VACCINI: “L’APPROCCIO AUTORITARIO È CONTROPRODUCENTE”

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Sara Gandini

L’EPIDEMIOLOGA SARA GANDINI, TRA LE “TOP ITALIAN WOMEN SCIENTISTS”, DICE NO A FORME COERCITIVE DI VACCINAZIONE: “SAREBBE OFFENSIVO E INGIUSTO”

di Miriam Alborghetti

Soffiano minacciosi i venti dell’obbligo vaccinale. A tifare per una deriva dispotica sanitaria con annessa caccia alle streghe e TSO di massa una fitta schiera di influencer di regime: vip e vippetti, virologi di avanspettacolo, politici di ogni schieramento, e manco a dirlo, giornalisti.

Ma c’è chi la pensa molto diversamente: tra questi l’epidemiologa e biostatistica Sara Gandini, direttrice dell’unità Molecular and Pharmaco-Epidemiology presso il dipartimento di Oncologia sperimentale dello IEO (l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano), docente dell’European School of Molecular Medicine e professoressa di statistica medica presso l’Università Statale di Milano. Gandini, occorre sottolinearlo, non è una ricercatrice qualunque, bensì è in cima alla lista delle della top iltalian women scientists, vantado un h-index di tutto riguardo, di gran lunga superiore a quello di Burioni, Galli, e Capua tanto per citare alcuni dei virologi più noti. «Alcuni esperti si appellano all’obbligo vaccinale in un momento in cui non sappiamo nemmeno se ci sarà il vaccino per tutti» afferma Gardini. E aggiunge: «L’obbligo vaccinale nasce da una visione misera della cittadinanza rappresentata nuovamente come irresponsabile, egoista e incapace di capire, per cui si renderebbe necessaria una impostazione autoritaria della crisi sanitaria».

Sara Gandini, badate bene, non è affatto una no vax. Anzi potremmo definirla una “accanita” sostenitrice della vaccinazione di massa. Ed è lei stessa a sottolinearlo: «Ci tengo a ribadire che sono favorevole al vaccino e assolutamente contraria all’obbligo vaccinale. Come scienziata e intellettuale sono per la scienza intesa come arte del dubbio e del confronto. Sono per studiare, informare, spiegare con onestà intellettuale». La convinzione della scienziata è che la relazione tra cittadini e stato debba fondarsi sulla fiducia e chi governa in primis deve guadagnarsi la credibilità necessaria a governare: «Non si può pretendere in modo autoritario obbedienza quando la situazione in cui siamo è dettata principalmente da decenni di tagli alla sanità, alla ricerca scientifica e alla prevenzione. Se siamo in questa crisi non è a causa dei cittadini irresponsabili, se siamo alla seconda ondata e abbiamo ancora il record dei decessi non è solo a causa di un virus che non conosciamo. In Germania hanno fatto un paio di settimane di lockdown in un anno mantenendo la mortalità molto più bassa che nel resto d’Europa». La dottoressa quindi esorta il Governo a lavorare per informare e per garantire l’accesso alle cure e al vaccino a tutti, e raccomanda che gli scienziati e i giornalisti scientifici svolgano il loro dovere di informazione corretta.

«Se questo accade – conclude Sara Gandini – i cittadini si comporteranno di conseguenza senza alcun bisogno di imporre obblighi insensati, perché ne verrà a guadagno di tutti anche delle persone più egoiste. Che si dia il buon esempio e lavoriamo tutti insieme per guadagnare autorevolezza, perché un approccio autoritario è controproducente, oltre che offensivo e ingiusto nei confronti dei cittadini».