha visto per anni in lite la Multiservizi Caerite e una società di scopo che per cinquanta anni avrebbe dovuto gestire servizi di igiene pubblica per il comune di Cerveteri. Un contenzioso apertosi tra le due società porta al ricorso in tribunale e a vicende che ha attraversato diverse consiliature fino ad arrivare all’epilogo di una condanna per la Multiservizi, sarebbe opportuno ricordare che essendo socio unico il Comune risponderà in solido di ogni esposizione, di oltre tre milioni e mezzo di Euro. Orsomando e De Angelis, rivendicano la scoperta, attraverso un loro accesso agli atti, della notizia di questa sentenza che dal sindaco Pascucci è stata taciuta e addossando a lui la responsabilità di non aver ben vigilato per evitare, magari attraverso una transazione, un risarcimento così oneroso.

Noi osservatori non entriamo nel merito della decisione del tribunale, né dell’operato di chi, avvocati e dirigenti hanno seguito la causa, possiamo osservare che il sindaco, essendo capo della comunità, dovrebbe gestirla come vuole il diritto, secondo il principio del “buon padre di famiglia”. Perché ciò sia fatto, si permette che venga aiutato da specialisti che sono pagati centinaia di migliaia di Euro l’anno e non devono essere terrorizzati dal perdere il posto se non firmano quello che vuole. Tre milioni e mezzo di Euro investiti per produrre nuovo lavoro, o nell’edilizia sociale, in case comunali da assegnare a canoni calmierati a chi ha problemi di reddito, in questo periodo che si stenta a ripartire, avrebbero fatto più che comodo.