TSO E DIGNITÁ PERSONALE

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Cosa è e come funziona il Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Si sente parlare sempre più spesso in questi mesi di TSO, uno spettro per molti di cui non si conoscono modalità e finalità. Vediamo anzitutto cos’è.

Con il termine Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) si intendono una serie di interventi sanitari che possono essere applicati in caso di motivata necessità ed urgenza e qualora sussista un rifiuto al trattamento da parte del soggetto che deve ricevere assistenza. Tale trattamento può avvenire in degenza o extra ospedaliero. Si usa quando l’individuo rifiuta la cura, dunque una forma (giustificata o meno) di violenza.

É disposto con provvedimento del sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria del comune del comune di residenza del soggetto. Di fatto è più vicino ad un provvedimento amministrativo che sanitario. Avviene dietro proposta di due medici. La richiesta di ordinanza può avvenire solo in presenza di tre condizioni: necessità e urgenza non differibile, il rifiuto del paziente, non è possibile adottare altre misure ospedaliere.
Può avere durata limitata nel tempo (7 giorni max) e deve essere scelto come ‘ultima spiaggia’.

L’articolo 32 della Costituzione sancisce che il TSO deve essere svolto nel rispetto della dignità della persona: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e nell’interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violate i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

NORMATIVA TSO. Risponde alla Legge n. 833 (art. 33-35) del 1978, emanata con la riforma sanitaria e successiva alla Legge Basaglia (n.180) di cui incluse gli articoli. Spesso si associano i TSO alle sole patologie psichiatriche ma in realtà possono essere applicati in ogni ambito, ogni qualvolta le autorità ritengano sussistano i presupposti come per le  malattie infettive dove il rifiuto al trattamento del paziente potrebbe essere considerato una minaccia per la collettività.

Per questo si sente parlare, con insistenza, di TSO in questi ultimi giorni anche dal ministro della Salute Speranza. La paura per il Corona Virus e l’incertezza sulle cure applicate dal mondo medico hanno generato dissensi e misure costrittive. La istituzioni hanno risposto all’emergenza sanitaria con limitazioni alla libertà imponendo comportamenti e cure ritenute discutibili. In questo clima spunta la minaccia, da parte delle autorità,  di ricorrere al TSO. Una possibile minaccia per la salute pubblica giustifica una violenza?

Fonti: Nurse24/Money.it/Ansa