I disturbi alimentari

0
511

Quando il cibo prende il comando

a cura della Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Dottoressa
Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

I disturbi alimentari sono definiti come “un alterato consumo o assorbimento di cibo che compromette significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale”. I disturbi alimentari condividono con i l’abuso di sostanze il desiderio incontrollato, i comportamenti compulsivi e le stesse basi neurologiche.

I disturbi alimentari più conosciuti sono l’anoressia, il binge-eating e la bulimia; gli altri sono la pica (la persona mangia elementi non commestibili coma carta, calce, capelli, gesso, ecc.), la ruminazione (la persona rigurgita e rimastica una parte del cibo mangiato già in parte digerito) e il vomiting (la persona mangia e vomita in modo ritualizzato).

L’anoressia è caratterizzata da una progressiva e graduale diminuzione dell’assunzione della quantità e della tipologia di cibo associata ad una elevata perdita di peso corporeo che spesso rasenta il limite minimo di sopravvivenza, da un’intensa paura di prendere peso, da amenorrea (blocco del ciclo mestruale) e da un’attività fisica intensa non giustificata.

La persona bulimica, invece, mangia, mangia e mangia e ingrassa notevolmente; l’ingestione di grandi quantità di cibo può essere continua oppure alternata a momenti di dieta e perdita di peso.

Il binge-eating è caratterizzato da lunghi periodi di digiuno e dimagrimento alternati a periodi di abbuffate, ingrassamento ed uso di alte quantità di lassativi o diuretici; solitamente le persone con questo disturbo alimentare mantengono un peso corporeo non eccessivamente lontano dalla media e dal loro peso ideale.

Fino ad alcuni decenni fa, sembrava che i disturbi alimentari interessassero solo le adolescenti. Ultimamente è stato evidenziato che anche i maschi e le persone adulte possono presentano le stesse problematiche. Al di là delle categorie nosografiche, le persone con disturbi alimentari presentano spesso difficoltà nelle relazioni interpersonali, con il proprio corpo e con la sfera sessuale. Hanno, inoltre, un’errata immagine del proprio corpo, ossia si vedono troppo grasse e poco attraenti.

Cosa succede nella persona che ha un problema di relazione con il cibo? Inizialmente il controllo (o il mancato controllo) del cibo è la soluzione migliore e temporanea per affrontare o coprire una situazione problematica complessa. Il grande dimagrimento, il grande ingrossamento, l’uso di vomito o lassativi o diuretici diventano, così, uno schermo dietro cui la persona si nasconde.

Siccome questa soluzione tende ad essere funzionale, portando dei (falsi) risultati positivi, viene usata sempre finché si cronicizza e diventa indispensabile. Arriva, poi, il momento in cui la persona tocca con mano la disfunzionalità del mal uso del cibo perché si presentano problematiche fisiche, obesità oppure la persona capisce che è arrivato il momento di dare un ordine all’alimentazione. Allora la persona si rivolge al medico, al nutrizionista ottenendo anche buoni risultati ma spesso solo temporanei. È importante sapere che quando si usa uno stesso comportamento per molti anni, questo diventa la soluzione automatica a tutti problemi e si manifesta sempre, anche se la persona sa che fa male.

È fondamentale quindi, assieme ad una adeguata igiene alimentare, capire la funzione del cibo per poi scardinare lo schema comportamentale.

masin1970@gmail.com