Umanità calpestata

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Affetto negato. Un fatto peggiore della morte stessa, il vero nemico da combattere.

Il cambiamento è l’atto più difficile da compiere per l’uomo. Quello che più spaventa, a cui non si è mai pronti. Naturale per questo l’angoscia che alberga in tutti noi in questa situazione. L’emergenza sanitaria è divenuta emergenza sociale e poi economica, un aspetto non è più importante dell’altro, sono tutti feroci. Ma se proprio si dovesse stilare una classifica, esiste un lato in tutto questo orrore su cui riflettere: si muore soli. Un fatto peggiore della morte stessa. A prescindere da quale sia la fede la morte esiste e come la nascita è un fatto naturale. Disumano è morire al tempo del Coronavirus. Non di Coronavirus, non è questo l’orrore. Si muore tutti i giorni: di vecchiaia, di malattia, di incidente, ammazzati. Chi oggi muore di Covid-19 è una vittima di guerra. Chi muore oggi perché è al termine del suo percorso, chi è? Un essere umano sfortunato.

Osvaldo (nome di fantasia) si trova in ospedale a Roma da 8 giorni, ricoverato per una polmonite. Ha 90 anni l’uomo magro e fragile in quel letto, il suo compleanno è stato 2 giorni fa. Non lo sapeva Anna, la moglie, mentre gli augurava buon compleanno, non sapeva se lui era coscente in quel momento, se lo ricordava. Da quando lo hanno portato via che non lo vede, che non sa nulla di lui. Non lo può sapere: c’è il Coronavirus, non si entra negli ospedali, non si sta accanto ai ricoverati, neanche ad infermieri e medici. Forse lo rivedrà, forse al telefono qualcuno gli dirà che non c’è l’ha fatta. Non lo sa se finirà così la loro lunga storia d’amore. Unica certezza: Osvaldo è solo e la sua colpa è quella di essersi ammalato al tempo del virus Covid-19. Di lui si sa solo che lascia soli, che spezza via qualunque forma di contatto, di amore, di umanità. Chissà quante volte Osvaldo ha pensato alla morte, agli anziani capita. Ogni giorno qualcosa o qualcuno ricorda loro che i giorni rimasti sono solo una conta in attesa di… Questo messaggio spruzza da ogni poro di questa evoluta società attuale. Nessuno si merita di morire solo. Non c’è stata guerra, carestia, peste o calamità naturale che abbia visto l’uomo solo, abbandonato a se stesso. Si è morti, sopravvissuti, si è sofferto la fame e si è risorti insieme.

E per chi parla di regole necessarie, faccio notare che c’è chi muore solo e chi barba, trucco e parrucco lo continua a fare per apparire in Tv, non rischia chi si fa bello e chi lo esegue?

Barbara Pignataro