Violazione diritti umani in Italia: richiesta di aiuto internazionale

0
710

“RICHIESTA DI INTERVENTO UMANITARIO – CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ COMMESSI IN ITALIA DALL’APPARATO DI GOVERNO MEDIANTE L’ESERCIZIO ILLEGALE DI PUBBLICI POTERI, A DANNO DEI CITTADINI ITALIANI E DEGLI STRANIERI RESIDENTI”.

 L’Associazione Umanità e Ragione, a nome di tutti i cittadini discriminati e perseguitati, ha inviato una richiesta di aiuto internazionale per denunciare la violazione dei diritti umani in Italia e sollecitare un intervento umanitario da parte della Comunità internazionale finalizzato al ripristino della legalità e della democrazia.

La comunicazione è stata previamente inviata all’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ed al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
È stata poi trasmessa ai principali partiti ed organi di governo dei Paesi esteri.
Il testo della richiesta di intervento umanitario (per ora tradotto in inglese, francese, tedesco e spagnolo), è il seguente:
Italia, 02 gennaio 2022
RICHIESTA DI INTERVENTO UMANITARIO – CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ COMMESSI IN ITALIA DALL’APPARATO DI GOVERNO MEDIANTE L’ESERCIZIO ILLEGALE DI PUBBLICI POTERI, A DANNO DEI CITTADINI ITALIANI E DEGLI STRANIERI RESIDENTI.
Negli ultimi due anni, il Governo italiano ha adottato innumerevoli provvedimenti normativi d’urgenza che si pongono immediatamente in contrasto con il Codice di Norimberga, la Dichiarazione di Helsinki e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, oltreché con la Costituzione italiana, in quanto: 1) obbligano direttamente o indirettamente milioni di cittadini e di stranieri residenti in Italia a sottoporsi all’inoculazione di un medicinale rispetto al quale non sono disponibili dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia, punendo chi rifiuta il trattamento con la perdita del lavoro, del reddito, dell’accesso allo studio e a qualsiasi attività pubblica e sociale; 2) estorcono a milioni di cittadini e di stranieri residenti un consenso alla sottoposizione al suddetto trattamento sanitario che non può in alcun modo definirsi “informato”, stante l’impossibilità da parte del personale medico-sperimentatore che somministra il medicinale in questione di disporre di dati clinici completi in merito alla sua sicurezza e alla sua efficacia. Nonostante ciò, queste leggi sono state emanate dal Presidente della Repubblica, ratificate dal Parlamento italiano, supportate da una parte del potere giudiziario e da tutti gli organi di informazione nazionali.
Negli ultimi mesi, le predetti Istituzioni stanno attuando una politica di vera e propria persecuzione e segregazione dei cittadini e degli stranieri residenti che non possono o non vogliono sottoporsi alla prima o alle successive dosi del cosiddetto vaccino anti-Covid – compresi gli adulti e i minori che hanno già superato la malattia, che rischiano reazioni avverse e che hanno già subito reazioni avverse gravi alla prima dose.
A milioni di cittadini è stato, infatti, proibito il diritto al lavoro, alla retribuzione, all’istruzione scolastica ed universitaria, all’uso dei trasporti pubblici, alla partecipazione alle attività della comunità, l’accesso agli alberghi, ristoranti e bar, ai luoghi di cultura e dello sport, alle più diverse forme di partecipazione alla vita civile e associativa, l’accesso alle cure sanitarie e ad altre prestazioni o servizi assistenziali, la possibilità di spostarsi sul territorio nazionale ed internazionale con i mezzi pubblici.
I cittadini delle isole più piccole, a causa del divieto di utilizzo dei mezzi di trasporto, non potranno raggiungere i servizi essenziali e gli ospedali ubicati, in molti casi, al di fuori del territorio isolano.
È stato, inoltre, proibito di accudire famigliari ricoverati, anche in stato terminale, presso strutture sanitarie o case di riposo.
Le predette misure, il blocco degli stipendi, la negazione di qualsiasi forma di sussidio economico e alimentare, stanno condannando milioni di cittadini, di famiglie, di bambini e di ragazzi alla fame, alla malattia ed alla segregazione sociale, un numero destinato ad accrescersi in modo allarmante, considerata la preannunciata estensione di questi provvedimenti persecutori e discriminanti a tutte le categorie di lavoratori.
Le drammatiche violazioni dei diritti umani in atto in Italia, la sempre più ampia attuazione di forme radicali di segregazionismo sociale, in forza dell’esercizio illegale del potere di governo da parte dello Stato-apparato, spingono milioni di cittadini italiani ad esortare gli organi della Comunità internazionale competenti ratione materiae, nonché gli Stati più sensibili a questo disperato grido di aiuto, ad intervenire con urgenza presso le Istituzioni italiane affinché ripristinino nell’immediato le condizioni di legalità e di democrazia, assicurando altresì il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali riconosciuti dai Trattati internazionali di cui anche l’Italia è parte contraente, nella consapevolezza che ogni ritardo ulteriore potrebbe tradursi, come nel recente passato, in una valanga destinata a travolgere la democrazia di altri Paesi.
Umanità e Ragione
Associazione per la Tutela dei Diritti Umani