Ladispoli e Salvini sempre più vicini

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Il sindaco Grando col ministro Matteo Salvini

Con una incontro pubblico, il sindaco Alessandro Grando domani annuncierà di essere entrato nella Lega di Salvini. Un passaggio ufficiale per il primo cittadino che, dopo anni di militanza in una lista civica di Centro destra con cui ha vinto le elezioni, effettuerà quel cambiamento che era nell’aria e che appariva doveroso per il futuro non solo della coalizione ma soprattutto di Ladispoli nei rapporti istituzionali. E’ palese infatti come le amministrazioni locali a carattere civico, e dunque prive di “cappello” politico, siano destinate nel tempo ad avere sempre meno peso specifico nel confrontarsi con Governo, Regione e Città metropolitana, laddove una colorazione politica può essere un buon viatico per ottenere finanziamenti per opere pubbliche. Esempio lampante è Cerveteri dove da sette anni amministra una coalizione di liste civiche di matrice di Centro sinistra ma, senza il rapporto stretto tra il sindaco Pascucci ed il Governatore del Lazio Zingaretti, la città rischierebbe di essere esclusa dai grandi finanziamenti.

A Ladispoli si è compreso che il sindaco non potesse più avere una suggestiva ma poco pratica collocazione civica, una città di oltre 45 mila abitanti ha bisogno di tessere rapporti profondi con le stanze dei bottoni, la scelta di aderire alla Lega non è casuale. E parte da lontano. Esattamente da due anni fa quando il leader Matteo Salvini venne in visita a Ladispoli per celebrare la vittoria del sindaco Grando, fece un vero e proprio bagno di folla per le strade della città, lasciando intravedere quel successo nelle urne sancito prima alle elezioni politiche del 2018 e poi alle europee di questo mese. La storia racconta che Ladispoli e la Lega hanno sempre avuto un rapporto molto diretto. Nel lontano 1993, quando il Carroccio non era visto di buon occhio da Firenze in giù, la Lega Nord si presentò per la prima volta alle elezioni comunali di Ladispoli, l’allora candidato a sindaco Raffaele Cavaliere ottenne un clamoroso 2,5% di consensi, un dato per l’epoca che fece scalpore. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, il legame con la Lega si è rinsaldato nel corso del tempo, l’avvento di Matteo Salvini ha aperto la porta ad un cambiamento che ha permesso esattamente due anni fa al Centro destra di tornare al governo della città dopo un ventennio di Centro sinistra. L’assestamento era nell’aria, siamo del parere che da qui alla scadenza della legislatura nel 2022 la connotazione della maggioranza che amministra Ladispoli si trasformerà in un soggetto prettamente politico, le liste civiche non potranno che confluire nei partiti della coalizione. Ovvero Lega e Fratelli d’Italia che alle europee hanno ottenuto percentuali elevatissime.

Il ministro Salvini con il nostro giornale

 

E’ indubbiamente presto per pensare agli scenari futuri, tre anni sono una vita dal punto di vista politico, però dopo aver sciolto il nodo della collocazione del sindaco, crediamo che il Centro destra debba risolvere in tempi non lunghissimi anche il rebus del rapporto con Forza Italia. E’ palese ipotizzare che nel 2022 un’alleanza che vedrebbe insieme tutti i partiti del Centro destra ed alcune liste civiche non avrebbe difficoltà a presentarsi agli elettori per chiedere un secondo mandato per il sindaco Grando, anche alla luce dei risultati che questa maggioranza porterà al giudizio dell’elettorato di Ladispoli. In politica sono i numeri che contano e non le polemiche capziose che da qualche tempo caratterizzano il web. Il Centro destra unito non avrebbe rivali nelle urne, soprattutto se l’attuale amministrazione riuscirà a risolvere in modo efficace problemi atavici che attanagliano la città, ad iniziare dallo stato del manto stradale. Peraltro, alcuni segnali indiretti sono stati notati dagli osservatori politici più attenti a conferma che tutti hanno compreso la necessità di preparare uno schieramento di Centro destra compatto ed unito alle urne del 2022. Forza Italia, pur essendo ufficialmente fuori dalla maggioranza e senza rappresentanti in Consiglio comunale, di fatto non ha mai attaccato frontalmente l’amministrazione del sindaco Grando, limitandosi a prese di posizione soft e non da chiusura definitiva. Il passaggio del primo cittadino nel partito di Matteo Salvini, la nuova connotazione politica della Giunta e l’intrecciarsi di rapporti con Roma potrebbero essere il primo passo di una vasta alleanza su cui lavorare nel prossimo triennio.