Zingaretti: “Ora il Lazio ha rialzato la testa”

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Zingaretti

Regione Lazio, è tempo di bilanci e di una linea di gestione per il futuro. Il Cicolo PD di Ladispoli sottoscrive e rilancia quanto dichiarato dal Presidente Nicola Zingaretti nell’intervista rilasciata recentemente alla stampa.

Che bilancio fa di questi cinque anni? “Chi mi conosce sa che chiedo sempre un passo in più. Guai ad accontentarsi. Ma abbiamo la consapevolezza di aver aiutato il Lazio a uscire fuori da una terribile crisi di credibilità e di sostenibilità. La nostra era una comunità ferita, fiaccata da una sequela infinita di scandali e sprechi e da un’assenza drammatica di azioni concrete per la crescita e per il benessere. Noi siamo quelli che hanno messo su quella stagione la parola fine” .

Perché ha deciso di ricandidarsi?”Perché la parte migliore arriva adesso. Gli anni passati sono stati quelli della risposta all’emergenza. Ora il Lazio ha rialzato la testa. Il bilancio è finalmente in sesto. Il debito non è più un macigno che immobilizza l’azione della Regione. Si chiude il commissariamento in sanità. Anche dall’economia e dal mondo del lavoro arrivano segnali positivi: penso ai dati sul turismo, sull’export, sulla vitalità delle imprese, sui cui siamo oggi leader in Italia. Era questo il Lazio che avevamo immaginato cinque anni fa e che ora – forti della spinta di tante persone, di tante imprese, di tanti sindaci e tante comunità locali – possiamo costruire”.

Come valuta il malcontento dell’elettorato nei confronti dei partiti come il suo, il Partito Democratico, e il fatto che avanzi nei sondaggi il Movimento Cinque Stelle?”Penso che sia presto per valutare il consenso dei diversi partiti. Di sicuro però, in questi anni, c’è stato uno smottamento nel rapporto tra cittadini e politica. È dall’incertezza e dalla paura del futuro che traggono la loro forza i nuovi movimenti populisti come il M5S: quelli che agitano i problemi, ma poi non sono in grado di mettere in campo soluzioni. Noi nel Lazio abbiamo dimostrato che esiste un’alternativa alla politica che si fonda sul rancore. Un’alternativa fatta di persone oneste, serie, che sanno lavorare con competenza e concretezza per il bene comune” .

Gli elettori lamentano una distanza incolmabile tra l’attuale classe dirigente politica e la vita degli italiani che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Come pensa si possa colmare il divario o almeno la percezione dello stesso tra i privilegi dei politici e la vita piena di difficoltà, anche per potersi far ricoverare in un ospedale, dei cittadini? “La disillusione nasce dal senso di smarrimento degli individui rispetto all’incapacità delle classi dirigenti a trovare soluzioni concrete e ridare certezze, stabilità, servizi e lavoro, giustizia sociale. Nel Lazio appena ci siamo insediati abbiamo scelto di dare un segnale vero di discontinuità con il taglio dei costi della politica e degli sprechi, abolendo i vitalizi, cancellando le agenzie e società regionali inutili. Abbiamo prodotto risparmi per oltre 1,6 miliardi che ci hanno consentito di fare politiche innovative per i giovani, di occuparci di chi è più in difficoltà, di aiutare le imprese del Lazio a rialzarsi in piedi. All’ondata di sfiducia verso la politica e le istituzioni rispondiamo con la forza del fare, con un lavoro quotidiano fatto azioni per migliorare la vita delle persone e creare sviluppo”.

Le crisi interne al centro sinistra e le conseguenti scissioni hanno minato la fiducia degli elettori? “Anche qui deve prevalere la concretezza. Io sono orgoglioso di una coalizione in regione che in cinque anni non ha mai litigato, non ha mai fatto polemiche. Ci sono stati confronti, anche duri, ma ha sempre prevalso il senso di responsabilità e si è sempre trovata una sintesi, nell’interesse comune. Anche l’alleanza “del fare” che proponiamo nel Lazio nasce con questa forte impronta: saper affrontare i problemi e risolverli insieme. Il sostegno di tante diverse forze politiche, tra cui Liberi e Uguali, dimostra che se c’è una volontà comune è una strada che si può percorrere”.

Per quanto concerne la sanità pubblica, in una decina di anni di commissariamento, il Lazio è passato da un deficit di 1,7 miliardi nei conti della sanità locale a un disavanzo di 170 milioni. Un ottimo risultato. Tuttavia le liste di attesa sono infinite per i cittadini che vogliano fare degli esami ecc; in un qualunque pronto soccorso di un grande ospedale romano e anche in ospedali più piccoli, Colleferro ad esempio, non essendoci posti letto, spesso ci si trova davanti a scene terribili di malati che stazionano giorno e notte nel corridoio del pronto soccorso.. Carenza di personale, carenza di ambulanze per soccorrere tempestivamente casi urgenti, carenza di posti letto, di chi è la responsabilità e se lei verrà rieletto che cosa potrà fare?“La sanità del Lazio oggi può diventare da grande problema nazionale a risorsa per il Paese. Le condizioni ci sono tutte, perché l’uscita dal commissariamento non è una gentile concessione, ma il frutto di risultati misurabili, dati ufficiali. La qualità dei servizi erogati nella nostra regione sta crescendo di anno in anno. I conti sono a posto. Dopo anni di blocco, siamo tornati ad assumere personale e stabilizziamo i precari. Sappiamo che ci sono grandi problemi ancora sul campo, come le liste d’attesa. Ma oggi possiamo proseguire con ancora più forza nel risanamento, a partire dalle persone e dalle loro esigenze di cura e assistenza. Rispetto delle regole – come sull’intramoenia, che sospenderemo in caso liste d’attesa troppo lunghe -, nuovi investimenti e nuovo personale saranno i tre pilastri su cui costruire il sistema della salute del Lazio del dopo commissariamento.”

Con la riforma del titolo V della Costituzione e l’autonomia delle Regioni la Sanità del Lazio è migliorata o peggiorata? “Non dobbiamo cercare alibi. La sanità del Lazio è andata in crisi per l’incapacità di chi in passato ha gestito la nostra Regione. Tant’è vero che ci sono nel nostro Paese altre esperienze che funzionano e che vantano eccellenze, senza produrre sprechi. La nostra sfida è dimostrare che il Lazio può stare tra quelle regioni. In parte ci siamo già riusciti: sull’erogazione di alcuni servizi per la salute ci stiamo riallineando con le regioni più virtuose. Penso all’abbattimento dei parti cesarei, ma anche ai tempi di pagamento dei fornitori. Ora si tratta di fare un passo in più. Sapendo che siamo la regione in cui si forma il 30% del personale sanitario del Paese, con eccellenze assolute. Più che un tema di competenze, vedo invece un tema di risorse: le Regioni devono amministrare con il massimo rigore i fondi destinati alla salute, ma lo Stato deve investire in nuova sanità, tecnologie e nuovi farmaci che aiutino a curare meglio. Nei prossimi anni sarà un tema fondamentale, e io sarò in prima fila per garantire risorse adeguate per i cittadini del Lazio”

Le prossime elezioni regionali non sono mai state così incerte per quanto riguarda i candidati. Che cosa ne pensa dei suoi, per ora ancora accertati, rivali: Lombardi e Pirozzi? “Non voglio dare giudizi personali. Ma c’è una cosa a cui tengo moltissimo e che voglio ribadire: non accetterò mai come terreno di confronto quello della rissa e tantomeno su quello delle chiacchiere e delle bugie. A giudicare dalle falsità diffuse sulle competenze in merito alla gestione dei rifiuti della Capitale, non mi sembra che tutti i miei competitor si trovino sulla mia stessa lunghezza d’onda. Sì al confronto, quindi, ma senza mai dimenticarci il rispetto reciproco, le regole del gioco, e soprattutto che è l’interesse generale dei cittadini il nostro obiettivo principale”.