UNICEF/nuova Report Card: 1 bambino su 5 in paesi ricchi vive in povertà relativa

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L’Italia è al 24° posto su 41 paesi EU / OCSE nella tabella relativa a nove obiettivi di sviluppo sostenibile analizzati; al 31° posto nell’obiettivo “Eliminazione della povertà”

giugno 2017 –  Secondo l’ultima Report Card dell’UNICEF-Centro di Ricerca Innocenti, 1 bambino su 5 in paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa e in media 1 su 8 affronta insicurezza alimentare. Circa 1 bambino su 10 nei paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego; fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei paesi ad alto reddito, circa 1 su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET); nei paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani tra i 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi; almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo.

“Costruire il futuro – I bambini e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei paesi ricchi” è il primo rapporto che valuta le condizioni dei bambini in 41 paesi ad alto reddito in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) identificati come i più importanti per il loro benessere. Stila una classifica dei paesi in base alla loro performance ed elenca le sfide e le opportunità che le economie avanzate affrontano per raggiungere gli impegni globali a favore dei bambini.

I principali risultati per i bambini e gli adolescenti nei paesi ricchi in base agli indicatori degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile selezionati includono:

  • Porre fine alla povertà: in media, 1 bambino su 5 nei paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa, sebbene ci siano delle differenze rilevanti, da 1 su 10 in Danimarca, Islanda e Norvegia, a 1 su 3 in Israele e Romania.
  • Porre fine alla fame: una media di 1 bambino su 8 in paesi ad alto reddito affronta insicurezza alimentare, aumentando a 1 su 5 nel Regno Unito e negli Stati Uniti e a 1 su 3 in Messico e Turchia.
  • Assicurare una vita in salute: la mortalità neonatale è calata drasticamente nella maggior parte dei paesi; e i tassi di suicidio fra gli adolescenti, di fertilità adolescenziale e di alcolismo stanno diminuendo. Tuttavia, 1 adolescente su 4 ha riportato di soffrire di 2 o più sintomi psicologici più di una volta a settimana.
  • Assicurare istruzione di qualità: anche nei paesi con risultati migliori, inclusi Giappone e Finlandia, circa un quinto dei quindicenni non raggiunge livelli di competenza minimi in lettura, matematica e scienze.
  • Raggiungere la parità di genere: in media, il 14% degli adulti intervistati in 17 paesi ricchi ritiene che l’istruzione universitaria sia più importate per i ragazzi che per le ragazze.

Per quanto concerne l’Italia:

  • L’Italia è al 24° posto su 41 paesi EU / OCSE nella tabella generale di confronto relativa a nove obiettivi di sviluppo sostenibile analizzati (SDGs). Ricopre una posizione di eccellenza in “Pace, giustizia e istituzioni efficaci” (2° posto), mentre ottiene il suo risultato peggiore nell’obiettivo “Eliminazione della povertà” (31° posto).
  • In Italia il 25,1% dei bambini vive in povertà reddituale relativa e il 51% in povertà multidimensionale (il 5° tasso più alto).
  • L’Italia con l’11,2% dei 15-19enni che non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET) si colloca nell’ultimo terzo della classifica per questo obiettivo (30°); il 9,7% dei minorenni vive in famiglie senza lavoro.
  • L’Italia ha la più alta percentuale di bambini e adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che riferiscono di soffrire di due o più sintomi psicologici più di una volta alla settimana (36,5%).
  • L’Italia ha il quinto tasso di omicidio infantile più basso della tabella (0,19 su 100.000). Il tasso di bullismo cronico auto-segnalato è il terzo più basso per questo gruppo di paesi (il 5,2% degli 11-15enni ha subito episodi di bullismo almeno due volte al mese).
  • Il tasso di suicidio tra gli adolescenti (15-19 anni) è di 1,9 su 100.000 (il secondo più basso). Il paese ha anche il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%.

“La Report Card 14 è un campanello d’allarme, che ci ricorda che anche nei paesi ad alto reddito il progresso non va a beneficio di tutti i bambini,” ha dichiarato Sarah Cook, direttrice dell’UNICEF Innocenti. “Redditi più alti non portano automaticamente a condizioni migliori per tutti i bambini, possono anzi aggravare le disparità. I governi di tutti i paesi devono agire per assicurare che le differenze vengano ridotte e che si effettuino progressi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per i bambini.”

La classifica risulta positiva per quei paesi, fra i 41 analizzati, che appaiono spesso ai primi posti nelle ultime analisi comparative sullo sviluppo umano e infantile – i Paesi Nordici, Germania e Svizzera –, meno positiva per i paesi del gruppo con reddito inferiore, tra cui Romania, Bulgaria e Cile. Tuttavia un’analisi più attenta rivela la presenza di margini di miglioramento ovunque, dato che tutti i paesi si collocano su due o più obiettivi a metà o nell’ultimo terzo della classifica.

Per alcuni indicatori – disuguaglianza di reddito, salute mentale autodichiarata degli adolescenti e obesità – il trend mostra motivi di preoccupazione nella maggior parte dei paesi ricchi. In 2 paesi studiati su 3, attualmente le famiglie più povere con bambini si trovano ulteriormente indietro rispetto alla media se paragonate al 2008. Il tasso di obesità tra i giovani tra gli 11 e i 15 anni e il numero di adolescenti che hanno riportato di soffrire di 2 o più sintomi psicologici ogni settimana sta aumentando nella maggior parte dei paesi. Sebbene molti paesi abbiano compiuto grandi progressi su diversi indicatori, rimangono ancora profonde differenze in altre aree. I livelli di reddito nazionali non rivelano tutte queste differenze: per esempio, la Slovenia è molto più avanti rispetto a paesi decisamente più benestanti su molti indicatori, mentre gli Stati Uniti si classificano al 37esimo posto su 41 nella classifica generale.

Sulla base dei risultati presentati nella Report Card 14, l’UNICEF chiede ai paesi ad alto reddito di intraprendere azioni in 5 aree chiave:

  • Mettere i bambini al centro di un progresso equo e sostenibile – Migliorare il benessere di tutti i bambini oggi è fondamentale per raggiungere sia equità sia sostenibilità.
  • Non lasciare nessun bambino indietro – Le medie nazionali spesso nascondono estreme disuguaglianze e una condizione di grande svantaggio dei gruppi più poveri.
  • Migliorare la raccolta di dati comparabili – In particolare sulla violenza sui bambini, sullo sviluppo della prima infanzia, sulle migrazioni e sul genere.
  • Utilizzare le classificazioni per adattare le risposte politiche in base ai contesti nazionali – Nessun paese ha avuto risultati positivi su tutti gli indicatori del benessere per i bambini e tutti i paesi stanno affrontando delle sfide per raggiungere almeno alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili incentrati sui bambini.
  • Onorare gli impegni presi per lo sviluppo globale sostenibile – Il quadro globale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile impegna tutti i paesi in un’impresa globale.

UNICEF, Scheda sull’Italia

 

UNICEF Innocenti Report Card 14

“Costruire il futuro – I bambini e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei paesi ricchi”

L’Italia è al 24° posto su 41 paesi EU / OCSE nella tabella generale di confronto relativa a nove obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Ricopre una posizione di eccellenza in “Pace, giustizia e istituzioni efficaci” (2° posto), mentre ottiene il suo risultato peggiore nell’obiettivo “Eliminazione della povertà” (31° posto).

Obiettivo 1: Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo

In Italia il 25,1% dei bambini vive in povertà reddituale relativa e il 51% in povertà multidimensionale (il 5° tasso più alto). Le prestazioni sociali riducono la povertà reddituale del 24%. Questo obiettivo vede l’Italia al 31° posto.

Obiettivo 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

L’Italia è al 23° posto: l’8,8% dei bambini sotto i 15 anni vive con un adulto colpito da insicurezza alimentare, mentre il 18% è considerato obeso.

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e a tutte le età

L’Italia si colloca al 18° posto per questo obiettivo. Il tasso di mortalità neonatale è di 2,0 bambini su 1.000 (il 10° più basso in questo gruppo di paesi). Il tasso di suicidio tra gli adolescenti (15-19 anni) è di 1,9 su 100.000 (il secondo più basso). Il paese ha anche il quarto tasso di ubriachezza più basso tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 anni, pari al 4,4%. Tuttavia, l’Italia ha la più alta percentuale di bambini e adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni che riferiscono di soffrire di due o più sintomi psicologici più di una volta alla settimana (36,5%). Il tasso di fertilità adolescenziale è di 5,94 nati per ogni 1.000 ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, in calo rispetto ai 6.94 ogni 1.000 del 2005.

Obiettivo 4: Fornire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti

Con il 66,6% dei quindicenni che ha raggiunto competenze di base per lettura, matematica e scienze e il 98% dei bambini che frequenta corsi di apprendimento di un anno prima dell’inizio della scuola obbligatoria, l’Italia presenta un ranking medio per questo obiettivo (19° posto). L’Italia ottiene una buona posizione relativamente alla percentuale di bambini dai 3 ai 6 anni che frequenta la scuola dell’infanzia almeno un’ora alla settimana (91%).

Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

In Italia il 6,6% delle donne di età compresa tra i 18 e i 29 anni ha dichiarato di aver subito violenze sessuali prima dei 15 anni d’età, un dato che si colloca intorno alla media per il gruppo di paesi analizzato.

Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti

L’Italia si colloca nell’ultimo terzo della classifica per questo obiettivo (30°), con l’11,2% dei 15-19enni che non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET) e il 9,7% dei minorenni che vive in famiglie senza lavoro.

Obiettivo 10: Ridurre la disuguaglianza fra le nazioni e al loro interno

L’Italia è al 20° posto per questo obiettivo. La quota di reddito del 10% più ricco delle famiglie con bambini supera del 21% quella del 40% più povero. C’è una differenza molto elevata, pari al 60% tra i redditi familiari dei bambini al 10° percentile e quelli nella mediana – una differenza che colloca l’Italia al 33° posto tra i paesi industrializzati. L’estrazione socio-economica familiare determina largamente il livello delle performance dei quindicenni nei test di lettura, matematica e scienze, anche se sotto la media del gruppo di paesi.

Obiettivo 11: Rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

L’Italia si posiziona nell’ultimo terzo della classifica (30°) per questo obiettivo, con concentrazioni di polveri sottili nelle aree urbane pari a 12,7 microgrammi al metro cubo – esattamente al livello di sicurezza internazionale fissato a 10.

Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di consumo e di produzione

L’Italia si colloca quasi a metà della classifica, 15esima su 37 paesi, per questo indicatore e obiettivo, con il 64,5% dei quindicenni che conosce almeno cinque problemi ambientali.

Obiettivo 16: Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli

L’Italia ha il quinto tasso di omicidio infantile più basso della tabella (0,19 su 100.000). Il suo tasso di bullismo cronico auto-segnalato è il terzo più basso per questo gruppo di paesi (il 5,2% degli 11-15enni ha subito episodi di bullismo almeno due volte al mese). Questi risultati pongono l’Italia al 2° posto per questo obiettivo.

 

SCHEDA DATI (SU 41 PAESI UE/OCSE):

 

UNICEF Innocenti Report Card 14

“Costruire il futuro – I bambini e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei paesi ricchi”

 

  • 1 bambino su 5 in paesi ad alto reddito vive in povertà reddituale relativa – ovvero vive in un nucleo familiare con un reddito inferiore al 60% della mediana nazionale. Si rilevano significative differenze fra diversi paesi: da 1 bambino su 10 in Danimarca, Islanda e Norvegia a 1 su 3 in Israele e Romania.
  • In due terzi dei paesi ad alto reddito, il 40% più povero delle famiglie con bambini ha un reddito minore rispetto al 10% più ricco. Questo divario di reddito si è ridotto notevolmente in Islanda successivamente alla crisi finanziaria del 2008, mentre è aumentato significativamente in Australia, Estonia, Grecia, Ungheria, Slovacchia e Spagna.
  • Nella maggior parte dei paesi ad alto reddito, il divario di reddito fra il 10% più povero della popolazione e coloro che si trovano nella mediana è aumentato dal 2008.
  • Circa 1 bambino su 10 nei paesi ad alto reddito vive in famiglie in cui nessun adulto possiede un impiego: questo numero aumenta a circa 1 bambino su 7 in Bulgaria, Ungheria, Nuova Zelanda, Spagna e Regno Unito e a circa 1 su 5 in Irlanda.
  • 1 bambino su 8 in paesi ad alto reddito soffre di insicurezza alimentare: ciò significa che non ha un accesso garantito a cibo sufficiente, sicuro e nutriente. I tassi di insicurezza alimentare tra i bambini variano notevolmente: da 1 su 70 in Giappone a 1 su 3 in Messico e Turchia. Anche l’obesità è una forma di malnutrizione, e la sua incidenza è in aumento, con rare eccezioni, in tutti i paesi.
  • Tutti i paesi ad alto reddito hanno già ridotto i propri tassi di mortalità neonatale al di sotto del traguardo globale di 12 morti per 1.000 nati vivi. La Slovenia ha più che dimezzato il proprio tasso di mortalità neonatale tra il 2005 e il 2015.
  • Nei paesi ad alto reddito, nel 2012, il suicidio è stato la principale causa di morte tra i giovani di 15-19 anni di entrambi i sessi, avendo provocato il 17,6% di tutti i decessi. In media gli adolescenti maschi presentano tassi di suicidio tre volte più elevati di quelli femminili, anche se i tentati suicidi tra le adolescenti sono due volte più numerosi che tra i maschi.
  • Nelle Americhe i tassi di omicidio infantile sono nettamente più elevati che in Europa – in Messico il dato è pari a nove volte la media dei paesi esaminati, mentre negli Stati Uniti a quattro volte la media.
  • Le misurazioni delle competenze di base nella lettura, nella matematica e nell’alfabetizzazione scientifica indicano che, nei paesi ad alto reddito, 1 quindicenne su 3 non raggiunge un livello di competenze basilare. Persino nei paesi più virtuosi, questa proporzione si assesta a 1 quindicenne su 5.
  • I bambini migranti privi di documenti sono esclusi dall’istruzione scolastica in Bulgaria, Finlandia, Ungheria Lettonia e Lituania.
  • In media, il 14% degli adulti nei paesi del campione ritiene che l’istruzione superiore sia più importante per i ragazzi che per le ragazze, seppur con un ampio ventaglio di opinioni: l’idea è sostenuta dal 3% degli intervistati in Svezia e dal 32% in Turchia.
  • Alla fine del 2013, le donne rappresentavano il 55% dei diplomati di scuola superiore e il 58% dei laureati con un titolo di primo livello nei paesi OCSE. Nonostante ciò, le donne guadagnano in media il 15,5% in meno rispetto agli uomini e detengono solo il 27,9% dei seggi nelle assemblee legislative nazionali.
  • La frequenza dell’ubriachezza fra gli adolescenti sta diminuendo nei paesi ad alto reddito: in Bulgaria e in Danimarca, nel 2014, il 13% dei bambini fra gli 11 e i 15 anni si era ubriacato almeno una volta nel corso del mese precedente – un valore 7 volte maggiore a quello del paese con l’incidenza minore, l’Islanda. 9 degli 11 paesi con i tassi più elevati si trovano nell’Europa centrale e orientale. Le nazioni dell’Europa meridionale hanno generalmente tassi di ubriachezza tra gli adolescenti inferiori alla media.
  • Il tasso di fertilità adolescenziale sta diminuendo in tutti i paesi ad alto reddito. I progressi sono stati particolarmente marcati in Islanda, che ha ridotto il proprio tasso del 63,5% fra il 2005 e il 2015; ma altri 10 paesi hanno messo a segno riduzioni superiori al 40%.
  • Fra i giovani fra i 15 e i 19 anni nei paesi ad alto reddito, circa 1 giovane su 13 non lavora, non studia e non segue un programma di formazione (NEET); la quota di questi giovani inattivi è molto più alta in Europa meridionale e in America Latina, i tassi più bassi si riscontrano nell’Europa settentrionale e centrale.
  • Il 6% delle donne europee fra i 18 e i 29 anni ha affermato di essere stata vittima di violenze sessuali da parte di adulti prima dei 15 anni. Danimarca, Francia, Regno Unito e Lussemburgo hanno riportato tutti tassi superiori alla media.
  • Almeno 1 bambino su 10 nei paesi esaminati è regolarmente vittima di bullismo, con un’incidenza particolarmente elevata nei paesi baltici.
  • La metà dei paesi ad alto reddito studiati non rispetta gli standard di sicurezza fissati dall’OMS per la qualità dell’aria urbana; i bambini sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di inquinamento.
  • I giovani sono per la maggior parte al corrente delle sfide ambientali del mondo moderno: in media il 62% dei quindicenni conosce almeno 5 di una serie di 7 importanti problemi ambientali. I giovani sono consapevoli soprattutto dell’inquinamento atmosferico, mentre hanno minore familiarità con l’utilizzo degli organismi geneticamente modificati.
  • I bambini indigeni evidenziano risultati deludenti su molti indicatori di salute e di benessere. I dati raccolti nel 2014 mostrano che i tassi di natalità tra le adolescenti di etnia Sami in Norvegia si attestavano a più del doppio della media nazionale. I bambini aborigeni canadesi risentono di tassi più elevati di lesioni, suicidio, obesità, mortalità infantile e malattie quali la tubercolosi.