ROMA: LA BOCCA DELL’INFERNO

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palazzo zuccari

 

PALAZZETTO ZUCCARI: LA CASA DEI MOSTRI DELLA CAPITALE

Siamo nel 1590 quando il pittore Federico Zùccari (1539-1609), allievo di suo fratello Taddeo, acquista la porzione di terreno presso Piazza Trinità dei Monti, proprio il punto in cui nascevano i meravigliosi giardini di Lucullo (Generale romano, 117 a.C.-56 a.C.). Qui sorge uno degli edifici più singolari di Roma: Palazzetto Zuccari, conosciuto da molti come La Casa dei Mostri. Porte e finestre sono volti raccapriccianti con bocche spalancate; occhi diabolici sembrano fissare i passanti con aria minacciosa. Cosa conserva questo grottesco Palazzo in via Gregoriana, 28?

Il progetto iniziale di Federico è quello di creare un luogo di incontro per gli artisti e che, nell’architettura, rispecchi la sua eccentrica personalità. Originariamente, la sontuosa casa consisteva in uno studio, l’abitazione privata del pittore e un giardino, creato con il preciso intento di conferire un netto contrasto tra il demoniaco portone e, una volta oltrepassato, una paradisiaca atmosfera. Anche lo scrittore Gabriele d’Annunzio (1863-1938) rimane affascinato dall’intera costruzione, in particolare dal suo meraviglioso giardino quadrangolare, tanto da parlarne nella sua opera “Il Piacere” (1889), paragonando la ricchezza dei fiori e la bellezza delle “rose folte” alla vegetazione che sorge dietro la “Vergine” di Sandro Botticelli (artista vissuto tra il 1445 e il 1510). Il messaggio è molto chiaro. Si è voluto esprimere con l’architettura il concetto racchiuso nel viaggio dantesco: passare attraverso il portone, che con il suo aspetto malefico terrorizza il turista, per immergersi in una natura paradisiaca e religiosa, tutto questo grazie alla funzione salvifica dell’arte.

Nel corso degli anni, l’abitazione non solo ha subito diverse ristrutturazioni e cambiamenti, ma è anche passata nelle mani di molti proprietari. Nel 1609 Federico muore e la sua dimora viene venduta; solo nel 1702, ne entra in possesso la Regina Maria Casimira (1641-1716, Sovrana della Polonia), promotrice del colonnato che decora il portico della facciata principale e farà della Casa Zuccari uno dei centri culturali per artisti più importanti della Roma del XVIII secolo. Nel 1904 il chimico Ludwig Mond (1839-1909) fa dono del Palazzo Zuccari alla filantropa Henriette Hertz (1846-1913), un’importante collezionista d’arte, che, in seguito, offre al governo tedesco per farne una grande biblioteca (la celebre Biblioteca Hertziana), specializzata in storia dell’arte. Henriette apporta grandi modifiche, tra cui l’ampliamento del Palazzo, arricchendolo con collezioni d’arte e prestigiosi libri, rendendolo, ancora oggi, uno dei maggiori centri di studio sulla storia dell’arte italiana. Più di un milione sono i reperti raccolti tra volumi e immagini conservate nell’archivio fotografico.

Dall’aspetto esterno, molto semplice da un punto di vista decorativo, mai si potrebbe immaginare che al suo interno, il visitatore viene immediatamente avvolto da un’esplosione di ricchezza e sfarzo: rose, fontane, sculture e affreschi realizzati dallo stesso Federico Zuccari. L’aspetto originario delle sale è stato mantenuto intatto in particolare nell’ala sinistra del Palazzo, mentre, nel 2013, la parte che ospita la Biblioteca è stata svuotata e totalmente ristrutturata, con uno stile luminoso e moderno.

Il percorso che si trova a compiere il visitatore è ben studiato, nulla viene lasciato al caso, in linea con il viaggio ultraterreno dantesco: si attraversa la terribile bocca mefistofelica, per accedere, grazie alla conoscenza e all’arte, a prospettive e visioni sempre più alte, fino a concludere il suo personale iter su una terrazza, da cui è possibile godere di uno dei panorami più belli e suggestivi di Roma. Come Dante e Virgilio, alla fine del viaggio nell’Inferno, “[…] quindi uscimmo a riveder le stelle.” (Inferno, XXXIV canto).

Flavia De Michetti