Camping, il comune di Ladispoli cambia tutto

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Ad un anno esatto di distanza dalla complessa indagine della Guardia di finanza su camping e strutture camperistiche della costa di Ladispoli, arriva un segnale importante dal palazzetto comunale.

Meglio tardi che mai, si potrebbe aggiungere, visti i danni pesanti all’economia turistica che la chiusura delle strutture ha provocato. Fermo restando che, tutti coloro che fossero riconosciuti colpevoli di aver inquinato l’ambiente, debbano essere condannati in modo esemplare. La speranza è che l’economia legata al turismo da camper e caravan possa essere riattivata, nel rispetto delle normative, per cancellare decenni di jungla, improvvisazione e passivo silenzio della classe politica. E non solo locale. La notizia, che ha suscitato interesse nel web e sui social, è l’atto firmato dal responsabile comunale del settore della pianificazione urbanistica ed edilizia che si pone l’obiettivo di snellire la procedura della conferenza dei servizi finalizzata all’inserimento delle strutture ricettive all’aria aperta, individuate e perimetrate con la deliberazione di Consiglio comunale nello strumento di pianificazione generale. In pratica, dopo tanto tentennare, il comune ha deciso di accettare le richieste protocollate il 23 dicembre 2016 dai tre camping interessati dalla complessa vicenda. La determinazione è importante perchè accelera la risoluzione della questione, cancella la conferenza dei servizi già indetta lo scorso luglio 2016 e ne convoca una nuova in forma semplificata e senza riunioni. Con tempi molto veloci essendo chiamate allo stesso tavolo solo amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, in ossequio al decreto legge della scorsa estate. Entro 90 giorni si dovrà avere una parola definitiva, finalmente si saprà che destino e quali innovazioni avranno le strutture turistiche ferme da mesi, nessuno potrà più girarsi dall’altra parte. Fare previsioni è ovviamente difficile, ma un dato di fatto è certo: Ladispoli è una città balneare, vive soprattutto delle risorse legate al turismo estivo, compreso quello dei camperisti. Si proceda nel rispetto del mare e dell’ambiente, ma non si butti via una storia di oltre mezzo secolo di villeggiatura in camping, caravan e roulotte.