PIANO DI GESTIONE UNESCO DELLE NECROPOLI ETRUSCHE

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piano gestione unesco

NELL’ANNO 2008 FU APPROVATO IL PIANO DI GESTIONE UNESCO DELLA NECROPOLI DELLA BANDITACCIA.

Da più di cento anni lo Stato Italiano gestisce le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia per mezzo di una struttura nota come Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale. Un organo responsabile dello svolgimento di una serie di compiti, tra cui coordinare le attività di attori pubblici e privati che operano e fanno parte delle attività di gestione del sito.
La Soprintendenza, la Regione Lazio, la Provincia di Roma insieme ai Comuni di Cerveteri e Tarquinia hanno firmato inoltre un Protocollo d’Intesa per migliorare le attività di gestione del territorio che circonda le due aree archeologiche, in particolare a Cerveteri è stata prevista la realizzazione di un Parco, per la quale è stato selezionato un primo progetto mediante concorso pubblico.  Ad oggi tutto è fermo e, sotto gli occhi di tutti, la grave situazione in cui versa l’area della Banditaccia. «E’ un problema che il nostro Paese dovrebbe affrontare, priorità di molti, in ansia per il futuro incerto dell’enorme patrimonio» rende noto il signor Vari, proprietario del terreno all’interno della Banditaccia – che prosegue –  «restare passivi significa emarginarsi. Ragionando, il piano di gestione UNESCO, disponibile in forma cartacea a chiunque ne faccia richiesta,  è stato in grado di proporre iniziative fattibili, attraverso  una azione di coordinamento  tra pubblico e privato, azioni di valorizzazione sostenibile del territorio al fine di un beneficio anche economico per la popolazione residente. Assurdo pensare di cestinare tale piano di gestione».  

Tra gli interventi previsti nel piano di gestione UNESCO : il miglioramento dei collegamenti ciclo pedonali, tra la città di Cerveteri e la Banditaccia, conservazione del paesaggio agricolo intorno alla Necropoli, e fra le altre azioni la rivalutazione dei prodotto tipici del territorio. Infatti ciò che è davvero importante, per tutto l’hinterland di Cerveteri, è il beneficio che ne trarrebbero tutti i soggetti coinvolti, purché partecipino concretamente all’attuazione degli obiettivi dettagliatamente descritti nel Piano. Il contributo e l’aiuto dei rappresentanti delle istituzioni, l’adozione di soluzioni condivise, saranno in grado di evolversi con il mutare dell’ evoluzione dello sviluppo locale.
E proprio nell’approvare il piano, l’Associazione ARCHEO-PARK MANGANELLO di cui Vari è amministratore, iniziò un percorso di collaborazione con gli organi istituzionali di Cerveteri presentando un progetto di rivalutazione della Valle del Manganello per la salvaguardia,  conservazione e la promozione culturale dell’area, in base alle disposizioni del piano stesso. «Si tratta di un progetto culturale, tutto ruota attorno a un delicato equilibrio, è necessario conservare il piacere della natura, mettere in pratica i buoni propositi, anche perché la crisi economica a Cerveteri si fa sentire da lungo tempo sul flusso turistico. É indispensabile seguire una politica di sviluppo del territorio rispettando le linee guida del Piano UNESCO. Cerveteri è un luogo dove si sente ripetere continuamente che bisogna aiutare i più bisognosi, bisogna riportare il Paese a crescere, bisogna far sviluppare il territorio, bisogna aumentare la corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura, e via via con altri bisogna. Allora viene naturale chiedersi come mai i lavori iniziati non vengono completati e in che modo si mantengono gli impegni presi. Sarebbe opportuno e indispensabile per una partecipazione a costo zero, che tutte, tutte, tutte le associazioni culturali, senza scopo di lucro, fossero coinvolte nel processo di partecipazione all’aumento della valorizzazione del bene culturale che Cerveteri detiene. Il grande progetto da affrontare è quello di aumentare e riformulare, ripensare agli stili di vita in modo sostenibile, cercare di valorizzare lo sconfinato (e sempre emozionante) patrimonio artistico di Cerveteri, per essere consapevoli della propria posizione nella realtà del territorio. Il piano di gestione Unesco consente una riqualificazione del sito archeologico e consente di coniugare la conservazione e tutela dell’area Etrusca accelerando il flusso turistico e il processo di riqualificazione favorendo la crescita occupazionale. Credo che tutti i cittadini di Cerveteri e non, desiderino una maggiore attenzione sul territorio, facendo rinascere le grotte etrusche esistenti nella valle del Manganello, senza costi accessori dando all’ambiente, ai turisti e ai cittadini e alle associazioni, che intendono collaborare per il benessere comune, una visione meno squallida della valle del Manganello».
Per chi volesse approfondire in merito al piano di gestione Unesco
Rag. Mario Vari
338-8982-559
varim@libero.it